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	<title>Holden Archivi - Istituto Pascal Chieri</title>
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	<title>Holden Archivi - Istituto Pascal Chieri</title>
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		<title>Scuola bilingue a Torino e provincia: alla Daisy e alla Holden si impara in inglese fin dalla primaria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ipc@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2026 09:40:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Daisy]]></category>
		<category><![CDATA[Holden]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un percorso bilingue dalla prima elementare alla terza media, con insegnanti madrelingua,<a href="https://istitutopascalchieri.it/scuola-bilingue-a-torino-e-provincia-alla-daisy-e-alla-holden-si-impara-in-inglese-fin-dalla-primaria/"> ...</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://istitutopascalchieri.it/scuola-bilingue-a-torino-e-provincia-alla-daisy-e-alla-holden-si-impara-in-inglese-fin-dalla-primaria/">Scuola bilingue a Torino e provincia: alla Daisy e alla Holden si impara in inglese fin dalla primaria</a> proviene da <a href="https://istitutopascalchieri.it">Istituto Pascal Chieri</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un percorso bilingue dalla prima elementare alla terza media, con insegnanti madrelingua, discipline insegnate interamente in inglese e <a href="https://istitutopascalchieri.it/cambridge-program/" target="_blank" rel="noopener">certificazioni Cambridge</a> English. È la proposta educativa delle scuole Daisy e Holden di Chieri, che uniscono la preparazione della scuola italiana a un apprendimento approfondito della lingua inglese.</strong></p>
<p>Scegliere una scuola bilingue significa offrire ai propri figli la possibilità di utilizzare l’inglese non soltanto durante le lezioni di lingua, ma anche per studiare, comunicare e approfondire altre materie. È su questo principio che si basa il progetto educativo della scuola primaria Daisy e della scuola secondaria di primo grado paritaria Holden, entrambe a Chieri, alle porte di Torino.</p>
<p>Le due scuole propongono un percorso linguistico continuativo, dalla prima elementare fino alla terza media, che integra il curriculum scolastico italiano con l’insegnamento di alcune discipline interamente in inglese, affidate a docenti madrelingua.</p>
<h3>Quali materie si studiano in inglese?</h3>
<p>Alla scuola primaria Daisy, i bambini seguono interamente in inglese le lezioni di Arte, Scienze e Musica. Fin dai primi anni, quindi, la lingua viene utilizzata per svolgere attività pratiche, osservare fenomeni, esprimere idee e acquisire nuove conoscenze.</p>
<p>Alla scuola secondaria Holden il percorso prosegue con Arte, Tecnologia e Global Perspectives, una disciplina che affronta argomenti legati all’attualità, all’ambiente, alla società e alla cittadinanza globale. Attraverso ricerche, discussioni e lavori di gruppo, gli studenti sviluppano competenze linguistiche, capacità di analisi e pensiero critico.</p>
<p>L’inglese diventa così una vera lingua di apprendimento, utilizzata quotidianamente in situazioni concrete e non soltanto durante le tradizionali lezioni di grammatica e conversazione.</p>
<h3>È necessario conoscere già l’inglese per iscriversi?</h3>
<p>Una delle domande più frequenti delle famiglie riguarda il livello linguistico richiesto all’ingresso.</p>
<p>Alla Daisy possono iscriversi fin dalla prima elementare anche bambini italiani che non hanno frequentato scuole internazionali o che non possiedono particolari conoscenze della lingua inglese.</p>
<p>Non è necessario essere già bilingui per iniziare un percorso bilingue.</p>
<p>L’apprendimento avviene gradualmente, grazie al contatto costante con la lingua, alle attività didattiche e alla presenza degli insegnanti madrelingua.</p>
<p>Con il passare degli anni, i bambini acquisiscono un vocabolario sempre più ampio, migliorano la comprensione e imparano a esprimersi in inglese con maggiore naturalezza e sicurezza.</p>
<p>Il passaggio dalla quinta elementare alla prima media rappresenta la naturale prosecuzione di questo percorso, con attività progressivamente più complesse e adeguate all’età degli studenti.</p>
<h3>Certificazioni Cambridge English: una verifica delle competenze linguistiche</h3>
<p>Il percorso linguistico delle scuole Daisy e Holden è accompagnato dalle certificazioni Cambridge English, riconosciute a livello internazionale.</p>
<p>Le certificazioni consentono di verificare in modo oggettivo i progressi compiuti dagli studenti nelle diverse competenze linguistiche: comprensione, espressione orale, lettura e scrittura.</p>
<p>La preparazione agli esami si inserisce nel lavoro didattico svolto durante gli anni scolastici, permettendo agli studenti di affrontare le prove con una preparazione progressiva.</p>
<h3>Perché non insegnare tutte le materie in inglese?</h3>
<p>Il modello bilingue scelto da Daisy e Holden nasce da una precisa impostazione didattica: sviluppare competenze elevate nella lingua inglese senza rinunciare alla solidità della preparazione scolastica italiana.</p>
<p>Insegnare tutte le discipline in inglese non rappresenta necessariamente la scelta più efficace per ogni bambino.</p>
<p>Alcune materie, come la matematica, richiedono una comprensione particolarmente approfondita di concetti astratti, procedimenti e terminologia specifica. Per studenti che stanno ancora acquisendo padronanza dell’inglese, l’utilizzo esclusivo di una lingua straniera potrebbe costituire un’ulteriore difficoltà nell’apprendimento.</p>
<p>Per questa ragione Daisy e Holden hanno scelto di insegnare interamente in inglese alcune discipline selezionate, mantenendo l’italiano come lingua di riferimento per le altre materie.</p>
<p>L’obiettivo è garantire un equilibrio tra preparazione disciplinare e sviluppo delle competenze linguistiche, evitando che l’apprendimento dell’inglese avvenga a discapito della comprensione dei contenuti.</p>
<h3>Un percorso bilingue continuativo dalla primaria alla scuola superiore</h3>
<p>Uno degli aspetti che caratterizzano il progetto Daisy e Holden è la continuità didattica.</p>
<p>I bambini possono iniziare a familiarizzare con l’inglese fin dai sei anni e proseguire il proprio percorso linguistico per otto anni, fino al termine della scuola secondaria di primo grado.</p>
<p>Questo permette di costruire competenze gradualmente, senza interrompere il lavoro svolto negli anni precedenti e preparando gli studenti ad affrontare con maggiore sicurezza il successivo percorso scolastico.</p>
<p>Per le famiglie di Torino, Chieri e dei comuni della provincia che cercano una scuola bilingue, Daisy e Holden rappresentano una proposta educativa che coniuga il programma scolastico italiano con un utilizzo concreto e continuativo della lingua inglese.</p>
<p><strong>Un modello nel quale l’inglese non è soltanto una materia da studiare, ma uno strumento quotidiano per imparare, comunicare e conoscere il mondo.</strong></p>
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		<title>Trasferimento scuola media</title>
		<link>https://istitutopascalchieri.it/trasferimento-scuola-media/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ipc@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 16:17:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Holden]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cambiare scuola media durante l’anno scolastico è una decisione che molte famiglie<a href="https://istitutopascalchieri.it/trasferimento-scuola-media/"> ...</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-5848"  class="panel-layout" ><div id="pg-5848-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-5848-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-5848-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>Cambiare scuola media durante l’anno scolastico</strong> è una decisione che molte famiglie prendono in considerazione per ragioni diverse: classi numerose, difficoltà di apprendimento, rapporti complicati con i compagni, esigenze sportive oppure il desiderio di seguire un percorso educativo più vicino alle passioni e alle aspirazioni dei propri figli.</p><p>Dietro ogni trasferimento c’è una storia. E <strong>spesso sono proprio i ragazzi</strong>, con le loro osservazioni, <strong>a farci comprendere che cosa cercano davvero in una scuola</strong>.<br />Vorrei raccontarvi tre esperienze che ho conosciuto personalmente alla nostra scuola media Holden. Per tutelare la riservatezza dei ragazzi, utilizzerò nomi di fantasia: Tommaso, Benedetta e Isabela. Le loro storie, invece, sono reali.</p><p>Ricordo il primo colloquio con Tommaso, arrivato alla Holden durante l’anno scolastico. Frequentava una scuola del territorio, in una classe di 23 studenti. Mi raccontò che seguire le lezioni era diventato difficile. Gli insegnanti, impegnati a mantenere la disciplina, non sempre riuscivano a fermarsi per rispiegare un argomento che non aveva compreso. Ma fu soprattutto una sua osservazione a colpirmi: «Se in classe ci fosse meno confusione, capirei di più e avrei molti meno compiti da fare a casa».<br />Una riflessione semplice, che dovrebbe far pensare noi adulti.</p><p><strong>Il problema non è necessariamente il numero degli studenti</strong>. Una classe di 23 ragazzi può funzionare benissimo. Ma quando la gestione del gruppo assorbe gran parte del tempo, lo spazio dedicato alle spiegazioni e all’apprendimento individuale rischia di ridursi. E così il lavoro che dovrebbe essere svolto a scuola finisce per trasferirsi a casa.<br />Le classi meno numerose possono favorire un rapporto più diretto con gli insegnanti e permettere di intervenire quando un ragazzo non ha compreso una spiegazione. Naturalmente, conta anche il modo in cui viene organizzata la didattica.</p><p>Ma le difficoltà nello studio non sono l’unica ragione che porta a cambiare scuola.<br />Un’indagine Istat relativa al 2023, pubblicata nel giugno 2025, ha rilevato che il 23,7% dei ragazzi tra gli 11 e i 13 anni ha subìto <strong>episodi ripetuti di bullismo</strong>. Il 58% ha dichiarato di aver <strong>ricevuto offese o insulti</strong> almeno una volta nell’anno e il 42,3% di aver vissuto almeno un’<strong>esperienza di esclusione</strong>.</p><p><strong>Sono dati che meritano attenzione.</strong></p><p>Non ogni conflitto tra compagni è bullismo, ma quando un ragazzo fatica a trovare il proprio posto nel gruppo, il confronto tra famiglia e scuola diventa fondamentale.<br />Esistono poi situazioni nelle quali il trasferimento nasce dalla necessità di conciliare la scuola con impegni importanti.<br />È il caso di Benedetta, una ragazza che si è inserita alla Holden durante l’anno. Benedetta pratica sci a livello agonistico e durante l’inverno deve conciliare lezioni, allenamenti e gare. Nonostante avesse già un protocollo per studenti atleti, nella scuola precedente, secondo quanto ci ha raccontato, le sue esigenze non venivano adeguatamente considerate. Le capitava di avere più interrogazioni nello stesso giorno o carichi di compiti difficili da <strong>conciliare con gli impegni sportivi</strong>.</p><p><em>Benedetta non chiedeva di studiare meno. Aveva bisogno di una programmazione che le permettesse di affrontare seriamente sia la scuola sia lo sport. Personalizzare il percorso scolastico non significa abbassare le aspettative, ma organizzare il lavoro tenendo conto delle esigenze reali dello studente.</em><br /><em>E poi c’è Isabela, una ragazza di poco più di undici anni, che mi ha colpita per la determinazione con la quale è arrivata al nostro primo colloquio.</em><br /><em>Isabela aveva già le idee molto chiare: voleva studiare cinese.</em><br /><em>Mi raccontò di essere innamorata del mondo orientale e di avere un progetto preciso per il suo futuro. Da grande avrebbe studiato lingue orientali all’Università Ca’ Foscari di Venezia e poi si sarebbe trasferita a Shanghai.</em><br /><em>Le chiesi che cosa avrebbe fatto una volta arrivata in Cina. Non seppe rispondermi. Il suo sogno, per il momento, si fermava lì, a Shanghai.</em><br /><em>Ricordo quel colloquio con particolare tenerezza. Davanti a me avevo una ragazzina di undici anni che non aveva ancora deciso che cosa avrebbe fatto da adulta, ma sapeva benissimo quale strada voleva cominciare a percorrere. Ed era stata proprio lei a desiderare fortemente il trasferimento alla Holden, per avere la possibilità di studiare la lingua cinese.</em></p><p>Anche <strong>questa è una ragione per cambiare scuola media</strong>: non perché qualcosa non funzioni, ma perché si è scoperto qualcosa che ci appassiona e si desidera cominciare a coltivarlo.<br />Quando un ragazzo arriva alla Holden durante l’anno, cerchiamo di conoscere il percorso che ha già svolto, le sue aspettative e le sue necessità. <strong>Il confronto con la famiglia e con gli insegnanti permette di individuare eventuali differenze nei programmi e accompagnarlo nell’inserimento</strong>, sia dal punto di vista didattico sia nelle relazioni con i nuovi compagni.<br />Prima di decidere, consiglio sempre alle famiglie di visitare la nuova scuola, incontrare gli insegnanti e permettere al ragazzo, quando possibile, di trascorrere una giornata in classe.</p><p>Dal punto di vista pratico, cambiare scuola media è possibile anche durante l’anno scolastico e non esiste una scadenza ministeriale unica entro la quale richiedere il trasferimento di un alunno già frequentante.<br />Il primo passo è contattare la scuola prescelta per verificare la disponibilità di un posto nella classe corrispondente. Una volta ricevuta conferma, la famiglia può richiedere il nulla osta alla scuola di provenienza, indicando il nuovo istituto. Le segreterie provvederanno al trasferimento della documentazione scolastica, mentre un colloquio con i nuovi insegnanti permetterà di verificare la continuità dei programmi e del metodo di studio.<br />Ma attenzione: se è vero che non esiste una data ultima stabilita dal Ministero, esiste anche il buon senso.</p><p><strong>Trasferire un ragazzo a maggio</strong>, quando l’anno scolastico è ormai agli sgoccioli, <strong>potrebbe non essere la scelta migliore</strong>. Il nuovo studente dovrebbe inserirsi in una classe che ha già completato gran parte del programma, adattarsi rapidamente a insegnanti e metodi di valutazione differenti e affrontare, nel giro di poche settimane, le verifiche finali delle diverse discipline.<br />Per questo, sulla base della mia esperienza, ritengo che marzo, o al massimo aprile, rappresenti generalmente il periodo entro il quale sarebbe opportuno completare un trasferimento scolastico. Non si tratta di una scadenza normativa, ma di un criterio educativo che lascia al ragazzo il tempo necessario per conoscere i nuovi compagni, ambientarsi e affrontare con maggiore serenità la conclusione dell’anno.</p><p>Naturalmente possono esserci situazioni particolari, come un trasferimento familiare improvviso, che richiedono soluzioni diverse. Ma quando il cambiamento è una scelta programmabile, credo sia importante non guardare soltanto alla possibilità amministrativa di trasferirsi, bensì soprattutto a ciò che è meglio per il ragazzo.</p><p>Le storie di Tommaso, Benedetta e Isabela ci ricordano che dietro la decisione di cambiare scuola ci sono ragazzi con esigenze, capacità e sogni molto diversi. C’è chi desidera poter seguire una lezione senza continue interruzioni, chi vuole conciliare lo studio con un impegno sportivo importante e chi, a undici anni, ha già deciso che un giorno vivrà a Shanghai.<br />E forse il nostro compito, come educatori, è proprio questo: imparare ad ascoltare i ragazzi e aiutarli a trovare la strada per realizzare ciò che desiderano diventare.</p><p style="text-align: right;"><em>Nicoletta Coppo</em></p></div>
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<p>&nbsp;</p>
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	<p style="text-align: center;"><em><span style="color: #000000;">Per avviare le procedure del trasferimento, compila la domanda di iscrizione.<br />
Se hai bisogno di aiuto, non esitare a <a href="https://istitutopascalchieri.it/segreteria/contatti/">contattarci</a>!</span></em></p>
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	<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #008ecf;">Media Internazionale Holden</span></strong></p>
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			</item>
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		<title>Come capire se una scuola è davvero quella giusta: cosa guardare durante un Open Day</title>
		<link>https://istitutopascalchieri.it/come-capire-se-una-scuola-e-davvero-quella-giusta-cosa-guardare-durante-un-open-day/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ipc@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 12:03:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Daisy]]></category>
		<category><![CDATA[Holden]]></category>
		<category><![CDATA[Linguistico]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Scientifico]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze Umane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando una famiglia partecipa a un Open Day, secondo me dovrebbe fare<a href="https://istitutopascalchieri.it/come-capire-se-una-scuola-e-davvero-quella-giusta-cosa-guardare-durante-un-open-day/"> ...</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando una famiglia partecipa a un Open Day, secondo me dovrebbe fare una cosa molto semplice: <strong>osservare</strong>.</p>
<p>Non limitarsi ad ascoltare quello che una scuola racconta di sé, ma fare domande, guardare gli studenti, parlare con gli insegnanti e cercare di capire che cosa succede realmente ogni giorno dentro quella scuola.</p>
<p>Perché tutte le scuole possono raccontare un bel progetto educativo. La domanda vera è: <strong>come viene realizzato</strong>?</p>
<p>Ed è proprio da questa domanda che vorrei partire per raccontare la Scuola Primaria Internazionale Daisy, la Scuola Media Internazionale Holden e i Licei Pascal.</p>
<p>Tre scuole diverse, perché naturalmente sono diverse le esigenze di un bambino della primaria, di un ragazzo della scuola media e di uno studente del liceo. Ma il percorso che cerchiamo di costruire è lo stesso: preparazione, autonomia, apertura internazionale e, soprattutto, attenzione alla persona.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Vostro figlio sa già studiare?</strong></span></p>
<p>I bambini che arrivano dalla scuola primaria raramente sanno già studiare davvero.</p>
<p>Sono ancora piccoli. Spesso non hanno un metodo, non sanno organizzare il tempo, affrontare un testo, distinguere ciò che è importante, preparare autonomamente un’interrogazione.</p>
<p>Ed è normale.</p>
<p>Alla <strong>Daisy</strong> cominciamo a costruire autonomia e responsabilità fin dai primi anni. Alla <strong>Holden</strong> questo lavoro diventa progressivamente un vero metodo di studio.</p>
<p>Perché la scuola media, secondo me, ha una responsabilità enorme: <strong>insegnare ai ragazzi a studiare</strong>.</p>
<p>Se non imparano a farlo in questi tre anni, alle superiori faranno molta più fatica a organizzare il proprio lavoro.</p>
<p>Questo lo vediamo direttamente nei nostri <strong>Licei Pascal</strong>. Osservando gli studenti del liceo ci rendiamo conto ogni giorno di quanto faccia la differenza arrivare alle superiori avendo già acquisito autonomia e metodo.</p>
<p>Per questo, durante un Open Day, io farei una domanda molto semplice:</p>
<p><strong>Come accompagnate un bambino a diventare uno studente autonomo?</strong></p>
<p>Non mi accontenterei di sentire dire che la scuola “insegna un metodo”. Chiederei come lo fa.</p>
<p><strong>E quando un bambino o un ragazzo incontra una difficoltà?</strong></p>
<p>Non parlo necessariamente di una difficoltà didattica.</p>
<p>Può esserci un problema con i compagni, un momento di insicurezza, la difficoltà di inserirsi in un gruppo nuovo oppure semplicemente un periodo nel quale un ragazzo ha bisogno di essere guardato con maggiore attenzione.</p>
<p>Alla <strong>Daisy</strong>, alla <strong>Holden</strong> e ai <strong>Licei Pascal</strong>, gli insegnanti che trascorrono più tempo con una classe hanno anche questa responsabilità: conoscere i ragazzi e accorgersi quando qualcosa cambia.</p>
<p>Una difficoltà non deve rimanere il problema del singolo insegnante.</p>
<p>Deve essere condivisa con il corpo docente, perché il bambino o il ragazzo possa essere accompagnato da più punti di vista.</p>
<p>Per noi questo è fondamentale: <strong>una preparazione alta deve essere coerente con il benessere e con lo stare bene a scuola</strong>.</p>
<p><strong>Le due cose non sono alternative.</strong></p>
<p>Un ragazzo deve essere preparato, deve imparare, deve essere anche abituato all’impegno e alla responsabilità. Ma deve poter entrare a scuola sentendosi parte di un luogo nel quale sta bene.</p>
<p>Una classe non diventa un gruppo da sola</p>
<p>Proprio per questo attribuiamo molta importanza al <strong>team building</strong>.</p>
<p>E quando parliamo di team building non intendiamo una singola attività organizzata occasionalmente durante l’anno.</p>
<p>Alla <strong>Daisy</strong>, alla <strong>Holden</strong> e ai <strong>Licei Pascal</strong>, già all’inizio dell’anno scolastico organizziamo un’esperienza di due giorni, con una notte fuori, proprio perché riteniamo che le prime settimane siano il momento nel quale si comincia a costruire il benessere della classe.</p>
<p>I ragazzi vengono accompagnati dai loro insegnanti in un luogo tranquillo, immerso nella natura e sufficientemente isolato dalla normale quotidianità, predisposto proprio per accogliere gruppi di giovani e per svolgere attività di team building.</p>
<p>Non sono lasciati semplicemente “a stare insieme”.</p>
<p>Accanto ai nostri professori lavorano persone preparate e formate per proporre attività di gruppo adatte alle diverse età.</p>
<p><strong>Che cosa significa concretamente fare team building?</strong></p>
<p>Significa stare insieme in un contesto completamente diverso dall’aula.</p>
<p>Andare nei boschi. Fare attività all’aperto. Sperimentare attività manuali. Entrare in relazione con gli animali. Affrontare piccoli compiti e attività che richiedono collaborazione.</p>
<p>E soprattutto fare queste cose <strong>insieme</strong>.</p>
<p>Perché quando si cambia contesto cambiano anche le relazioni.</p>
<p>Il compagno con il quale magari in classe si parla poco diventa quello che ti aiuta durante un’attività. L’insegnante viene conosciuto anche fuori dal ruolo tradizionale della lezione. I ragazzi imparano a organizzarsi, ad aspettarsi, ad aiutarsi e a condividere.</p>
<p>Per questo scegliamo di farlo proprio all’inizio dell’anno.</p>
<p>Non aspettiamo che il gruppo abbia un problema per lavorare sulle relazioni. <strong>Cerchiamo di costruire fin dall’inizio una classe nella quale si possa stare bene</strong>.</p>
<p>E questo è importante non soltanto per chi comincia un nuovo ciclo scolastico.</p>
<p>Durante l’anno può arrivare un bambino alla Daisy, un ragazzo alla Holden o uno studente ai Licei Pascal proveniente da un’altra scuola, da un’altra città o anche da un altro Paese.</p>
<p>Non vogliamo che sia soltanto il nuovo arrivato a doversi adattare.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Vogliamo costruire classi capaci di accogliere.</strong></span></p>
<p><strong>Il team building continua anche fuori dall’Italia</strong></p>
<p>Le occasioni per costruire il gruppo, naturalmente, non finiscono con l’esperienza di inizio anno.</p>
<p>Un’uscita, un progetto, un’attività condivisa possono diventare momenti nei quali i ragazzi imparano a conoscersi diversamente.</p>
<p>E poi ci sono le mobilità <strong>Erasmus</strong>, che coinvolgono gli studenti della Holden e dei Licei Pascal.</p>
<p>Partire insieme per un altro Paese ha un enorme valore culturale e didattico, ma secondo me ha anche un altro valore che qualche volta raccontiamo troppo poco.</p>
<p>È una straordinaria esperienza di team building.</p>
<p>I ragazzi si trovano lontani dalla loro quotidianità, devono confrontarsi con un’altra lingua, altre abitudini e situazioni nuove. Devono organizzarsi, aiutarsi e assumersi delle responsabilità.</p>
<p>E inevitabilmente imparano a conoscersi meglio.</p>
<p>Anche questo significa, per noi, essere una scuola internazionale.</p>
<p><strong>Ma che cosa significa davvero “scuola internazionale”?</strong></p>
<p>La parola internazionale oggi viene utilizzata moltissimo.</p>
<p>Io, durante un Open Day, chiederei:</p>
<p><strong>Internazionale in che cosa?</strong></p>
<p>Nel nostro caso è un percorso che comincia alla <strong>Scuola Primaria Internazionale Daisy</strong>, continua alla <strong>Scuola Media Internazionale Holden</strong> e arriva ai <strong>Licei Pascal</strong>.</p>
<p>Alla Daisy e alla Holden il <strong>curriculum Cambridge</strong> è inserito all’interno del percorso scolastico italiano e alcune materie vengono affrontate direttamente in lingua inglese.</p>
<p>Questo cambia il modo in cui si apprende una lingua.</p>
<p>L’inglese non è soltanto una materia da studiare: diventa progressivamente una lingua che si utilizza per imparare altro.</p>
<p>Accanto all’inglese, <strong>Daisy</strong> e <strong>Holden</strong> portano avanti anche il cinese, attraverso la collaborazione con l’Istituto Confucio, e lo spagnolo.</p>
<p>E poi c’è la realtà quotidiana delle nostre classi.</p>
<p>Abbiamo bambini e ragazzi italiani che studiano insieme a studenti internazionali, alcuni dei quali arrivano conoscendo molto bene l’inglese ma poco l’italiano.</p>
<p>Per questo organizziamo percorsi di italiano <strong>L2 per gli studenti internazionali</strong> e livelli di inglese differenziati.</p>
<p>Dobbiamo accompagnare chi sta ancora costruendo sicurezza nella lingua e, nello stesso momento, continuare a far crescere chi possiede già un livello molto alto.</p>
<p>Per me questa è una delle parti più interessanti di una scuola internazionale: <strong>non rendere tutti uguali, ma riuscire a far lavorare insieme bambini e ragazzi che partono da competenze, lingue e storie differenti</strong>.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>E dopo la scuola media?</strong></span></p>
<p>Il percorso internazionale non deve interrompersi quando un ragazzo cresce.</p>
<p>Nei <strong>Licei Pascal</strong> continua attraverso le lingue, il cinese come seconda lingua nel Liceo Linguistico, i percorsi scientifici e STEM e le diverse possibilità offerte dal Liceo Linguistico, dal Liceo delle Scienze Umane e dal Liceo Scientifico.</p>
<p>E c’è una possibilità della quale, forse, fino ad oggi abbiamo parlato troppo poco: il <strong>Doppio Diploma Americano</strong>.</p>
<p>I nostri studenti possono affiancare al percorso liceale italiano quello americano e arrivare alla conclusione degli studi con il diploma italiano e il diploma americano.</p>
<p>È una possibilità che si inserisce perfettamente nel percorso che cerchiamo di costruire fin dalla primaria: dare ai ragazzi strumenti che, un giorno, permettano loro di scegliere anche oltre i confini italiani.</p>
<p><strong>Essere internazionali significa soltanto conoscere le lingue?</strong></p>
<p>Per noi no.</p>
<p>Da anni guardiamo con particolare interesse alle scuole del Nord Europa e soprattutto alla <strong>Finlandia</strong>.</p>
<p>È un rapporto che riguarda il confronto sulla didattica, la formazione dei nostri insegnanti e la mobilità Erasmus.</p>
<p>Non significa prendere un modello straniero e copiarlo.</p>
<p>Significa andare a vedere che cosa funziona altrove, confrontarsi con altri insegnanti e con altri sistemi educativi e poi tornare nelle nostre classi ponendoci una domanda:</p>
<p><strong>Che cosa possiamo fare meglio?</strong></p>
<p>Alla Daisy questo percorso si incontra anche con alcuni principi ispirati alla pedagogia di Maria Montessori, soprattutto nel lavoro sull’autonomia, sulla responsabilità e sul rispetto dei tempi di crescita del bambino.</p>
<p>Anche questa, per noi, è internazionalità: <strong>non chiudersi dentro un unico modo di fare scuola</strong>.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>I laboratori ci sono. Ma vengono utilizzati?</strong></span></p>
<p>Questa è un’altra domanda molto semplice che consiglio sempre ai genitori.</p>
<p>Quando visitate una scuola e vedete un laboratorio, chiedete:</p>
<p><strong>Che cosa fanno qui i ragazzi?</strong></p>
<p>Un laboratorio non serve perché è bello da mostrare durante un Open Day.</p>
<p>Serve se viene utilizzato.</p>
<p>Alla <strong>Daisy</strong> e alla <strong>Holden</strong> vogliamo sviluppare sempre di più le attività STEM e quest’anno, in particolare, lavoreremo molto sulla robotica.</p>
<p>Questa scelta nasce anche dalle richieste delle nostre famiglie.</p>
<p>E questo mi porta a un altro aspetto della scuola al quale tengo particolarmente.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Quanto possono entrare le famiglie nella vita della scuola?</strong></span></p>
<p>Per noi moltissimo.</p>
<p>Dalla Daisy alla Holden fino ai Licei Pascal, le famiglie non sono semplicemente coloro alle quali comunichiamo ciò che abbiamo deciso.</p>
<p>Sono interlocutori.</p>
<p>Spesso sono anche i nostri migliori ambasciatori, ma soprattutto sono le persone che ci aiutano a capire come stanno cambiando i ragazzi e quali nuove esigenze stanno emergendo.</p>
<p>Per questo, oltre ai normali colloqui con gli insegnanti, organizziamo anche momenti più informali che chiamiamo <strong>Afternoon Tea</strong>.</p>
<p>Ci sediamo insieme, prendiamo un tè e qualche biscotto e parliamo.</p>
<p>Di uscite, attività, sport, progetti. Di quello che funziona e anche di quello che possiamo migliorare.</p>
<p>È un momento semplice, ma per me molto importante.</p>
<p>Per qualche ora non esistono la scuola da una parte e i genitori dall’altra.</p>
<p><strong>Prendiamo un tè, mangiamo qualche biscotto, sogniamo la nostra scuola e poi cerchiamo di realizzarla.</strong></p>
<p><strong>Allora, che cosa bisogna guardare durante un Open Day?</strong></p>
<p>Non soltanto gli spazi.</p>
<p>Chiedete come viene costruita l’autonomia alla primaria e come viene insegnato il metodo di studio alla scuola media.</p>
<p>Chiedete chi si accorge che vostro figlio sta attraversando una difficoltà.</p>
<p>Chiedete che cosa fa concretamente la scuola per costruire una classe nella quale i ragazzi stiano bene insieme.</p>
<p>Chiedete che cosa significa realmente “Cambridge” e quali materie vengono svolte in inglese.</p>
<p>Chiedete come vengono accompagnati bambini e ragazzi che partono da livelli linguistici differenti.</p>
<p>Chiedete quali esperienze internazionali vengono realmente proposte agli studenti.</p>
<p>Entrate nei laboratori e chiedete che cosa fanno realmente i ragazzi.</p>
<p>Se state scegliendo un liceo, chiedete quali possibilità internazionali concrete avrà vostro figlio e informatevi anche sul Doppio Diploma Americano.</p>
<p>Parlate con gli insegnanti.</p>
<p>E, quando è possibile, parlate con gli studenti e con i genitori che quella scuola la frequentano già.</p>
<p>Soprattutto, guardate i bambini e i ragazzi che incontrate nei corridoi.</p>
<p>Perché una scuola può raccontarsi molto bene attraverso un progetto educativo, un sito o una brochure.</p>
<p>Ma spesso <strong>si capisce molto meglio guardando le persone che la vivono ogni giorno</strong>.</p>
<p>Quando partecipate a un Open Day, quindi, non venite soltanto ad ascoltare quello che una scuola dice di sé.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Venite a verificare.</strong></span></p>
<p>Vi aspettiamo all’<strong>Istituto Pascal, via San Filippo 2, Chieri</strong>:</p>
<p><strong>12 ottobre 2026 – ore 17.00</strong></p>
<p>Scuola Media Internazionale Holden e Licei Pascal</p>
<p><strong>14 ottobre 2026 – ore 17.00</strong></p>
<p>Scuola Primaria Internazionale Daisy</p>
<p>L'articolo <a href="https://istitutopascalchieri.it/come-capire-se-una-scuola-e-davvero-quella-giusta-cosa-guardare-durante-un-open-day/">Come capire se una scuola è davvero quella giusta: cosa guardare durante un Open Day</a> proviene da <a href="https://istitutopascalchieri.it">Istituto Pascal Chieri</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Open Day: apriamo le porte, davvero</title>
		<link>https://istitutopascalchieri.it/open-day-apriamo-le-porte-davvero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ipc@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 12:46:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Daisy]]></category>
		<category><![CDATA[Holden]]></category>
		<category><![CDATA[Linguistico]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Scientifico]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze Umane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si avvicina il periodo degli Open Day e, come ogni anno, le<a href="https://istitutopascalchieri.it/open-day-apriamo-le-porte-davvero/"> ...</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://istitutopascalchieri.it/open-day-apriamo-le-porte-davvero/">Open Day: apriamo le porte, davvero</a> proviene da <a href="https://istitutopascalchieri.it">Istituto Pascal Chieri</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si avvicina il periodo degli Open Day e, come ogni anno, le scuole iniziano a raccontarsi.</p>
<p>Progetti, laboratori, lingue, attività, innovazione, viaggi, certificazioni. A volte sembra quasi che inizi una gara a chi offre di più e, diciamolo, qualche volta si arriva persino a promettere cose mirabolanti.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Ma che cos’è, in fondo, un Open Day?</span></p>
<p>L’idea originaria è molto più semplice di quello che è diventata oggi: <strong>aprire le porte della scuola</strong>. Permettere alle famiglie di entrare, vedere gli spazi, incontrare gli insegnanti e gli studenti, parlare con loro e cercare di capire che cosa succede realmente dentro quella scuola tutti i giorni.</p>
<p>Un momento forse meno spettacolare, ma molto più vero.</p>
<p>È proprio a questo tipo di Open Day che vorremmo tornare all’<a href="https://www.google.com/maps/place/Istituto+Pascal+Chieri+%7C+Licei+Pascal/@45.0115895,7.8234346,17z/data=!3m1!4b1!4m6!3m5!1s0x47880ae7a2b64c33:0x91af2b0bafbbe25b!8m2!3d45.0115857!4d7.8260095!16s%2Fg%2F1tcy35kg!5m2!1e4!1e2?authuser=0&amp;entry=ttu&amp;g_ep=EgoyMDI2MDkxNi4wIKXMDSoASAFQAw%3D%3D" target="_blank" rel="noopener">Istituto Pascal di via San Filippo 2, a Chieri</a>.</p>
<p>Quando un genitore deve scegliere la scuola per un figlio, credo che dovrebbe cercare di andare oltre i fuochi d’artificio. Una bella presentazione può colpire, un video può emozionare, una pagina social può essere costruita molto bene. Ma poi un ragazzo in quella scuola dovrà entrare ogni mattina e passarci una parte importante della propria vita.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">E allora che cosa dovrebbe guardare davvero un genitore?</span></p>
<p>Io credo che dovrebbe <strong>fare domande</strong>. Tante.</p>
<p>Chiedere come si svolge realmente una giornata. Chi sono gli insegnanti. Da quanto tempo lavorano nella scuola. Come vengono seguiti i ragazzi quando hanno una difficoltà. Che cosa succede quando un progetto non funziona. Come vengono affrontati i problemi. Quali delle attività presentate vengono realmente svolte durante l’anno.</p>
<p>E poi parlare con chi quella scuola la vive già.</p>
<p>Parlare con altri genitori, se possibile. Parlare con gli studenti. Guardare non soltanto quello che una scuola racconta di se stessa, ma anche la sua storia e quello che ha costruito negli anni.</p>
<p>Viviamo in un mondo nel quale l’immagine ha assunto un peso enorme. Social, fotografie, video, blog e influencer possono essere strumenti utilissimi e anche noi li utilizziamo ma <strong>l’immagine non può sostituire la realtà</strong>.</p>
<p>Una scuola non si può scegliere soltanto attraverso un post.</p>
<p>Oggi esistono anche offerte formative molto diverse tra loro, comprese realtà prevalentemente online o organizzazioni molto piccole. Non significa che debbano essere giudicate a priori, ma significa che una famiglia deve verificare con attenzione <strong>chi c’è dietro quella proposta, dove si svolge realmente l’attività, quali riconoscimenti possiede, quali sono gli spazi, come vengono rispettate le norme e quali garanzie vengono date agli studenti</strong>.</p>
<p>Anche la sicurezza, la struttura organizzativa e la solidità di una scuola fanno parte dell’offerta educativa.</p>
<p>E poi c’è la storia.</p>
<p>Credo che lo storico di una scuola abbia un valore che qualche volta dimentichiamo. Una scuola presente da molti anni sul territorio può essere verificata: ci sono generazioni di studenti che l’hanno frequentata, famiglie che la conoscono, risultati, errori, cambiamenti e un percorso che può essere osservato.</p>
<p>Le promesse, invece, vanno sempre confrontate con la realtà.</p>
<p>Vale anche quando si parla di internazionalità. Non basta promettere che un bambino diventerà bilingue in pochi mesi. Bisogna chiedere come vengono insegnate le lingue, da chi, attraverso quale curriculum e all’interno di quale progetto didattico.</p>
<p>Forse, allora, l’Open Day dovrebbe tornare ad essere proprio questo: <strong>un incontro tra persone</strong>.</p>
<p>Ai nostri prossimi Porte Aperte non vorremmo che i genitori venissero semplicemente ad ascoltare quello che abbiamo preparato per convincerli.</p>
<p>Vorremmo il contrario.</p>
<p><strong>Fateci domande. Metteteci alla prova. Interrogateci.</strong></p>
<p>Chiedeteci di raccontarvi non soltanto quello che vogliamo fare, ma quello che facciamo già. Parlate con i nostri insegnanti, con i nostri studenti e con i genitori che hanno già scelto le nostre scuole. Guardate gli spazi. Chiedeteci della didattica, delle lingue, dei problemi, della sicurezza, dell’organizzazione e di come accompagniamo un ragazzo quando qualcosa non va come previsto.</p>
<p>Perché alla fine la scelta di una scuola non riguarda un laboratorio, un post o una bella presentazione.</p>
<p><strong>Riguarda vostro figlio</strong>.</p>
<p>E quando una famiglia affida un figlio a una scuola, le sta affidando qualcosa di enormemente importante. Per questo prima di scegliere deve conoscerla davvero e deve sentire di potersi fidare delle persone che, ogni giorno, si prenderanno cura della sua crescita.</p>
<p>Noi siamo pronti ad aprire le porte.</p>
<p>Il primo appuntamento con i <strong>Porte Aperte della Scuola Media Internazionale Holden </strong>e dei<strong> Licei Pascal</strong> sarà <strong>lunedì 12 ottobre 2026 alle ore 17.00</strong>.</p>
<p>Per la <strong>Scuola Primaria Daisy</strong>, il primo appuntamento sarà invece <strong>mercoledì 14 ottobre 2026 alle ore 17.00</strong>.</p>
<p>Vi aspettiamo all’Istituto Pascal, via San Filippo 2, Chieri.</p>
<p>E, soprattutto, vi aspettiamo con tutte le vostre domande.</p>
<p>L'articolo <a href="https://istitutopascalchieri.it/open-day-apriamo-le-porte-davvero/">Open Day: apriamo le porte, davvero</a> proviene da <a href="https://istitutopascalchieri.it">Istituto Pascal Chieri</a>.</p>
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		<title>Come funzionano gli open day nelle scuole degli Stati Uniti e nelle scuole internazionali di Chieri</title>
		<link>https://istitutopascalchieri.it/come-funzionano-gli-open-day-nelle-scuole-degli-stati-uniti-e-nelle-scuole-internazionali-di-chieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ipc@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2026 06:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Daisy]]></category>
		<category><![CDATA[Holden]]></category>
		<category><![CDATA[Linguistico]]></category>
		<category><![CDATA[Scientifico]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze Umane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli open day e le visite nelle scuole degli Stati Uniti rappresentano<a href="https://istitutopascalchieri.it/come-funzionano-gli-open-day-nelle-scuole-degli-stati-uniti-e-nelle-scuole-internazionali-di-chieri/"> ...</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli <strong>open day</strong> e le visite nelle scuole degli Stati Uniti rappresentano momenti cruciali per orientare famiglie e studenti nella scelta del percorso scolastico. Negli <strong>USA, a differenza dell’Italia, il sistema è fortemente decentralizzato</strong>: ogni Stato, distretto o addirittura singola scuola può avere modalità proprie, ma esistono alcune tendenze e strutture comuni che vale la pena approfondire.</p>
<p>Gli open day americani sono pensati per presentare il sistema educativo locale, le opportunità formative, i programmi extracurricolari, le attività sportive e gli aspetti logistici come orari, trasporti e pasti. Sono spesso occasione per incontrare dirigenti, docenti, studenti e famiglie già inserite nel contesto scolastico.<br />
Gli eventi possono essere in presenza, con tour guidati delle strutture, oppure virtuali, soprattutto dopo la pandemia. Le famiglie partecipano insieme agli studenti per avere un quadro completo dell’esperienza scolastica. In alcuni casi, vengono organizzati incontri informativi anche in Italia, dove agenzie internazionali presentano il sistema americano a studenti interessati a un periodo di studio all’estero.</p>
<p>L’<strong>anno scolastico statunitense inizia generalmente tra fine luglio e metà settembre</strong> e <strong>termina tra metà maggio e fine giugno</strong>, diviso in due semestri o tre quadrimestri a seconda della scuola. Gli open day di solito si tengono nei mesi precedenti l’inizio dell’anno, ma alcune scuole offrono visite anche durante l’anno su appuntamento.<br />
Gli studenti e le famiglie visitano aule, laboratori, palestre, biblioteche, mense e spazi ricreativi. Questo permette di valutare sia la qualità delle attrezzature sia l’ambiente generale della scuola.<br />
Sono previsti colloqui individuali o di gruppo con dirigenti, insegnanti e counselor, che illustrano filosofia educativa, metodi didattici, supporto agli studenti e opportunità di orientamento post-diploma.</p>
<p>Le scuole spiegano come funziona la personalizzazione del curriculum, con materie obbligatorie (inglese, matematica, storia americana) e una vasta scelta di corsi opzionali (giornalismo, fotografia, criminologia, ecc.) Viene sottolineata l’importanza delle attività extracurricolari, dagli sport ai club studenteschi, che rappresentano una parte integrante della vita scolastica.</p>
<p>Spesso sono presenti studenti attuali o ex-alunni, nonché famiglie ospitanti, che raccontano la loro esperienza e rispondono a domande pratiche su vita quotidiana, integrazione e sfide dell’adattamento.<br />
<strong>Negli Stati Uniti gli studenti costruiscono il proprio curriculum scegliendo tra molte materie opzionali</strong>, a differenza del sistema italiano più rigidamente strutturato.<br />
L’approccio è spesso più pratico e meno teorico, con una giornata scolastica che combina lezioni, attività di laboratorio, sport ed eventi culturali .<br />
Le date di inizio e fine anno, nonché le festività, possono variare da Stato a Stato, ma ci sono alcune ricorrenze nazionali fisse in cui tutte le scuole chiudono.</p>
<p>Alcune scuole americane e italiane collaborano per offrire il doppio diploma, permettendo agli studenti di seguire corsi online con docenti statunitensi mentre continuano gli studi in Italia, conseguendo entrambi i titoli di studio<br />
Le visite e gli open day nelle scuole americane sono eventi strutturati, partecipativi e fortemente orientati all’accoglienza e all’informazione. Offrono alle famiglie e agli studenti l’opportunità di conoscere da vicino un sistema educativo caratterizzato da flessibilità, personalizzazione e attenzione alle attività extracurricolari. La possibilità di interfacciarsi direttamente con la comunità scolastica, visitare le strutture e ascoltare testimonianze rende questi momenti fondamentali per compiere scelte consapevoli, sia per chi risiede negli Stati Uniti sia per chi proviene dall’estero.</p>
<p>Negli <strong>ultimi anni, anche la scuola Daisy, la Holden e i licei Pascal di Chieri hanno iniziato a seguire il modello di visita delle scuole americane</strong>, ispirandosi a pratiche consolidate negli Stati Uniti. Questi istituti hanno introdotto open day e visite strutturate, mirate a facilitare l&#8217;orientamento di famiglie e studenti nella scelta del percorso scolastico, molto simili a quanto avviene oltre oceano.<br />
Le visite nelle scuole di Chieri offrono momenti cruciali in cui le famiglie possono conoscere da vicino l&#8217;ambiente educativo. Questi eventi sono progettati per presentare le opportunità formative, i programmi extracurriculari e le modalità di integrazione nel contesto scolastico. Proprio come negli Stati Uniti, anche presso la Daisy, la Holden e i licei Pascal sono previsti tour guidati delle strutture, che includono aule, laboratori, biblioteche e spazi ricreativi. Gli studenti e le famiglie hanno l&#8217;opportunità di incontrare dirigenti e docenti, così come studenti attuali ed ex-alunni, per una condivisione di esperienze e informazioni pratiche.</p>
<p>Ad esempio, il liceo Pascal ha messo in atto incontri informativi e laboratori aperti a tutti, simili agli open day americani, dove i partecipanti possono interagire direttamente con i docenti e scoprire la filosofia educativa della scuola. Allo stesso modo, la scuola Holden ha organizzato eventi che combinano visite in presenza con modalità virtuali, per garantire l&#8217;accessibilità a tutte le famiglie, proprio come avviene in molte scuole negli Stati Uniti.<br />
Inoltre, la personalizzazione del curriculum è un aspetto centrale anche nelle scuole di Chieri, dove gli studenti possono scegliere materie opzionali in aggiunta a quelle obbligatorie, riflettendo l&#8217;approccio americano. <strong>Le attività extracurricolari</strong>, che includono potenziamenti linguistici e club studenteschi, <strong>sono valorizzate come parte integrante della vita scolastica</strong>, parallele a quelle presenti nelle scuole statunitensi.</p>
<p>L&#8217;influenza del modello americano di open day e visite scolastiche sta emergendo anche in realtà come la scuola Daisy, la Holden e i licei Pascal, offrendo un&#8217;opportunità unica per famiglie e studenti di esplorare le possibilità educative in un contesto più flessibile e accogliente, favorendo scelte consapevoli per il futuro.</p>
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		<item>
		<title>Le tre scuole Internazionali bilingue di Chieri: innovazione e formazione</title>
		<link>https://istitutopascalchieri.it/le-tre-scuole-internazionali-bilingue-di-chieri-innovazione-e-formazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ipc@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 06:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Daisy]]></category>
		<category><![CDATA[Holden]]></category>
		<category><![CDATA[Linguistico]]></category>
		<category><![CDATA[Scientifico]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze Umane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chieri, cittadina di origini medievali vicino a Torino, è sede di tre<a href="https://istitutopascalchieri.it/le-tre-scuole-internazionali-bilingue-di-chieri-innovazione-e-formazione/"> ...</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://istitutopascalchieri.it/le-tre-scuole-internazionali-bilingue-di-chieri-innovazione-e-formazione/">Le tre scuole Internazionali bilingue di Chieri: innovazione e formazione</a> proviene da <a href="https://istitutopascalchieri.it">Istituto Pascal Chieri</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Chieri, cittadina di origini medievali vicino a Torino, è sede di tre istituzioni educative di rilievo: la scuola elementare Daisy, la scuola media Holden e i licei Pascal. Queste scuole sono un esempio di come il sistema educativo possa combinare un’istruzione di qualità con un approccio innovativo e internazionale. In questo articolo, esploreremo tre aspetti distintivi di queste tre scuole, rinomate fra le <strong>scuole paritarie di Torino</strong>: il laboratorio di robotica e STEM, l’insegnamento della materia &#8220;dibattito&#8221; o &#8220;debat&#8221; e il curriculum Cambridge.</p>
<h2>Laboratori Stem e scuola con lingua cinese a Torino</h2>
<p>Le <strong>scuole internazionali bilingue</strong> di Chieri offrono agli studenti un laboratorio di robotica che rappresenta un elemento fondamentale del programma STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics).<br />
In genere i genitori si chiedono qual è il <strong>significato di Stem</strong>?<br />
STEM indica l&#8217;insieme delle quattro discipline sopracitate unitamente ad un approccio didattico che le integra per risolvere problemi del mondo reale, stimolare l&#8217;innovazione e preparare agli studi e alle carriere in questi settori.<br />
Questo approccio basato sul &#8220;<strong>learning by doing</strong>&#8221; ossia <strong>imparare facendo</strong> permette agli studenti di acquisire competenze pratiche fin dalla giovane età.</p>
<p>Alla Scuola Elementare Daisy già dai primi anni, i bambini possono partecipare a progetti semplici, come la costruzione di robot utilizzando kit di robotica educativa, come LEGO WeDo. Per esempio, possono programmare i loro robot affinché eseguano compiti basilari, come seguire una linea tracciata o suonare una melodia. Queste attività allenano la curiosità scientifica e introducono concetti fondamentali di programmazione e ingegneria, creando un ambiente di apprendimento stimolante.</p>
<p>Alla Holden, <strong>Middle school</strong> o media, il programma diventa più avanzato. Gli studenti possono lavorare su progetti complessi, come la creazione di droni o robot autonomi utilizzando piattaforme come Arduino o Raspberry Pi. Un esempio concreto è il progetto di costruzione di un robot che deve rilevare ostacoli e navigare in uno spazio definito. Attraverso queste attività, gli studenti imparano non solo i concetti STEM, ma anche abilità come il lavoro di squadra e la risoluzione di problemi.<br />
Al liceo scientifico Pascal gli studenti si dedicano a studi più approfonditi. Ogni anno è possibile focalizzarsi su temi specifici: nel primo anno, si potrebbe progettare un braccio robotico programmabile; nel secondo anno, un progetto sulle energie rinnovabili potrebbe richiedere l&#8217;assemblaggio di un robot solare. Nel terzo anno, potrebbero esplorare il machine learning creando un software che riconosce immagini o suoni. Negli anni quarto e quinto, gli studenti possono lavorare a progetti di ricerca avanzata, come l&#8217;utilizzo di algoritmi per ottimizzare l&#8217;efficienza di un sistema robotico.</p>
<p>L&#8217;insegnamento della materia di dibattito o &#8220;<strong>debate</strong>&#8221; è un altro elemento distintivo delle scuole di Chieri, progettato per stimolare il pensiero critico e l&#8217;abilità di argomentazione degli studenti. Il &#8220;<strong>debate</strong>&#8221; nelle scuole internazionali è un metodo didattico basato su un confronto argomentativo regolato tra due squadre su una specifica mozione, che sviluppa competenze trasversali come il pensiero critico, il lavoro di squadra, l&#8217;oratoria e l&#8217;uso di una lingua straniera.<br />
Quali sono gli <strong>argomenti di dibattito</strong>?<br />
Gli <strong>argomenti di dibattito</strong> coprono temi politici, economici, sociali e di diritti umani, ma possono anche includere questioni relative alla filosofia, al diritto, all&#8217;etica e alle materie scolastiche come scienza e storia. L&#8217;obiettivo è analizzare questioni complesse, sviluppare il pensiero critico e affinare le capacità oratorie e di argomentazione.</p>
<p>A partire dalla quinta elementare, gli alunni affrontano argomenti attuali e rilevanti, preparandosi per il futuro, inclusi percorsi come il International Baccalaureate Diploma o <strong>Ib</strong>. In un mondo dove le capacità comunicative e di leadership sono fondamentali, queste lezioni forniscono agli studenti gli strumenti necessari per esprimere le proprie opinioni in modo articolato e persuasivo.</p>
<p>Alla Daisy, negli ultimi due anni, le lezioni di dibattito si concentrano su temi accessibili e coinvolgenti. Gli studenti partecipano a discussioni su argomenti semplici, come &#8220;Dovremmo avere una mensa scolastica più salutare?&#8221; Qui, imparano a formulare le loro opinioni e a ascoltare quelle dei compagni. Attraverso giochi di ruolo e simulazioni, possono impersonare figure storiche o personaggi famosi, rendendo l&#8217;interazione più vivace e formativa.</p>
<p>Alla scuola media Holden, il &#8220;<strong>debate</strong>&#8221; si struttura in modo più complesso. Gli studenti affrontano temi come &#8220;L&#8217;uso dei social media è più dannoso che utile?&#8221; In gruppi, preparano argomentazioni e controargomentazioni, sviluppando capacità di ricerca e analisi critica. Organizzando dibattiti formali, dove due squadre si confrontano, gli studenti imparano a sostenere le proprie idee con fonti affidabili, praticando così l&#8217;arte della retorica e ricevendo feedback dai compagni e docenti.</p>
<p>Nelle classi del Liceo Pascal il dibattito si trasforma in un&#8217;opportunità per affrontare questioni globali e sociali. Gli studenti partecipano a competizioni di dibattito, affinando le loro abilità nel presentare argomenti complessi. Possono affrontare domande provocatorie come &#8220;È giusto limitare la libertà di espressione per motivi di sicurezza?&#8221; Gli studenti devono non solo difendere le loro tesi ma anche anticipare le obiezioni. Attraverso l&#8217;analisi di dibattiti pubblici e la pratica di tecniche di comunicazione, sviluppano competenze essenziali per la loro vita futura.<br />
Le scuole dell&#8217;Istituto Pascal di Chieri hanno scelto di introdurre la materia &#8220;<strong>debate</strong>&#8221; nel curriculum per avvicinarsi sempre di più al modello di scuola internazionale. Questa scelta favorisce l&#8217;acquisizione di abilità comunicative essenziali, incoraggia gli studenti verso il rispetto e la comprensione delle diverse culture e punti di vista, essenziali in un contesto globalizzato.</p>
<p>Infine, il curriculum Cambridge rappresenta un punto di forza delle <strong>scuole superiori a Torino</strong> e provincia, e delle <strong>scuole medie a Torino</strong> e provincia. Nel nostro caso la scuola media internazionale Holden e la scuola elementare Daisy con il Curriculum Cambridge offrono un percorso educativo standardizzato e di alta qualità riconosciuto a livello internazionale. Gli studenti della Lower secondary schools o scuola secondaria di primo grado Holden<br />
che scelgono il curriculum Cambridge hanno l&#8217;opportunità di prepararsi per l’International Baccalaureate Diploma Program, o per il doppio diploma americano, titoli che aprono le porte a università prestigiose in tutto il mondo. Grazie a questo curriculum, non solo acquisiscono conoscenze avanzate, ma sviluppano anche competenze trasversali preziose per il mondo del lavoro e per la vita quotidiana.</p>
<p>Le <strong>scuole internazionali bilingue</strong> di Chieri, attraverso i loro laboratori di robotica e STEM, l’insegnamento della materia di dibattito e il curriculum Cambridge, offrono un&#8217;educazione di alta qualità che prepara gli studenti ad affrontare con successo le sfide del mondo globalizzato. Le esperienze pratiche e formative rendono gli alunni protagonisti attivi del loro apprendimento, facendo di Chieri un punto di riferimento per l&#8217;<strong>istruzione bilingue</strong> nella regione.</p>
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		<title>Disegno dal vero all’abbazia di Vezzolano</title>
		<link>https://istitutopascalchieri.it/disegno-dal-vero-allabbazia-di-vezzolano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ipc@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 06:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Holden]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chi erano quei ragazzi vestiti come gli studenti di Howard che hanno<a href="https://istitutopascalchieri.it/disegno-dal-vero-allabbazia-di-vezzolano/"> ...</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.01.48.jpeg"><img decoding="async" class="wp-image-2389 alignleft" src="https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.01.48.jpeg" alt="Uscita a Vezzolano" width="160" height="213" srcset="https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.01.48.jpeg 1200w, https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.01.48-225x300.jpeg 225w, https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.01.48-768x1024.jpeg 768w, https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.01.48-1152x1536.jpeg 1152w" sizes="(max-width: 160px) 100vw, 160px" /></a></p>
<p>Chi erano quei ragazzi vestiti come gli studenti di Howard che hanno visto aggirarsi fra le mura dell’abbazia di Vezzolano con un blocco da disegno sotto il braccio?</p>
<p>Erano i ragazzi della scuola media Holden accompagnati dalla loro professoressa di arte e dalla guida Raffaella Campagna.</p>
<p>Erano a Vezzolano con la professoressa Modesto a guardare con i loro occhi i particolari dello stile romanico e gotico appena studiato in classe.</p>
<p>La professoressa Valentina Modesto nell’ambito della preparazione Cambridge fin dal primo giorno di scuola ha insegnato ai ragazzi in lingua inglese la differenza fra i particolari gotici e i particolari romanici, fra bifore e trifore, ha mostrato ai ragazzi fantastici animali e motivi fitomorfi, insegnando loro l’arte del chiaroscuro.</p>
<p><a href="https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.02.29-3.jpeg"><img decoding="async" class="wp-image-2390 alignright" src="https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.02.29-3.jpeg" alt="Disegno dal vero all’abbazia di Vezzolano" width="160" height="213" srcset="https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.02.29-3.jpeg 1536w, https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.02.29-3-225x300.jpeg 225w, https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.02.29-3-768x1024.jpeg 768w, https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.02.29-3-1152x1536.jpeg 1152w" sizes="(max-width: 160px) 100vw, 160px" /></a>Con la guida Raffaella Campagna i ragazzi hanno scoperto una particolarità della facciata, ossia tre piatti incastrati nel tessuto murario a fianco della Madonna, hanno osservato fossili e conchiglie emergere sulla superficie della pietra che compone la parte bassa del monumento.</p>
<p>L’interno in semi ombra dell’abbazia ha liberato la fantasia dei nostri studenti: nella parte più oscura della navata l’ingresso originario è apparso in tutta la sua bellezza. I ragazzi guidati dalla professoressa hanno iniziato il lavoro di arte, dapprima con semplici schizzi e dopo con mano più sicura hanno riprodotto i particolari di un capitello.</p>
<p>Raffaella Campagna ha portato i ragazzi dietro l’altare a cercare le tracce del passaggio del re di Francia per poi passare alla descrizione degli affreschi del portico del chiostro.</p>
<p>Il rilievo architettonico è stato interrotto da una breve ma intensa passeggiata nel bosco, dove i ragazzi hanno osservato animali che hanno ispirato i maestri scultori nella creazione dei decori antropomorfi.</p>
<p>Tornati all’abbazia gli studenti hanno ripreso il lavoro, concentrati sul fronte principale con matite e carboncino hanno riprodotto la visione d’insieme.</p>
<p><a href="https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.01.36.jpeg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-2391" src="https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.01.36.jpeg" alt="" width="1600" height="900" srcset="https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.01.36.jpeg 1600w, https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.01.36-300x169.jpeg 300w, https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.01.36-1024x576.jpeg 1024w, https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.01.36-768x432.jpeg 768w, https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.01.36-1536x864.jpeg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></a></p>
<p>Al tramonto gli studenti hanno salutato un’ultima volta l’abbazia , mentre la professoressa Modesto leggeva Notizie e documenti riguardanti la chiesa e prepositura di S. Maria di Vezzolano nel Monferrato ed illustrate con disegni dal Conte Edoardo Mella dello storico Barone Giuseppe Manuel di S. Giovanni.</p>
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		<title>Una nuova idea di scuola: alla Media Holden si guarda alla Finlandia per cambiare la didattica</title>
		<link>https://istitutopascalchieri.it/una-nuova-idea-di-scuola-alla-media-holden-si-guarda-alla-finlandia-per-cambiare-la-didattica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ipc@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 10:52:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Holden]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni, parlando con tanti genitori, mi sono resa conto di<a href="https://istitutopascalchieri.it/una-nuova-idea-di-scuola-alla-media-holden-si-guarda-alla-finlandia-per-cambiare-la-didattica/"> ...</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi anni, parlando con tanti genitori, mi sono resa conto di una cosa molto chiara<strong>: la scuola</strong>, così com’è stata per generazioni, <strong>non basta più</strong>. Non basta riempire quaderni di appunti, <strong>non basta</strong> “<strong>finire il programma</strong>”, non basta portare a casa un voto. Sempre più mamme e papà soprattutto di bambini e ragazzi tra i sei e i tredici anni chiedono qualcosa di diverso. Chiedono una scuola che si prenda cura dei loro figli, che li aiuti a crescere come persone prima ancora che come studenti.</p>
<p>È proprio da questa esigenza che nasce il percorso intrapreso dalla Scuola Media Holden di Chieri, una realtà che da tempo ha deciso di mettersi in discussione e di guardare oltre i confini italiani. L’ispirazione? Il celebre modello finlandese, spesso citato come uno dei sistemi educativi più efficaci al mondo.</p>
<p>Ma cosa significa davvero “<strong>ispirarsi alla Finlandia</strong>”? Non è una questione di copiare orari o libri di testo. È piuttosto un cambio di mentalità.</p>
<p>Negli ultimi mesi, <strong>otto insegnanti della Holden sono volati a Helsinki</strong> per un corso intensivo di dieci giorni. Non una semplice visita, ma un’immersione totale in un modo diverso di intendere la scuola. Hanno osservato, studiato, fatto domande, messo in discussione abitudini radicate. E sono tornati con una certezza: insegnare non significa parlare per un’ora davanti a una classe in silenzio.</p>
<p>Uno dei concetti chiave che hanno riportato a casa è la flessibilità. In Finlandia non esiste una lezione “rigida” uguale per tutte le classi. Si parte dagli studenti: dalle loro attitudini, dall’energia del gruppo, dalle dinamiche che si creano giorno per giorno. L’insegnante diventa una guida attenta, capace di modulare il percorso in base a chi ha davanti.</p>
<p>Un altro aspetto che colpisce molto è il valore della comunicazione tra colleghi. Non esiste la porta chiusa e l’insegnante isolato nella propria aula. Si lavora insieme, si condividono metodi, dubbi, difficoltà. <strong>Si parla apertamente delle criticità degli studenti per trovare soluzioni comuni</strong>. È una cultura della collaborazione che mette al centro la fiducia.</p>
<p>E poi c’è un tema che fa quasi sorridere per quanto è semplice: il movimento. Perché abbandonare la classica lezione frontale? Perché i ragazzi hanno bisogno di muoversi. Non è solo una questione di irrequietezza: studi dimostrano che bastano venti secondi di attività fisica per attivare alcune aree del cervello legate alla concentrazione e alla memoria. Questo significa che alzarsi, cambiare posto, fare una breve attività dinamica può migliorare l’attenzione e perfino le prestazioni durante le verifiche.</p>
<p><strong>Nelle scuole finlandesi è normale interrompere la spiegazione per fare un piccolo esercizio di movimento</strong>, oppure lavorare in piedi, oppure spostarsi in un altro spazio. Le aule non sono ambienti statici, ma spazi flessibili. Anche l’esterno diventa luogo di apprendimento. Cambiare disposizione dei banchi, uscire in cortile, alternare i contesti: tutto contribuisce a mantenere viva la curiosità.</p>
<p>Al rientro dalla Finlandia, i docenti della Holden hanno iniziato a introdurre piccoli ma significativi cambiamenti. Ad esempio, hanno dedicato più tempo ai momenti di scambio all’inizio e alla fine delle lezioni. Pochi minuti per chiedere: “Come stai? Cosa ti è rimasto della lezione di ieri? Cosa ti ha messo in difficoltà?”. Hanno rallentato il ritmo, scegliendo di approfondire meglio alcuni argomenti invece di correre per coprire tutto il programma.</p>
<p>Ed è qui che emerge forse la riflessione più potente: conta davvero la quantità di nozioni trasmesse o la loro qualità? Per anni molti insegnanti hanno vissuto con l’ansia di “finire il libro”. Ma se poi gli studenti dimenticano tutto dopo poche settimane, che senso ha? Il modello finlandese suggerisce una prospettiva diversa: meglio meno contenuti, ma compresi a fondo, collegati alla realtà, interiorizzati.</p>
<p>Naturalmente nessuno pensa che il sistema italiano possa diventare identico a quello finlandese dall’oggi al domani. Le differenze culturali, organizzative ed economiche sono evidenti. La Finlandia può contare su finanziamenti pubblici più ampi e su un’impostazione storicamente diversa. Tuttavia, questo non impedisce di importare buone pratiche: un clima di fiducia, la collaborazione tra docenti, l’attenzione al benessere emotivo degli studenti.</p>
<p><strong>Alla Holden si sta lavorando proprio su</strong> questo: creare un “<strong>cerchio della fiducia</strong>” che coinvolga insegnanti, studenti, preside e famiglie. Perché la scuola non è un’isola. Quando i genitori si sentono parte del progetto educativo e gli insegnanti si percepiscono sostenuti dalla dirigenza, l’ambiente cambia. <strong>Si respira meno stress, più ascolto, più corresponsabilità</strong>.</p>
<p>In fondo, la vera rivoluzione non è spostare i banchi o fare una pausa attiva. È cambiare sguardo. Passare dall’idea di scuola come luogo di semplice istruzione a quella di comunità che forma cittadini consapevoli, capaci di affrontare le sfide del futuro europeo e globale con competenze, sì, ma anche con equilibrio, spirito critico e fiducia in sé stessi.</p>
<p>Forse non esiste una formula magica valida per tutti. Ma esperienze come quella della Scuola Media Holden dimostrano che mettersi in cammino è possibile. E che, a volte, per innovare davvero, basta avere il coraggio di fermarsi, osservare e ripartire da ciò che conta di più: il benessere dei ragazzi.</p>
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		<title>Orientarsi tra normative e scelte sagge per il trasferimento scolastico</title>
		<link>https://istitutopascalchieri.it/trasferimento-scolastico-come-orientarsi-tra-normative-e-scelte-sagge/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ipc@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 09:37:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Holden]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sempre più spesso i genitori si domandano quali siano i termini ultimi<a href="https://istitutopascalchieri.it/trasferimento-scolastico-come-orientarsi-tra-normative-e-scelte-sagge/"> ...</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sempre più spesso i genitori si domandano <strong>quali siano i termini ultimi per un trasferimento alla</strong> scuola secondaria di primo grado, ossia la <strong>scuola media</strong>, se ci siano dei limiti di tempo e altre domande inerenti a questa argomentazione. In effetti, i genitori sono confusi; anche se <strong>il web e l&#8217;intelligenza artificiale forniscono indicazioni e esperienze vissute da altri genitori</strong>, <strong>non sempre vengono date risposte corrette</strong> e fondate sulla normativa.</p>
<p>Innanzitutto, <strong>bisogna distinguere fra trasferimenti da scuola statale o paritaria</strong> a scuola statale o paritaria e ritiro per continuare in una scuola come candidato esterno con esame di idoneità finale.</p>
<p><strong>Facciamo degli esempi</strong>: la studentessa Marta frequenta la seconda media presso una scuola statale o paritaria della sua città. I genitori decidono di trasferire Marta in un&#8217;altra scuola statale o paritaria della sua città o del territorio circostante. Siamo arrivati quasi alla fine dell&#8217;anno scolastico; è il 2 maggio. Chissà se è possibile il trasferimento, visto che l&#8217;anno scolastico è quasi terminato?</p>
<p><strong>Che cosa dice la normativa in proposito?</strong> C&#8217;è un buco nella normativa; in realtà, questa mancanza di normativa viene riempita con la regola del buon senso. La normativa non impedisce il trasferimento di Marta, ma il Dirigente scolastico o il Coordinatore didattico potrebbero opporre resistenza, dal momento che Marta dovrebbe essere valutata in tutte le materie in meno di un mese; tuttavia, non c&#8217;è divieto al trasferimento.</p>
<p><strong>Porto un altro esempio pratico</strong>: l&#8217;anno scorso i genitori di Elena B. (studentessa che frequentava la classe terza) hanno chiesto il trasferimento alla nostra scuola media Holden (Elena proveniva da una scuola statale) a metà marzo. Il problema per l&#8217;accoglimento della domanda di trasferimento poteva derivare dalle prove Invalsi, che gli studenti devono sostenere presso la scuola sede di esame finale. La nostra Segreteria è riuscita ad aggiungere Elena B. nel portale Invalsi e contestualmente nella classe terza. Quindi, per un trasferimento in terza media, il termine ultimo potrebbe essere il 20 marzo, al fine di poter espletare tutte le pratiche di iscrizione ai test Invalsi.</p>
<p>Continuiamo con gli esempi. Daniel è un ragazzo che sta frequentando la prima media presso una scuola paritaria o statale. I genitori decidono di trasferirlo in una scuola non paritaria, parentale o di preparazione. Siamo all&#8217;inizio di marzo. Che cosa capita?</p>
<p>I genitori, in fretta e furia, possono ritirare Daniel e contestualmente presentare domanda di idoneità presso una scuola statale o paritaria. Non devono dimenticare di avvertire la scuola statale di zona specificando che Daniel continuerà in istruzione parentale. Il termine ultimo per il ritiro di uno studente della scuola secondaria di primo grado per continuare come studente privatista o in educazione parentale è il 15 marzo.</p>
<p>Decidere di ritirarsi entro il 15 marzo offre diversi vantaggi: non essere soggetti a scrutinio finale, evitare il rischio di bocciatura, perdere la qualifica di studente nella scuola statale per l&#8217;anno in corso e accedere agli esami di idoneità presso la stessa scuola o in un&#8217;altra istituzione. Attenzione: coloro che si ritirano dopo il 15 marzo rimangono in carico alla scuola e la loro situazione viene gestita come assenza prolungata.</p>
<p>In sintesi, quando la normativa non copre completamente la casistica, si applica la regola del buon senso. È importante ricordare che gli studenti che frequentano la scuola media, ossia la scuola secondaria di primo grado, sono soggetti all&#8217;obbligo scolastico, e l&#8217;istituto responsabile per il suo adempimento rimane la scuola secondaria di primo grado nella loro zona di residenza. Le Segreterie e i Dirigenti scolastici/Coordinatori didattici delle scuole statali o paritarie sono sempre disponibili per fornire informazioni. Consigliamo ai genitori di diffidare del passa parola; anche questo è un esempio di buon senso! È sempre meglio cercare le notizie direttamente presso la fonte!</p>
<p><strong>La Segreteria</strong> della scuola secondaria di primo grado Holden <strong>e la Coordinatrice didattica sono a disposizione dei genitori</strong> che hanno ancora dei dubbi o che intendono trasferire i propri figli rispettando le regole e la normativa. Non esitate a chiamarci!</p>
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		<title>Iscrizioni scolastiche: l&#8217;importanza di una scelta consapevole</title>
		<link>https://istitutopascalchieri.it/iscrizioni-scolastiche-limportanza-di-una-scelta-consapevole/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ipc@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 17:36:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Holden]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La scorsa settimana si sono chiuse le iscrizioni online sul portale del<a href="https://istitutopascalchieri.it/iscrizioni-scolastiche-limportanza-di-una-scelta-consapevole/"> ...</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La scorsa settimana si sono <strong>chiuse le iscrizioni online sul portale del Ministero</strong>.<br />
Lunedì mattina la nostra segreteria ha ricevuto chiamate da parte di genitori allarmati, poiché non avevano ancora effettuato l&#8217;iscrizione o semplicemente si erano presi tempo per decidere la futura scuola per i loro figli.</p>
<p><strong>Siamo ancora in tempo</strong>?<br />
Che <strong>cosa capita sul portale online se non iscrivo mio figlio</strong>?<br />
<strong>Ci sarà ancora posto a settembre</strong>?<br />
Abbiamo spiegato che non capita nulla; l&#8217;importante è decidere entro l&#8217;inizio dell&#8217;anno scolastico, ossia a settembre.</p>
<p>In effetti, i genitori sono ancora dubbiosi; questa maratona contro il tempo per l&#8217;iscrizione entro la metà di febbraio ha determinato la corsa ai porte aperte, agli open day, ai colloqui online e, per certi aspetti, ha causato tanta confusione. È una scelta importante; si sceglie la futura scuola elementare, oppure la futura scuola media, oppure la futura scuola secondaria di primo grado.<br />
Nei colloqui con i genitori in visita per prendere informazioni sulla futura scuola media o secondaria di primo grado, le domande più frequenti hanno riguardato le peculiarità della nostra scuola. Ossia, per un genitore è importante capire quali sono i punti forti della <a href="https://istitutopascalchieri.it/scuola-secondaria-i-grado-holden/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Holden</strong></a> rispetto alle altre scuole del territorio. In ogni colloquio ho sottolineato l&#8217;importanza dello studio delle lingue, supportato da organismi internazionali come <a href="https://istitutopascalchieri.it/cambridge-program/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Cambridge University</strong></a>, con l&#8217;introduzione del <strong>Cambridge Lower Secondary</strong> che prevede lo studio di quattro materie integralmente in lingua inglese, oppure l&#8217;accordo di rete con l&#8217;<strong><a href="https://istitutopascalchieri.it/confucio/" target="_blank" rel="noopener">istituto Confucio</a> dell&#8217;Università di Torino</strong> per l&#8217;insegnamento della <strong>lingua cinese</strong>. Anche la scelta della seconda lingua comunitaria per noi è determinante: abbiamo scelto la lingua spagnola poiché, dopo il cinese e l&#8217;inglese, è quella più parlata al mondo.</p>
<p>Un&#8217;altra peculiarità della nostra scuola è l&#8217;adozione, ormai da anni, della didattica finlandese. Non tutti i genitori conoscono i punti fondamentali di questo nuovo approccio basato sul capovolgimento integrale della lezione frontale a favore del <a href="https://istitutopascalchieri.it/learning-by-doing-insegnare-la-filosofia-con-i-lego/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Learning by doing</strong></a>, metodo che enfatizza l&#8217;apprendimento esperienziale, oppure della Flipped classroom (gli studenti studiano il materiale a casa attraverso video o letture e poi lavorano su esercizi pratici o progetti in aula), oppure del <strong>Cooperative learning</strong>, metodo che promuove il lavoro di gruppo e la collaborazione tra gli studenti per raggiungere obiettivi comuni. Per quanto riguarda l&#8217;area matematica, la nostra scuola è dotata di un laboratorio di robotica altamente performante, completo di <strong>stampante 3D</strong>, <strong>Lego Spike</strong> e <strong>Arduino creativo</strong>.</p>
<p>Un&#8217;ora ogni settimana del monte ore di matematica e scienze è stata destinata alla robotica e alla <a href="https://istitutopascalchieri.it/sezione-pof-laboratorio-stem-e-didattica-innovativa/" target="_blank" rel="noopener"><strong>STEM</strong></a>. L&#8217;ultima domanda che i genitori pongono è quella riguardante i servizi offerti dalla scuola. Due navette viaggiano in un raggio di 50 km da Chieri, portando gli studenti a scuola al mattino alle ore 8:00 e riportandoli a casa al pomeriggio alle ore 17:00. Inoltre, la scuola offre il pomeriggio di studio, di laboratorio e di potenziamento delle lingue e il servizio di mensa con la possibilità di portare il pranzo da casa. In chiusura del colloquio, i genitori visitano le aule, dove i ragazzi tengono i loro libri in un armadio personale e gli strumenti musicali.</p>
<p>Parliamo ancora di uscite, di <strong>vacanze studio in Irlanda e in Spagna</strong> e delle prossime esperienze di formazione per noi insegnanti grazie ai fondi dell&#8217;<a href="https://istitutopascalchieri.it/scuola-secondaria-i-grado-holden/la-nostra-scuola-in-europa-erasmus/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Erasmus</strong></a>. Ci salutiamo con un sorriso e una stretta di mano pensando al nuovo anno scolastico e all&#8217;emozione sempre vivida nell&#8217;incontrare i nuovi studenti!<br />
Chissà se i genitori hanno ancora bisogno di tempo o hanno già scelto la nostra scuola? Anche se si riservano ancora un po&#8217; di giorni per prendere la decisione, non capita nulla; l&#8217;importante è fare la scelta giusta per i propri figli.</p>
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		<item>
		<title>Scuole Statali e Scuole Paritarie: un confronto approfondito</title>
		<link>https://istitutopascalchieri.it/scuole-statali-e-scuole-paritarie-un-confronto-approfondito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ipc@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 11:55:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Daisy]]></category>
		<category><![CDATA[Holden]]></category>
		<category><![CDATA[Linguistico]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Scientifico]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze Umane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La differenza principale tra le scuole statali e le scuole paritarie riguarda<a href="https://istitutopascalchieri.it/scuole-statali-e-scuole-paritarie-un-confronto-approfondito/"> ...</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://istitutopascalchieri.it/scuole-statali-e-scuole-paritarie-un-confronto-approfondito/">Scuole Statali e Scuole Paritarie: un confronto approfondito</a> proviene da <a href="https://istitutopascalchieri.it">Istituto Pascal Chieri</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><strong>La differenza principale tra le scuole statali e le scuole paritarie</strong> riguarda la loro gestione e finanziamento.</div>
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<div><strong>Le scuole statali sono completamente finanziate e gestite dallo Stato</strong>, garantendo un&#8217;istruzione gratuita e un curriculum nazionale stabilito dal Ministero dell&#8217;Istruzione. Questo approccio assicura un&#8217;educazione uniforme in tutto il paese, permettendo a tutti gli studenti di seguire le stesse linee guida educative.</div>
<div></div>
<div>Al contrario,<strong> le scuole paritarie, pur essendo di natura privata, ricevono un riconoscimento dallo Stato e devono rispettare i requisiti normativi</strong>. Sebbene abbiano la libertà di variare i programmi e scegliere modelli educativi specifici, queste scuole sono tenute a mantenere standard equivalenti a quelli delle scuole statali.</div>
<div></div>
<div><strong>Gli studenti nelle scuole paritarie devono pagare una retta</strong>, dato che non ricevono finanziamenti statali, ma l’introduzione del Buono Scuola da parte di molte Regioni italiane ha reso più accessibile la frequenza a queste istituzioni, coprendo una parte delle spese.</div>
<div></div>
<div>Negli ultimi anni, le scuole paritarie hanno attirato un&#8217;attenzione crescente nel panorama educativo italiano, grazie alla loro<strong> autonomia scolastica che consente loro di operare in modo flessibile e personalizzato</strong>. Questa autonomia permette alle scuole di definire il proprio curricolo, scegliendo le materie e i programmi da offrire in base alle esigenze specifiche degli studenti.</div>
<div></div>
<div>Ad esempio, presso <strong>le nostre scuole paritarie, come la Scuola Media Holden, i Licei Pascal, sono state introdotte lingue come il cinese e l&#8217;inglese, utilizzando il curriculum Cambridge e il curriculum Confucio</strong>. Da quest’anno, inoltre, è stata integrata la materia robotica nel curriculum delle scienze matematiche, coinvolgendo gli studenti in un&#8217;area innovativa e in crescita.</div>
<div></div>
<div>Le scuole paritarie possono anche organizzare il proprio orario scolastico in modo da soddisfare le esigenze della comunità scolastica. <strong>Le scuole paritarie hanno la libertà di gestire orari, attività extracurriculari e modalità di valutazione</strong>, rispondendo così in maniera tempestiva alle necessità di studenti e famiglie.</div>
<div></div>
<div>Un altro aspetto vantaggioso delle scuole paritarie è la possibilità di adottare metodologie didattiche innovative. <strong>Approcci come l’apprendimento cooperativo, il problem-based learning e l’educazione all’aria aperta</strong> possono essere facilmente integrati nel curriculum, facilitando un coinvolgimento più attivo e stimolante degli studenti. Le nostre scuole, da tempo, hanno scelto di adottare un metodo ispirato al modello finlandese, che promuove l&#8217;autonomia degli studenti, esperienze all&#8217;aperto e un approccio didattico esperienziale.</div>
<div></div>
<div>L&#8217;autonomia scolastica permette anche alle scuole paritarie di<strong> selezionare e formare il proprio personale docente</strong>, rispettando comunque le classi di concorso stabilite dal Ministero. Ciò consente di valorizzare le competenze degli insegnanti e di creare team educativi motivati e pronti a sperimentare nuove pratiche didattiche.</div>
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<div>In merito alla gestione delle risorse finanziarie, le scuole paritarie possono reperire fondi attraverso le iscrizioni, donazioni e attività di fundraising. Questo consente loro di <strong>investire in progetti e risorse che soddisfano direttamente le necessità dei propri studenti.</strong> Inoltre, collaborazioni con enti locali e associazioni per realizzare progetti educativi speciali arricchiscono ulteriormente l’offerta formativa.</div>
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<div><strong> I nostri licei, la Scuola Media Holden e la Scuola Elementare Daisy collaborano annualmente con associazioni locali</strong> per iniziative come &#8220;Un abbraccio alla demenza&#8221;, laboratori di lettura per i bambini nei nidi della città e progetti per il mantenimento dei beni comuni.</div>
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<div>Infine, un&#8217;altra funzione essenziale delle scuole paritarie è fornire orientamento scolastico e professionale. Attraverso attività di supporto personalizzato, queste scuole possono <strong>aiutare gli studenti a prendere decisioni consapevoli riguardo al loro futuro</strong>, offrendo consulenze e opportunità di stage che li preparano per il mondo del lavoro.</div>
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<div>Oltre alle scuole paritarie, esistono anche le &#8220;scuole non paritarie&#8221;, come la scuola elementare Daisy.</div>
<div>Il riconoscimento della condizione di “scuola non paritaria” comporta l’iscrizione nell’elenco regionale delle scuole non paritarie. Per il mantenimento dell’iscrizione nell’elenco regionale delle scuole non paritarie la scuola deve dichiarare espressamente all&#8217; Ufficio Scolastico Regionale,</div>
<div>entro il 31 marzo di ciascun triennio successivo alla prima iscrizione, la propria volontà di restare</div>
<div>iscritta nel suddetto elenco nonché la permanenza del possesso dei requisiti richiesti dal Mim.</div>
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<div>Essere una scuola elementare non paritaria certificata dal Ministero dell&#8217;Istruzione offre numerosi vantaggi che contribuiscono a creare un ambiente educativo stimolante e personalizzato, come nell&#8217;esempio della Scuola Elementare Daisy. Prima di tutto, queste scuole <strong>godono di un&#8217;autonomia educativa che consente loro di definire liberamente piani di studio e metodologie didattiche</strong>, adattando così l&#8217;offerta formativa alle diverse esigenze degli studenti e delle loro famiglie. Questo approccio flessibile permette anche di rispondere rapidamente ai cambiamenti nel panorama educativo, senza dover seguire rigidamente le linee guida statali.</div>
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<div>Le scuole non paritarie, come la Scuola Elementare Daisy, possono integrare <strong>approcci innovativi</strong> all&#8217;insegnamento e gestire le proprie attività scolastiche con meno vincoli burocratici, utilizzando <strong>tecnologie moderne e metodologie all&#8217;avanguardia</strong>. Questo ambiente di apprendimento, generalmente più contenuto in termini di dimensioni, favorisce relazioni più familiari e strette tra insegnanti, studenti e genitori, creando un forte senso di comunità.</div>
<div></div>
<div><strong>Essere riconosciuti dal Ministero dell&#8217;Istruzione offre un ulteriore livello di credibilità</strong>, rassicurando le famiglie sulla qualità dell&#8217;istruzione ricevuta e facilitando l&#8217;accesso a finanziamenti e risorse esterne. Grazie a questa iscrizione, istituzioni come la nostra Scuola Elementare Daisy possono sviluppare progetti specifici, concentrandosi su aree come l&#8217;educazione ambientale, le lingue straniere o le arti, attirando famiglie con interessi educativi particolari.</div>
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<div>Sebbene ci siano differenze significative tra scuole statali, scuole paritarie in termini di gestione e finanziamento, entrambe possono offrire un&#8217;istruzione di qualità. <strong>Le scuole paritarie, grazie alla loro autonomia, riescono a rispondere meglio alle esigenze dei propri studenti</strong>, creando opportunità significative e personalizzate per il loro sviluppo e apprendimento.</div>
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		<title>Lentezza, gentilezza e tempo</title>
		<link>https://istitutopascalchieri.it/lentezza-gentilezza-e-tempo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ipc@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2026 17:16:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Holden]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A settembre due grosse scatole di cartone hanno preso posto accanto alla<a href="https://istitutopascalchieri.it/lentezza-gentilezza-e-tempo/"> ...</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A settembre due grosse scatole di cartone hanno preso posto accanto alla cattedra nella classe prima media.</p>
<p>Dentro la <strong>prima scatola</strong>, ornata esternamente da cuoricini, ghirigori colorati e fiori a profusione, abbiamo messo <strong>le parole importanti che vogliamo tenere</strong>.</p>
<p>Nella <strong>seconda scatola</strong>, colorata di nero e di colori cupi, abbiamo deciso di mettere <strong>le parole che vogliamo buttare</strong>.</p>
<p>Così, quando in classe c&#8217;è un piccolo diverbio, analizziamo le parole che gli studenti hanno usato e, se sono brutte, le buttiamo nella scatola nera. Nella scatola colorata, gli studenti consegnano le parole belle che vorrebbero dire ai loro compagni, ma che a volte non hanno il coraggio di dire per timidezza.</p>
<p>Questa pratica di parole da tenere e parole da buttare l&#8217;ho fatta anch&#8217;io a inizio anno. Che cosa vorrei buttare? Sicuramente la parola &#8220;prepotenza&#8221;. Al contrario, vorrei tenere accanto a me tutto l&#8217;anno la parola &#8220;gentilezza&#8221;, unita alla parola &#8220;lentezza&#8221; e al termine &#8220;tempo&#8221;.</p>
<p>Il mio compito in questo nuovo anno sarà insegnare ai ragazzi che la prepotenza e la prevaricazione non rendono più forte una persona e che, se anche noi adulti molto spesso dimostriamo di essere prepotenti e prevaricatori, non siamo un buon esempio. Penso che inizierò col dire: &#8220;Ragazzi, al semaforo non si suona a chi c&#8217;è davanti a noi e che prontamente non parte al verde. Dire grazie fa bene al nostro cuore e alla persona che c&#8217;è di fronte a noi.</p>
<p>Il tempo è prezioso e non va sciupato in lunghissime conversazioni su WhatsApp, dove il più delle volte ci scappa l&#8217;insulto, la presa in giro o la critica sterile verso una persona che non è presente. Già, non si criticano le persone, mai; il pettegolezzo è peccato, se ancora esiste la connotazione di peccato. Tutto ciò che accade in queste lunghissime conversazioni su WhatsApp finisce sempre con ledere qualcuno. Mettiamoci dalla parte di chi non c&#8217;è. La gentilezza ci rende liberi e leggeri. Bisogna essere gentili non solo per un attimo e poi compiacersi, ma bisogna far diventare la gentilezza una buona pratica quotidiana.</p>
<p>Lo scorrere del tempo deve diventare nuovamente lento, inossidabile al trillo del telefono o alle mille sollecitazioni esterne. Dobbiamo essere dei bravi cittadini, dobbiamo rispettare le regole della nostra società, anche quelle regole che ci stanno strette.&#8221;</p>
<p>A tutti i colleghi e ai genitori che leggeranno queste mie riflessioni, aggiungo: &#8220;Noi adulti dobbiamo essere di buon esempio, i ragazzi imparano da noi&#8230; Se usiamo un linguaggio scurrile, gli studenti penseranno di poterlo fare a loro volta&#8230; Se cerchiamo la strada più comoda e meno onesta per eludere un problema, passiamo ai ragazzi un messaggio distorto, sdoganando azioni scorrette per raggiungere il nostro obiettivo.&#8221;</p>
<p><em>Auguro a tutti un buon anno lento e gentile!</em><br />
<strong>Nicoletta Coppo</strong></p>
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