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	<title>Holden Archivi - Istituto Pascal Chieri</title>
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	<title>Holden Archivi - Istituto Pascal Chieri</title>
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		<title>Come funzionano gli open day nelle scuole degli Stati Uniti e nelle scuole internazionali di Chieri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ipc@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2026 06:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Daisy]]></category>
		<category><![CDATA[Holden]]></category>
		<category><![CDATA[Linguistico]]></category>
		<category><![CDATA[Scientifico]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze Umane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli open day e le visite nelle scuole degli Stati Uniti rappresentano<a href="https://istitutopascalchieri.it/come-funzionano-gli-open-day-nelle-scuole-degli-stati-uniti-e-nelle-scuole-internazionali-di-chieri/"> ...</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli <strong>open day</strong> e le visite nelle scuole degli Stati Uniti rappresentano momenti cruciali per orientare famiglie e studenti nella scelta del percorso scolastico. Negli <strong>USA, a differenza dell’Italia, il sistema è fortemente decentralizzato</strong>: ogni Stato, distretto o addirittura singola scuola può avere modalità proprie, ma esistono alcune tendenze e strutture comuni che vale la pena approfondire.</p>
<p>Gli open day americani sono pensati per presentare il sistema educativo locale, le opportunità formative, i programmi extracurricolari, le attività sportive e gli aspetti logistici come orari, trasporti e pasti. Sono spesso occasione per incontrare dirigenti, docenti, studenti e famiglie già inserite nel contesto scolastico.<br />
Gli eventi possono essere in presenza, con tour guidati delle strutture, oppure virtuali, soprattutto dopo la pandemia. Le famiglie partecipano insieme agli studenti per avere un quadro completo dell’esperienza scolastica. In alcuni casi, vengono organizzati incontri informativi anche in Italia, dove agenzie internazionali presentano il sistema americano a studenti interessati a un periodo di studio all’estero.</p>
<p>L’<strong>anno scolastico statunitense inizia generalmente tra fine luglio e metà settembre</strong> e <strong>termina tra metà maggio e fine giugno</strong>, diviso in due semestri o tre quadrimestri a seconda della scuola. Gli open day di solito si tengono nei mesi precedenti l’inizio dell’anno, ma alcune scuole offrono visite anche durante l’anno su appuntamento.<br />
Gli studenti e le famiglie visitano aule, laboratori, palestre, biblioteche, mense e spazi ricreativi. Questo permette di valutare sia la qualità delle attrezzature sia l’ambiente generale della scuola.<br />
Sono previsti colloqui individuali o di gruppo con dirigenti, insegnanti e counselor, che illustrano filosofia educativa, metodi didattici, supporto agli studenti e opportunità di orientamento post-diploma.</p>
<p>Le scuole spiegano come funziona la personalizzazione del curriculum, con materie obbligatorie (inglese, matematica, storia americana) e una vasta scelta di corsi opzionali (giornalismo, fotografia, criminologia, ecc.) Viene sottolineata l’importanza delle attività extracurricolari, dagli sport ai club studenteschi, che rappresentano una parte integrante della vita scolastica.</p>
<p>Spesso sono presenti studenti attuali o ex-alunni, nonché famiglie ospitanti, che raccontano la loro esperienza e rispondono a domande pratiche su vita quotidiana, integrazione e sfide dell’adattamento.<br />
<strong>Negli Stati Uniti gli studenti costruiscono il proprio curriculum scegliendo tra molte materie opzionali</strong>, a differenza del sistema italiano più rigidamente strutturato.<br />
L’approccio è spesso più pratico e meno teorico, con una giornata scolastica che combina lezioni, attività di laboratorio, sport ed eventi culturali .<br />
Le date di inizio e fine anno, nonché le festività, possono variare da Stato a Stato, ma ci sono alcune ricorrenze nazionali fisse in cui tutte le scuole chiudono.</p>
<p>Alcune scuole americane e italiane collaborano per offrire il doppio diploma, permettendo agli studenti di seguire corsi online con docenti statunitensi mentre continuano gli studi in Italia, conseguendo entrambi i titoli di studio<br />
Le visite e gli open day nelle scuole americane sono eventi strutturati, partecipativi e fortemente orientati all’accoglienza e all’informazione. Offrono alle famiglie e agli studenti l’opportunità di conoscere da vicino un sistema educativo caratterizzato da flessibilità, personalizzazione e attenzione alle attività extracurricolari. La possibilità di interfacciarsi direttamente con la comunità scolastica, visitare le strutture e ascoltare testimonianze rende questi momenti fondamentali per compiere scelte consapevoli, sia per chi risiede negli Stati Uniti sia per chi proviene dall’estero.</p>
<p>Negli <strong>ultimi anni, anche la scuola Daisy, la Holden e i licei Pascal di Chieri hanno iniziato a seguire il modello di visita delle scuole americane</strong>, ispirandosi a pratiche consolidate negli Stati Uniti. Questi istituti hanno introdotto open day e visite strutturate, mirate a facilitare l&#8217;orientamento di famiglie e studenti nella scelta del percorso scolastico, molto simili a quanto avviene oltre oceano.<br />
Le visite nelle scuole di Chieri offrono momenti cruciali in cui le famiglie possono conoscere da vicino l&#8217;ambiente educativo. Questi eventi sono progettati per presentare le opportunità formative, i programmi extracurriculari e le modalità di integrazione nel contesto scolastico. Proprio come negli Stati Uniti, anche presso la Daisy, la Holden e i licei Pascal sono previsti tour guidati delle strutture, che includono aule, laboratori, biblioteche e spazi ricreativi. Gli studenti e le famiglie hanno l&#8217;opportunità di incontrare dirigenti e docenti, così come studenti attuali ed ex-alunni, per una condivisione di esperienze e informazioni pratiche.</p>
<p>Ad esempio, il liceo Pascal ha messo in atto incontri informativi e laboratori aperti a tutti, simili agli open day americani, dove i partecipanti possono interagire direttamente con i docenti e scoprire la filosofia educativa della scuola. Allo stesso modo, la scuola Holden ha organizzato eventi che combinano visite in presenza con modalità virtuali, per garantire l&#8217;accessibilità a tutte le famiglie, proprio come avviene in molte scuole negli Stati Uniti.<br />
Inoltre, la personalizzazione del curriculum è un aspetto centrale anche nelle scuole di Chieri, dove gli studenti possono scegliere materie opzionali in aggiunta a quelle obbligatorie, riflettendo l&#8217;approccio americano. <strong>Le attività extracurricolari</strong>, che includono potenziamenti linguistici e club studenteschi, <strong>sono valorizzate come parte integrante della vita scolastica</strong>, parallele a quelle presenti nelle scuole statunitensi.</p>
<p>L&#8217;influenza del modello americano di open day e visite scolastiche sta emergendo anche in realtà come la scuola Daisy, la Holden e i licei Pascal, offrendo un&#8217;opportunità unica per famiglie e studenti di esplorare le possibilità educative in un contesto più flessibile e accogliente, favorendo scelte consapevoli per il futuro.</p>
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		<title>Le tre scuole Internazionali bilingue di Chieri: innovazione e formazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ipc@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 06:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Daisy]]></category>
		<category><![CDATA[Holden]]></category>
		<category><![CDATA[Linguistico]]></category>
		<category><![CDATA[Scientifico]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze Umane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chieri, cittadina di origini medievali vicino a Torino, è sede di tre<a href="https://istitutopascalchieri.it/le-tre-scuole-internazionali-bilingue-di-chieri-innovazione-e-formazione/"> ...</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Chieri, cittadina di origini medievali vicino a Torino, è sede di tre istituzioni educative di rilievo: la scuola elementare Daisy, la scuola media Holden e i licei Pascal. Queste scuole sono un esempio di come il sistema educativo possa combinare un’istruzione di qualità con un approccio innovativo e internazionale. In questo articolo, esploreremo tre aspetti distintivi di queste tre scuole, rinomate fra le <strong>scuole paritarie di Torino</strong>: il laboratorio di robotica e STEM, l’insegnamento della materia &#8220;dibattito&#8221; o &#8220;debat&#8221; e il curriculum Cambridge.</p>
<h2>Laboratori Stem e scuola con lingua cinese a Torino</h2>
<p>Le <strong>scuole internazionali bilingue</strong> di Chieri offrono agli studenti un laboratorio di robotica che rappresenta un elemento fondamentale del programma STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics).<br />
In genere i genitori si chiedono qual è il <strong>significato di Stem</strong>?<br />
STEM indica l&#8217;insieme delle quattro discipline sopracitate unitamente ad un approccio didattico che le integra per risolvere problemi del mondo reale, stimolare l&#8217;innovazione e preparare agli studi e alle carriere in questi settori.<br />
Questo approccio basato sul &#8220;<strong>learning by doing</strong>&#8221; ossia <strong>imparare facendo</strong> permette agli studenti di acquisire competenze pratiche fin dalla giovane età.</p>
<p>Alla Scuola Elementare Daisy già dai primi anni, i bambini possono partecipare a progetti semplici, come la costruzione di robot utilizzando kit di robotica educativa, come LEGO WeDo. Per esempio, possono programmare i loro robot affinché eseguano compiti basilari, come seguire una linea tracciata o suonare una melodia. Queste attività allenano la curiosità scientifica e introducono concetti fondamentali di programmazione e ingegneria, creando un ambiente di apprendimento stimolante.</p>
<p>Alla Holden, <strong>Middle school</strong> o media, il programma diventa più avanzato. Gli studenti possono lavorare su progetti complessi, come la creazione di droni o robot autonomi utilizzando piattaforme come Arduino o Raspberry Pi. Un esempio concreto è il progetto di costruzione di un robot che deve rilevare ostacoli e navigare in uno spazio definito. Attraverso queste attività, gli studenti imparano non solo i concetti STEM, ma anche abilità come il lavoro di squadra e la risoluzione di problemi.<br />
Al liceo scientifico Pascal gli studenti si dedicano a studi più approfonditi. Ogni anno è possibile focalizzarsi su temi specifici: nel primo anno, si potrebbe progettare un braccio robotico programmabile; nel secondo anno, un progetto sulle energie rinnovabili potrebbe richiedere l&#8217;assemblaggio di un robot solare. Nel terzo anno, potrebbero esplorare il machine learning creando un software che riconosce immagini o suoni. Negli anni quarto e quinto, gli studenti possono lavorare a progetti di ricerca avanzata, come l&#8217;utilizzo di algoritmi per ottimizzare l&#8217;efficienza di un sistema robotico.</p>
<p>L&#8217;insegnamento della materia di dibattito o &#8220;<strong>debate</strong>&#8221; è un altro elemento distintivo delle scuole di Chieri, progettato per stimolare il pensiero critico e l&#8217;abilità di argomentazione degli studenti. Il &#8220;<strong>debate</strong>&#8221; nelle scuole internazionali è un metodo didattico basato su un confronto argomentativo regolato tra due squadre su una specifica mozione, che sviluppa competenze trasversali come il pensiero critico, il lavoro di squadra, l&#8217;oratoria e l&#8217;uso di una lingua straniera.<br />
Quali sono gli <strong>argomenti di dibattito</strong>?<br />
Gli <strong>argomenti di dibattito</strong> coprono temi politici, economici, sociali e di diritti umani, ma possono anche includere questioni relative alla filosofia, al diritto, all&#8217;etica e alle materie scolastiche come scienza e storia. L&#8217;obiettivo è analizzare questioni complesse, sviluppare il pensiero critico e affinare le capacità oratorie e di argomentazione.</p>
<p>A partire dalla quinta elementare, gli alunni affrontano argomenti attuali e rilevanti, preparandosi per il futuro, inclusi percorsi come il International Baccalaureate Diploma o <strong>Ib</strong>. In un mondo dove le capacità comunicative e di leadership sono fondamentali, queste lezioni forniscono agli studenti gli strumenti necessari per esprimere le proprie opinioni in modo articolato e persuasivo.</p>
<p>Alla Daisy, negli ultimi due anni, le lezioni di dibattito si concentrano su temi accessibili e coinvolgenti. Gli studenti partecipano a discussioni su argomenti semplici, come &#8220;Dovremmo avere una mensa scolastica più salutare?&#8221; Qui, imparano a formulare le loro opinioni e a ascoltare quelle dei compagni. Attraverso giochi di ruolo e simulazioni, possono impersonare figure storiche o personaggi famosi, rendendo l&#8217;interazione più vivace e formativa.</p>
<p>Alla scuola media Holden, il &#8220;<strong>debate</strong>&#8221; si struttura in modo più complesso. Gli studenti affrontano temi come &#8220;L&#8217;uso dei social media è più dannoso che utile?&#8221; In gruppi, preparano argomentazioni e controargomentazioni, sviluppando capacità di ricerca e analisi critica. Organizzando dibattiti formali, dove due squadre si confrontano, gli studenti imparano a sostenere le proprie idee con fonti affidabili, praticando così l&#8217;arte della retorica e ricevendo feedback dai compagni e docenti.</p>
<p>Nelle classi del Liceo Pascal il dibattito si trasforma in un&#8217;opportunità per affrontare questioni globali e sociali. Gli studenti partecipano a competizioni di dibattito, affinando le loro abilità nel presentare argomenti complessi. Possono affrontare domande provocatorie come &#8220;È giusto limitare la libertà di espressione per motivi di sicurezza?&#8221; Gli studenti devono non solo difendere le loro tesi ma anche anticipare le obiezioni. Attraverso l&#8217;analisi di dibattiti pubblici e la pratica di tecniche di comunicazione, sviluppano competenze essenziali per la loro vita futura.<br />
Le scuole dell&#8217;Istituto Pascal di Chieri hanno scelto di introdurre la materia &#8220;<strong>debate</strong>&#8221; nel curriculum per avvicinarsi sempre di più al modello di scuola internazionale. Questa scelta favorisce l&#8217;acquisizione di abilità comunicative essenziali, incoraggia gli studenti verso il rispetto e la comprensione delle diverse culture e punti di vista, essenziali in un contesto globalizzato.</p>
<p>Infine, il curriculum Cambridge rappresenta un punto di forza delle <strong>scuole superiori a Torino</strong> e provincia, e delle <strong>scuole medie a Torino</strong> e provincia. Nel nostro caso la scuola media internazionale Holden e la scuola elementare Daisy con il Curriculum Cambridge offrono un percorso educativo standardizzato e di alta qualità riconosciuto a livello internazionale. Gli studenti della Lower secondary schools o scuola secondaria di primo grado Holden<br />
che scelgono il curriculum Cambridge hanno l&#8217;opportunità di prepararsi per l’International Baccalaureate Diploma Program, o per il doppio diploma americano, titoli che aprono le porte a università prestigiose in tutto il mondo. Grazie a questo curriculum, non solo acquisiscono conoscenze avanzate, ma sviluppano anche competenze trasversali preziose per il mondo del lavoro e per la vita quotidiana.</p>
<p>Le <strong>scuole internazionali bilingue</strong> di Chieri, attraverso i loro laboratori di robotica e STEM, l’insegnamento della materia di dibattito e il curriculum Cambridge, offrono un&#8217;educazione di alta qualità che prepara gli studenti ad affrontare con successo le sfide del mondo globalizzato. Le esperienze pratiche e formative rendono gli alunni protagonisti attivi del loro apprendimento, facendo di Chieri un punto di riferimento per l&#8217;<strong>istruzione bilingue</strong> nella regione.</p>
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		<title>Disegno dal vero all’abbazia di Vezzolano</title>
		<link>https://istitutopascalchieri.it/disegno-dal-vero-allabbazia-di-vezzolano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ipc@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 06:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Holden]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.01.48.jpeg"><img decoding="async" class="wp-image-2389 alignleft" src="https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.01.48.jpeg" alt="Uscita a Vezzolano" width="160" height="213" srcset="https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.01.48.jpeg 1200w, https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.01.48-225x300.jpeg 225w, https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.01.48-768x1024.jpeg 768w, https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.01.48-1152x1536.jpeg 1152w" sizes="(max-width: 160px) 100vw, 160px" /></a></p>
<p>Chi erano quei ragazzi vestiti come gli studenti di Howard che hanno visto aggirarsi fra le mura dell’abbazia di Vezzolano con un blocco da disegno sotto il braccio?</p>
<p>Erano i ragazzi della scuola media Holden accompagnati dalla loro professoressa di arte e dalla guida Raffaella Campagna.</p>
<p>Erano a Vezzolano con la professoressa Modesto a guardare con i loro occhi i particolari dello stile romanico e gotico appena studiato in classe.</p>
<p>La professoressa Valentina Modesto nell’ambito della preparazione Cambridge fin dal primo giorno di scuola ha insegnato ai ragazzi in lingua inglese la differenza fra i particolari gotici e i particolari romanici, fra bifore e trifore, ha mostrato ai ragazzi fantastici animali e motivi fitomorfi, insegnando loro l’arte del chiaroscuro.</p>
<p><a href="https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.02.29-3.jpeg"><img decoding="async" class="wp-image-2390 alignright" src="https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.02.29-3.jpeg" alt="Disegno dal vero all’abbazia di Vezzolano" width="160" height="213" srcset="https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.02.29-3.jpeg 1536w, https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.02.29-3-225x300.jpeg 225w, https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.02.29-3-768x1024.jpeg 768w, https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.02.29-3-1152x1536.jpeg 1152w" sizes="(max-width: 160px) 100vw, 160px" /></a>Con la guida Raffaella Campagna i ragazzi hanno scoperto una particolarità della facciata, ossia tre piatti incastrati nel tessuto murario a fianco della Madonna, hanno osservato fossili e conchiglie emergere sulla superficie della pietra che compone la parte bassa del monumento.</p>
<p>L’interno in semi ombra dell’abbazia ha liberato la fantasia dei nostri studenti: nella parte più oscura della navata l’ingresso originario è apparso in tutta la sua bellezza. I ragazzi guidati dalla professoressa hanno iniziato il lavoro di arte, dapprima con semplici schizzi e dopo con mano più sicura hanno riprodotto i particolari di un capitello.</p>
<p>Raffaella Campagna ha portato i ragazzi dietro l’altare a cercare le tracce del passaggio del re di Francia per poi passare alla descrizione degli affreschi del portico del chiostro.</p>
<p>Il rilievo architettonico è stato interrotto da una breve ma intensa passeggiata nel bosco, dove i ragazzi hanno osservato animali che hanno ispirato i maestri scultori nella creazione dei decori antropomorfi.</p>
<p>Tornati all’abbazia gli studenti hanno ripreso il lavoro, concentrati sul fronte principale con matite e carboncino hanno riprodotto la visione d’insieme.</p>
<p><a href="https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.01.36.jpeg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-2391" src="https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.01.36.jpeg" alt="" width="1600" height="900" srcset="https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.01.36.jpeg 1600w, https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.01.36-300x169.jpeg 300w, https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.01.36-1024x576.jpeg 1024w, https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.01.36-768x432.jpeg 768w, https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.01.36-1536x864.jpeg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></a></p>
<p>Al tramonto gli studenti hanno salutato un’ultima volta l’abbazia , mentre la professoressa Modesto leggeva Notizie e documenti riguardanti la chiesa e prepositura di S. Maria di Vezzolano nel Monferrato ed illustrate con disegni dal Conte Edoardo Mella dello storico Barone Giuseppe Manuel di S. Giovanni.</p>
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		<title>Una nuova idea di scuola: alla Media Holden si guarda alla Finlandia per cambiare la didattica</title>
		<link>https://istitutopascalchieri.it/una-nuova-idea-di-scuola-alla-media-holden-si-guarda-alla-finlandia-per-cambiare-la-didattica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ipc@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 10:52:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Holden]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni, parlando con tanti genitori, mi sono resa conto di<a href="https://istitutopascalchieri.it/una-nuova-idea-di-scuola-alla-media-holden-si-guarda-alla-finlandia-per-cambiare-la-didattica/"> ...</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi anni, parlando con tanti genitori, mi sono resa conto di una cosa molto chiara<strong>: la scuola</strong>, così com’è stata per generazioni, <strong>non basta più</strong>. Non basta riempire quaderni di appunti, <strong>non basta</strong> “<strong>finire il programma</strong>”, non basta portare a casa un voto. Sempre più mamme e papà soprattutto di bambini e ragazzi tra i sei e i tredici anni chiedono qualcosa di diverso. Chiedono una scuola che si prenda cura dei loro figli, che li aiuti a crescere come persone prima ancora che come studenti.</p>
<p>È proprio da questa esigenza che nasce il percorso intrapreso dalla Scuola Media Holden di Chieri, una realtà che da tempo ha deciso di mettersi in discussione e di guardare oltre i confini italiani. L’ispirazione? Il celebre modello finlandese, spesso citato come uno dei sistemi educativi più efficaci al mondo.</p>
<p>Ma cosa significa davvero “<strong>ispirarsi alla Finlandia</strong>”? Non è una questione di copiare orari o libri di testo. È piuttosto un cambio di mentalità.</p>
<p>Negli ultimi mesi, <strong>otto insegnanti della Holden sono volati a Helsinki</strong> per un corso intensivo di dieci giorni. Non una semplice visita, ma un’immersione totale in un modo diverso di intendere la scuola. Hanno osservato, studiato, fatto domande, messo in discussione abitudini radicate. E sono tornati con una certezza: insegnare non significa parlare per un’ora davanti a una classe in silenzio.</p>
<p>Uno dei concetti chiave che hanno riportato a casa è la flessibilità. In Finlandia non esiste una lezione “rigida” uguale per tutte le classi. Si parte dagli studenti: dalle loro attitudini, dall’energia del gruppo, dalle dinamiche che si creano giorno per giorno. L’insegnante diventa una guida attenta, capace di modulare il percorso in base a chi ha davanti.</p>
<p>Un altro aspetto che colpisce molto è il valore della comunicazione tra colleghi. Non esiste la porta chiusa e l’insegnante isolato nella propria aula. Si lavora insieme, si condividono metodi, dubbi, difficoltà. <strong>Si parla apertamente delle criticità degli studenti per trovare soluzioni comuni</strong>. È una cultura della collaborazione che mette al centro la fiducia.</p>
<p>E poi c’è un tema che fa quasi sorridere per quanto è semplice: il movimento. Perché abbandonare la classica lezione frontale? Perché i ragazzi hanno bisogno di muoversi. Non è solo una questione di irrequietezza: studi dimostrano che bastano venti secondi di attività fisica per attivare alcune aree del cervello legate alla concentrazione e alla memoria. Questo significa che alzarsi, cambiare posto, fare una breve attività dinamica può migliorare l’attenzione e perfino le prestazioni durante le verifiche.</p>
<p><strong>Nelle scuole finlandesi è normale interrompere la spiegazione per fare un piccolo esercizio di movimento</strong>, oppure lavorare in piedi, oppure spostarsi in un altro spazio. Le aule non sono ambienti statici, ma spazi flessibili. Anche l’esterno diventa luogo di apprendimento. Cambiare disposizione dei banchi, uscire in cortile, alternare i contesti: tutto contribuisce a mantenere viva la curiosità.</p>
<p>Al rientro dalla Finlandia, i docenti della Holden hanno iniziato a introdurre piccoli ma significativi cambiamenti. Ad esempio, hanno dedicato più tempo ai momenti di scambio all’inizio e alla fine delle lezioni. Pochi minuti per chiedere: “Come stai? Cosa ti è rimasto della lezione di ieri? Cosa ti ha messo in difficoltà?”. Hanno rallentato il ritmo, scegliendo di approfondire meglio alcuni argomenti invece di correre per coprire tutto il programma.</p>
<p>Ed è qui che emerge forse la riflessione più potente: conta davvero la quantità di nozioni trasmesse o la loro qualità? Per anni molti insegnanti hanno vissuto con l’ansia di “finire il libro”. Ma se poi gli studenti dimenticano tutto dopo poche settimane, che senso ha? Il modello finlandese suggerisce una prospettiva diversa: meglio meno contenuti, ma compresi a fondo, collegati alla realtà, interiorizzati.</p>
<p>Naturalmente nessuno pensa che il sistema italiano possa diventare identico a quello finlandese dall’oggi al domani. Le differenze culturali, organizzative ed economiche sono evidenti. La Finlandia può contare su finanziamenti pubblici più ampi e su un’impostazione storicamente diversa. Tuttavia, questo non impedisce di importare buone pratiche: un clima di fiducia, la collaborazione tra docenti, l’attenzione al benessere emotivo degli studenti.</p>
<p><strong>Alla Holden si sta lavorando proprio su</strong> questo: creare un “<strong>cerchio della fiducia</strong>” che coinvolga insegnanti, studenti, preside e famiglie. Perché la scuola non è un’isola. Quando i genitori si sentono parte del progetto educativo e gli insegnanti si percepiscono sostenuti dalla dirigenza, l’ambiente cambia. <strong>Si respira meno stress, più ascolto, più corresponsabilità</strong>.</p>
<p>In fondo, la vera rivoluzione non è spostare i banchi o fare una pausa attiva. È cambiare sguardo. Passare dall’idea di scuola come luogo di semplice istruzione a quella di comunità che forma cittadini consapevoli, capaci di affrontare le sfide del futuro europeo e globale con competenze, sì, ma anche con equilibrio, spirito critico e fiducia in sé stessi.</p>
<p>Forse non esiste una formula magica valida per tutti. Ma esperienze come quella della Scuola Media Holden dimostrano che mettersi in cammino è possibile. E che, a volte, per innovare davvero, basta avere il coraggio di fermarsi, osservare e ripartire da ciò che conta di più: il benessere dei ragazzi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://istitutopascalchieri.it/una-nuova-idea-di-scuola-alla-media-holden-si-guarda-alla-finlandia-per-cambiare-la-didattica/">Una nuova idea di scuola: alla Media Holden si guarda alla Finlandia per cambiare la didattica</a> proviene da <a href="https://istitutopascalchieri.it">Istituto Pascal Chieri</a>.</p>
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		<title>Trasferimento scolastico: come orientarsi tra normative e scelte sagge</title>
		<link>https://istitutopascalchieri.it/trasferimento-scolastico-come-orientarsi-tra-normative-e-scelte-sagge/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ipc@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 09:37:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Holden]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sempre più spesso i genitori si domandano quali siano i termini ultimi<a href="https://istitutopascalchieri.it/trasferimento-scolastico-come-orientarsi-tra-normative-e-scelte-sagge/"> ...</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://istitutopascalchieri.it/trasferimento-scolastico-come-orientarsi-tra-normative-e-scelte-sagge/">Trasferimento scolastico: come orientarsi tra normative e scelte sagge</a> proviene da <a href="https://istitutopascalchieri.it">Istituto Pascal Chieri</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sempre più spesso i genitori si domandano <strong>quali siano i termini ultimi per un trasferimento alla</strong> scuola secondaria di primo grado, ossia la <strong>scuola media</strong>, se ci siano dei limiti di tempo e altre domande inerenti a questa argomentazione. In effetti, i genitori sono confusi; anche se <strong>il web e l&#8217;intelligenza artificiale forniscono indicazioni e esperienze vissute da altri genitori</strong>, <strong>non sempre vengono date risposte corrette</strong> e fondate sulla normativa.</p>
<p>Innanzitutto, <strong>bisogna distinguere fra trasferimenti da scuola statale o paritaria</strong> a scuola statale o paritaria e ritiro per continuare in una scuola come candidato esterno con esame di idoneità finale.</p>
<p><strong>Facciamo degli esempi</strong>: la studentessa Marta frequenta la seconda media presso una scuola statale o paritaria della sua città. I genitori decidono di trasferire Marta in un&#8217;altra scuola statale o paritaria della sua città o del territorio circostante. Siamo arrivati quasi alla fine dell&#8217;anno scolastico; è il 2 maggio. Chissà se è possibile il trasferimento, visto che l&#8217;anno scolastico è quasi terminato?</p>
<p><strong>Che cosa dice la normativa in proposito?</strong> C&#8217;è un buco nella normativa; in realtà, questa mancanza di normativa viene riempita con la regola del buon senso. La normativa non impedisce il trasferimento di Marta, ma il Dirigente scolastico o il Coordinatore didattico potrebbero opporre resistenza, dal momento che Marta dovrebbe essere valutata in tutte le materie in meno di un mese; tuttavia, non c&#8217;è divieto al trasferimento.</p>
<p><strong>Porto un altro esempio pratico</strong>: l&#8217;anno scorso i genitori di Elena B. (studentessa che frequentava la classe terza) hanno chiesto il trasferimento alla nostra scuola media Holden (Elena proveniva da una scuola statale) a metà marzo. Il problema per l&#8217;accoglimento della domanda di trasferimento poteva derivare dalle prove Invalsi, che gli studenti devono sostenere presso la scuola sede di esame finale. La nostra Segreteria è riuscita ad aggiungere Elena B. nel portale Invalsi e contestualmente nella classe terza. Quindi, per un trasferimento in terza media, il termine ultimo potrebbe essere il 20 marzo, al fine di poter espletare tutte le pratiche di iscrizione ai test Invalsi.</p>
<p>Continuiamo con gli esempi. Daniel è un ragazzo che sta frequentando la prima media presso una scuola paritaria o statale. I genitori decidono di trasferirlo in una scuola non paritaria, parentale o di preparazione. Siamo all&#8217;inizio di marzo. Che cosa capita?</p>
<p>I genitori, in fretta e furia, possono ritirare Daniel e contestualmente presentare domanda di idoneità presso una scuola statale o paritaria. Non devono dimenticare di avvertire la scuola statale di zona specificando che Daniel continuerà in istruzione parentale. Il termine ultimo per il ritiro di uno studente della scuola secondaria di primo grado per continuare come studente privatista o in educazione parentale è il 15 marzo.</p>
<p>Decidere di ritirarsi entro il 15 marzo offre diversi vantaggi: non essere soggetti a scrutinio finale, evitare il rischio di bocciatura, perdere la qualifica di studente nella scuola statale per l&#8217;anno in corso e accedere agli esami di idoneità presso la stessa scuola o in un&#8217;altra istituzione. Attenzione: coloro che si ritirano dopo il 15 marzo rimangono in carico alla scuola e la loro situazione viene gestita come assenza prolungata.</p>
<p>In sintesi, quando la normativa non copre completamente la casistica, si applica la regola del buon senso. È importante ricordare che gli studenti che frequentano la scuola media, ossia la scuola secondaria di primo grado, sono soggetti all&#8217;obbligo scolastico, e l&#8217;istituto responsabile per il suo adempimento rimane la scuola secondaria di primo grado nella loro zona di residenza. Le Segreterie e i Dirigenti scolastici/Coordinatori didattici delle scuole statali o paritarie sono sempre disponibili per fornire informazioni. Consigliamo ai genitori di diffidare del passa parola; anche questo è un esempio di buon senso! È sempre meglio cercare le notizie direttamente presso la fonte!</p>
<p><strong>La Segreteria</strong> della scuola secondaria di primo grado Holden <strong>e la Coordinatrice didattica sono a disposizione dei genitori</strong> che hanno ancora dei dubbi o che intendono trasferire i propri figli rispettando le regole e la normativa. Non esitate a chiamarci!</p>
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		<title>Iscrizioni scolastiche: l&#8217;importanza di una scelta consapevole</title>
		<link>https://istitutopascalchieri.it/iscrizioni-scolastiche-limportanza-di-una-scelta-consapevole/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ipc@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 17:36:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Holden]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La scorsa settimana si sono chiuse le iscrizioni online sul portale del<a href="https://istitutopascalchieri.it/iscrizioni-scolastiche-limportanza-di-una-scelta-consapevole/"> ...</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La scorsa settimana si sono <strong>chiuse le iscrizioni online sul portale del Ministero</strong>.<br />
Lunedì mattina la nostra segreteria ha ricevuto chiamate da parte di genitori allarmati, poiché non avevano ancora effettuato l&#8217;iscrizione o semplicemente si erano presi tempo per decidere la futura scuola per i loro figli.</p>
<p><strong>Siamo ancora in tempo</strong>?<br />
Che <strong>cosa capita sul portale online se non iscrivo mio figlio</strong>?<br />
<strong>Ci sarà ancora posto a settembre</strong>?<br />
Abbiamo spiegato che non capita nulla; l&#8217;importante è decidere entro l&#8217;inizio dell&#8217;anno scolastico, ossia a settembre.</p>
<p>In effetti, i genitori sono ancora dubbiosi; questa maratona contro il tempo per l&#8217;iscrizione entro la metà di febbraio ha determinato la corsa ai porte aperte, agli open day, ai colloqui online e, per certi aspetti, ha causato tanta confusione. È una scelta importante; si sceglie la futura scuola elementare, oppure la futura scuola media, oppure la futura scuola secondaria di primo grado.<br />
Nei colloqui con i genitori in visita per prendere informazioni sulla futura scuola media o secondaria di primo grado, le domande più frequenti hanno riguardato le peculiarità della nostra scuola. Ossia, per un genitore è importante capire quali sono i punti forti della <a href="https://istitutopascalchieri.it/scuola-secondaria-i-grado-holden/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Holden</strong></a> rispetto alle altre scuole del territorio. In ogni colloquio ho sottolineato l&#8217;importanza dello studio delle lingue, supportato da organismi internazionali come <a href="https://istitutopascalchieri.it/cambridge-program/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Cambridge University</strong></a>, con l&#8217;introduzione del <strong>Cambridge Lower Secondary</strong> che prevede lo studio di quattro materie integralmente in lingua inglese, oppure l&#8217;accordo di rete con l&#8217;<strong><a href="https://istitutopascalchieri.it/confucio/" target="_blank" rel="noopener">istituto Confucio</a> dell&#8217;Università di Torino</strong> per l&#8217;insegnamento della <strong>lingua cinese</strong>. Anche la scelta della seconda lingua comunitaria per noi è determinante: abbiamo scelto la lingua spagnola poiché, dopo il cinese e l&#8217;inglese, è quella più parlata al mondo.</p>
<p>Un&#8217;altra peculiarità della nostra scuola è l&#8217;adozione, ormai da anni, della didattica finlandese. Non tutti i genitori conoscono i punti fondamentali di questo nuovo approccio basato sul capovolgimento integrale della lezione frontale a favore del <a href="https://istitutopascalchieri.it/learning-by-doing-insegnare-la-filosofia-con-i-lego/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Learning by doing</strong></a>, metodo che enfatizza l&#8217;apprendimento esperienziale, oppure della Flipped classroom (gli studenti studiano il materiale a casa attraverso video o letture e poi lavorano su esercizi pratici o progetti in aula), oppure del <strong>Cooperative learning</strong>, metodo che promuove il lavoro di gruppo e la collaborazione tra gli studenti per raggiungere obiettivi comuni. Per quanto riguarda l&#8217;area matematica, la nostra scuola è dotata di un laboratorio di robotica altamente performante, completo di <strong>stampante 3D</strong>, <strong>Lego Spike</strong> e <strong>Arduino creativo</strong>.</p>
<p>Un&#8217;ora ogni settimana del monte ore di matematica e scienze è stata destinata alla robotica e alla <a href="https://istitutopascalchieri.it/sezione-pof-laboratorio-stem-e-didattica-innovativa/" target="_blank" rel="noopener"><strong>STEM</strong></a>. L&#8217;ultima domanda che i genitori pongono è quella riguardante i servizi offerti dalla scuola. Due navette viaggiano in un raggio di 50 km da Chieri, portando gli studenti a scuola al mattino alle ore 8:00 e riportandoli a casa al pomeriggio alle ore 17:00. Inoltre, la scuola offre il pomeriggio di studio, di laboratorio e di potenziamento delle lingue e il servizio di mensa con la possibilità di portare il pranzo da casa. In chiusura del colloquio, i genitori visitano le aule, dove i ragazzi tengono i loro libri in un armadio personale e gli strumenti musicali.</p>
<p>Parliamo ancora di uscite, di <strong>vacanze studio in Irlanda e in Spagna</strong> e delle prossime esperienze di formazione per noi insegnanti grazie ai fondi dell&#8217;<a href="https://istitutopascalchieri.it/scuola-secondaria-i-grado-holden/la-nostra-scuola-in-europa-erasmus/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Erasmus</strong></a>. Ci salutiamo con un sorriso e una stretta di mano pensando al nuovo anno scolastico e all&#8217;emozione sempre vivida nell&#8217;incontrare i nuovi studenti!<br />
Chissà se i genitori hanno ancora bisogno di tempo o hanno già scelto la nostra scuola? Anche se si riservano ancora un po&#8217; di giorni per prendere la decisione, non capita nulla; l&#8217;importante è fare la scelta giusta per i propri figli.</p>
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		<title>Scuole Statali e Scuole Paritarie: un confronto approfondito</title>
		<link>https://istitutopascalchieri.it/scuole-statali-e-scuole-paritarie-un-confronto-approfondito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ipc@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 11:55:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Daisy]]></category>
		<category><![CDATA[Holden]]></category>
		<category><![CDATA[Linguistico]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Scientifico]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze Umane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La differenza principale tra le scuole statali e le scuole paritarie riguarda<a href="https://istitutopascalchieri.it/scuole-statali-e-scuole-paritarie-un-confronto-approfondito/"> ...</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><strong>La differenza principale tra le scuole statali e le scuole paritarie</strong> riguarda la loro gestione e finanziamento.</div>
<div></div>
<div><strong>Le scuole statali sono completamente finanziate e gestite dallo Stato</strong>, garantendo un&#8217;istruzione gratuita e un curriculum nazionale stabilito dal Ministero dell&#8217;Istruzione. Questo approccio assicura un&#8217;educazione uniforme in tutto il paese, permettendo a tutti gli studenti di seguire le stesse linee guida educative.</div>
<div></div>
<div>Al contrario,<strong> le scuole paritarie, pur essendo di natura privata, ricevono un riconoscimento dallo Stato e devono rispettare i requisiti normativi</strong>. Sebbene abbiano la libertà di variare i programmi e scegliere modelli educativi specifici, queste scuole sono tenute a mantenere standard equivalenti a quelli delle scuole statali.</div>
<div></div>
<div><strong>Gli studenti nelle scuole paritarie devono pagare una retta</strong>, dato che non ricevono finanziamenti statali, ma l’introduzione del Buono Scuola da parte di molte Regioni italiane ha reso più accessibile la frequenza a queste istituzioni, coprendo una parte delle spese.</div>
<div></div>
<div>Negli ultimi anni, le scuole paritarie hanno attirato un&#8217;attenzione crescente nel panorama educativo italiano, grazie alla loro<strong> autonomia scolastica che consente loro di operare in modo flessibile e personalizzato</strong>. Questa autonomia permette alle scuole di definire il proprio curricolo, scegliendo le materie e i programmi da offrire in base alle esigenze specifiche degli studenti.</div>
<div></div>
<div>Ad esempio, presso <strong>le nostre scuole paritarie, come la Scuola Media Holden, i Licei Pascal, sono state introdotte lingue come il cinese e l&#8217;inglese, utilizzando il curriculum Cambridge e il curriculum Confucio</strong>. Da quest’anno, inoltre, è stata integrata la materia robotica nel curriculum delle scienze matematiche, coinvolgendo gli studenti in un&#8217;area innovativa e in crescita.</div>
<div></div>
<div>Le scuole paritarie possono anche organizzare il proprio orario scolastico in modo da soddisfare le esigenze della comunità scolastica. <strong>Le scuole paritarie hanno la libertà di gestire orari, attività extracurriculari e modalità di valutazione</strong>, rispondendo così in maniera tempestiva alle necessità di studenti e famiglie.</div>
<div></div>
<div>Un altro aspetto vantaggioso delle scuole paritarie è la possibilità di adottare metodologie didattiche innovative. <strong>Approcci come l’apprendimento cooperativo, il problem-based learning e l’educazione all’aria aperta</strong> possono essere facilmente integrati nel curriculum, facilitando un coinvolgimento più attivo e stimolante degli studenti. Le nostre scuole, da tempo, hanno scelto di adottare un metodo ispirato al modello finlandese, che promuove l&#8217;autonomia degli studenti, esperienze all&#8217;aperto e un approccio didattico esperienziale.</div>
<div></div>
<div>L&#8217;autonomia scolastica permette anche alle scuole paritarie di<strong> selezionare e formare il proprio personale docente</strong>, rispettando comunque le classi di concorso stabilite dal Ministero. Ciò consente di valorizzare le competenze degli insegnanti e di creare team educativi motivati e pronti a sperimentare nuove pratiche didattiche.</div>
<div></div>
<div>In merito alla gestione delle risorse finanziarie, le scuole paritarie possono reperire fondi attraverso le iscrizioni, donazioni e attività di fundraising. Questo consente loro di <strong>investire in progetti e risorse che soddisfano direttamente le necessità dei propri studenti.</strong> Inoltre, collaborazioni con enti locali e associazioni per realizzare progetti educativi speciali arricchiscono ulteriormente l’offerta formativa.</div>
<div></div>
<div><strong> I nostri licei, la Scuola Media Holden e la Scuola Elementare Daisy collaborano annualmente con associazioni locali</strong> per iniziative come &#8220;Un abbraccio alla demenza&#8221;, laboratori di lettura per i bambini nei nidi della città e progetti per il mantenimento dei beni comuni.</div>
<div></div>
<div>Infine, un&#8217;altra funzione essenziale delle scuole paritarie è fornire orientamento scolastico e professionale. Attraverso attività di supporto personalizzato, queste scuole possono <strong>aiutare gli studenti a prendere decisioni consapevoli riguardo al loro futuro</strong>, offrendo consulenze e opportunità di stage che li preparano per il mondo del lavoro.</div>
<div></div>
<div>Oltre alle scuole paritarie, esistono anche le &#8220;scuole non paritarie&#8221;, come la scuola elementare Daisy.</div>
<div>Il riconoscimento della condizione di “scuola non paritaria” comporta l’iscrizione nell’elenco regionale delle scuole non paritarie. Per il mantenimento dell’iscrizione nell’elenco regionale delle scuole non paritarie la scuola deve dichiarare espressamente all&#8217; Ufficio Scolastico Regionale,</div>
<div>entro il 31 marzo di ciascun triennio successivo alla prima iscrizione, la propria volontà di restare</div>
<div>iscritta nel suddetto elenco nonché la permanenza del possesso dei requisiti richiesti dal Mim.</div>
<div></div>
<div>Essere una scuola elementare non paritaria certificata dal Ministero dell&#8217;Istruzione offre numerosi vantaggi che contribuiscono a creare un ambiente educativo stimolante e personalizzato, come nell&#8217;esempio della Scuola Elementare Daisy. Prima di tutto, queste scuole <strong>godono di un&#8217;autonomia educativa che consente loro di definire liberamente piani di studio e metodologie didattiche</strong>, adattando così l&#8217;offerta formativa alle diverse esigenze degli studenti e delle loro famiglie. Questo approccio flessibile permette anche di rispondere rapidamente ai cambiamenti nel panorama educativo, senza dover seguire rigidamente le linee guida statali.</div>
<div></div>
<div>Le scuole non paritarie, come la Scuola Elementare Daisy, possono integrare <strong>approcci innovativi</strong> all&#8217;insegnamento e gestire le proprie attività scolastiche con meno vincoli burocratici, utilizzando <strong>tecnologie moderne e metodologie all&#8217;avanguardia</strong>. Questo ambiente di apprendimento, generalmente più contenuto in termini di dimensioni, favorisce relazioni più familiari e strette tra insegnanti, studenti e genitori, creando un forte senso di comunità.</div>
<div></div>
<div><strong>Essere riconosciuti dal Ministero dell&#8217;Istruzione offre un ulteriore livello di credibilità</strong>, rassicurando le famiglie sulla qualità dell&#8217;istruzione ricevuta e facilitando l&#8217;accesso a finanziamenti e risorse esterne. Grazie a questa iscrizione, istituzioni come la nostra Scuola Elementare Daisy possono sviluppare progetti specifici, concentrandosi su aree come l&#8217;educazione ambientale, le lingue straniere o le arti, attirando famiglie con interessi educativi particolari.</div>
<div></div>
<div>Sebbene ci siano differenze significative tra scuole statali, scuole paritarie in termini di gestione e finanziamento, entrambe possono offrire un&#8217;istruzione di qualità. <strong>Le scuole paritarie, grazie alla loro autonomia, riescono a rispondere meglio alle esigenze dei propri studenti</strong>, creando opportunità significative e personalizzate per il loro sviluppo e apprendimento.</div>
<p>L'articolo <a href="https://istitutopascalchieri.it/scuole-statali-e-scuole-paritarie-un-confronto-approfondito/">Scuole Statali e Scuole Paritarie: un confronto approfondito</a> proviene da <a href="https://istitutopascalchieri.it">Istituto Pascal Chieri</a>.</p>
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		<title>Lentezza, gentilezza e tempo</title>
		<link>https://istitutopascalchieri.it/lentezza-gentilezza-e-tempo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ipc@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2026 17:16:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Holden]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A settembre due grosse scatole di cartone hanno preso posto accanto alla<a href="https://istitutopascalchieri.it/lentezza-gentilezza-e-tempo/"> ...</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://istitutopascalchieri.it/lentezza-gentilezza-e-tempo/">Lentezza, gentilezza e tempo</a> proviene da <a href="https://istitutopascalchieri.it">Istituto Pascal Chieri</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A settembre due grosse scatole di cartone hanno preso posto accanto alla cattedra nella classe prima media.</p>
<p>Dentro la <strong>prima scatola</strong>, ornata esternamente da cuoricini, ghirigori colorati e fiori a profusione, abbiamo messo <strong>le parole importanti che vogliamo tenere</strong>.</p>
<p>Nella <strong>seconda scatola</strong>, colorata di nero e di colori cupi, abbiamo deciso di mettere <strong>le parole che vogliamo buttare</strong>.</p>
<p>Così, quando in classe c&#8217;è un piccolo diverbio, analizziamo le parole che gli studenti hanno usato e, se sono brutte, le buttiamo nella scatola nera. Nella scatola colorata, gli studenti consegnano le parole belle che vorrebbero dire ai loro compagni, ma che a volte non hanno il coraggio di dire per timidezza.</p>
<p>Questa pratica di parole da tenere e parole da buttare l&#8217;ho fatta anch&#8217;io a inizio anno. Che cosa vorrei buttare? Sicuramente la parola &#8220;prepotenza&#8221;. Al contrario, vorrei tenere accanto a me tutto l&#8217;anno la parola &#8220;gentilezza&#8221;, unita alla parola &#8220;lentezza&#8221; e al termine &#8220;tempo&#8221;.</p>
<p>Il mio compito in questo nuovo anno sarà insegnare ai ragazzi che la prepotenza e la prevaricazione non rendono più forte una persona e che, se anche noi adulti molto spesso dimostriamo di essere prepotenti e prevaricatori, non siamo un buon esempio. Penso che inizierò col dire: &#8220;Ragazzi, al semaforo non si suona a chi c&#8217;è davanti a noi e che prontamente non parte al verde. Dire grazie fa bene al nostro cuore e alla persona che c&#8217;è di fronte a noi.</p>
<p>Il tempo è prezioso e non va sciupato in lunghissime conversazioni su WhatsApp, dove il più delle volte ci scappa l&#8217;insulto, la presa in giro o la critica sterile verso una persona che non è presente. Già, non si criticano le persone, mai; il pettegolezzo è peccato, se ancora esiste la connotazione di peccato. Tutto ciò che accade in queste lunghissime conversazioni su WhatsApp finisce sempre con ledere qualcuno. Mettiamoci dalla parte di chi non c&#8217;è. La gentilezza ci rende liberi e leggeri. Bisogna essere gentili non solo per un attimo e poi compiacersi, ma bisogna far diventare la gentilezza una buona pratica quotidiana.</p>
<p>Lo scorrere del tempo deve diventare nuovamente lento, inossidabile al trillo del telefono o alle mille sollecitazioni esterne. Dobbiamo essere dei bravi cittadini, dobbiamo rispettare le regole della nostra società, anche quelle regole che ci stanno strette.&#8221;</p>
<p>A tutti i colleghi e ai genitori che leggeranno queste mie riflessioni, aggiungo: &#8220;Noi adulti dobbiamo essere di buon esempio, i ragazzi imparano da noi&#8230; Se usiamo un linguaggio scurrile, gli studenti penseranno di poterlo fare a loro volta&#8230; Se cerchiamo la strada più comoda e meno onesta per eludere un problema, passiamo ai ragazzi un messaggio distorto, sdoganando azioni scorrette per raggiungere il nostro obiettivo.&#8221;</p>
<p><em>Auguro a tutti un buon anno lento e gentile!</em><br />
<strong>Nicoletta Coppo</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://istitutopascalchieri.it/lentezza-gentilezza-e-tempo/">Lentezza, gentilezza e tempo</a> proviene da <a href="https://istitutopascalchieri.it">Istituto Pascal Chieri</a>.</p>
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		<title>Iscrizioni scolastiche 2026/2027: date e novità</title>
		<link>https://istitutopascalchieri.it/iscrizioni-scolastiche-2026-2027-date-e-novita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ipc@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Dec 2025 15:32:38 +0000</pubDate>
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	<p>Il <strong>Ministero dell'Istruzione e del Merito</strong> ha comunicato ufficialmente le date per le iscrizioni scolastiche relative all’anno 2026/2027 durante un recente incontro sindacale in attesa della circolare. <strong>Le iscrizioni avranno luogo dal 13 gennaio al 14 febbraio 2026 e saranno gestite attraverso la piattaforma online a partire dalle 8:00 del 13 gennaio fino alle 20:00 del 14 febbraio</strong>.</p>
<p>Questa procedura riguarda le istituzioni del primo e secondo ciclo di istruzione. Le scuole hanno tempo fino al 10 gennaio alle ore 14:00 per personalizzare i moduli di iscrizione; l’aggiornamento del Piano Triennale dell’Offerta Formativa deve essere completato entro il 12 gennaio, giorno prima dell'inizio ufficiale delle iscrizioni.</p>
<p>Per <strong>accedere alla piattaforma</strong> è necessario utilizzare credenziali <strong>SPID</strong>, <strong>CIE</strong>, <strong>CNS</strong> o <strong>eIDAS</strong>.</p>
<p>È importante notare che la modalità di iscrizione online non si applica alle scuole dell'infanzia, che utilizzeranno ancora moduli cartacei.</p>
<p>Inoltre, sono state introdotte novità riguardanti l’istruzione parentale. I genitori che optano per questa scelta dovranno presentare una comunicazione cartacea al dirigente scolastico di una scuola del grado di riferimento nel loro comune di residenza, entro il termine delle iscrizioni online, ovvero il 14 febbraio 2026. Le linee guida per l'istruzione parentale saranno fornite in seguito con ulteriori dettagli operativi.</p>
<p><strong>All'interno della Piattaforma Unica</strong>, gli utenti troveranno informazioni utili sugli istituti scolastici con la funzionalità “<strong>Cerca la tua scuola</strong>” e sezioni dedicate all’orientamento, per supportare famiglie e studenti della scuola secondaria di primo grado nella scelta del percorso formativo e professionale.</p>
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		<title>Trasferimento scolastico: guida alle procedure necessarie</title>
		<link>https://istitutopascalchieri.it/trasferimento-scolastico-guida-alle-procedure-necessarie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ipc@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Nov 2025 16:53:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Daisy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nelle nostre scuole, il liceo Pascal, la scuola media Holden e la<a href="https://istitutopascalchieri.it/trasferimento-scolastico-guida-alle-procedure-necessarie/"> ...</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-4494"  class="panel-layout" ><div id="pg-4494-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-4494-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-4494-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Nelle nostre scuole, il <strong>liceo Pascal</strong>, la <strong>scuola media Holden</strong> e la <strong>scuola primaria Daisy</strong>, gli studenti frequentemente si trasferiscono durante l'anno scolastico. Questo fenomeno riflette le dinamiche familiari e le scelte individuali che influenzano il loro percorso educativo. Di seguito, seguirà un approfondimento che esamina la normativa che regola i trasferimenti da scuola a scuola.</p>
<p>Il decreto legge 9 settembre 2025, numero 127, all’articolo 1 - comma 3 afferma: "<strong>nell'ambito del primo biennio dei percorsi della scuola secondaria di secondo grado, gli studenti possono richiedere, entro e non oltre i 31 gennaio di ciascun anno scolastico, l'iscrizione alla corrispondente classe di altro indirizzo, articolazione o opzioni. L'istituzione scolastica individuata per la successiva frequenza adotta interventi didattici integrativi volti ad assicurare l'acquisizione delle conoscenze, delle abilità e delle competenze necessarie per l'inserimento nel percorso prescelto, al fine di favorire il successo formativo e riorientamento</strong>".</p>
<p>Questo passaggio si riferisce agli studenti delle scuole superiori, specificamente del biennio. Il decreto stabilisce che gli studenti delle classi prime e seconde possono cambiare indirizzo entro e non oltre il 31 gennaio dell'anno in corso. Se uno studente decide di passare da un istituto tecnico a un liceo, o da un liceo di indirizzo scientifico a uno di indirizzo linguistico, sarà la scuola scelta dallo studente ad avere il compito di predisporre interventi didattici per garantire che lo studente abbia acquisito le competenze necessarie.</p>
<p><strong>Se lo studente desidera semplicemente cambiare scuola senza modificare l'indirizzo, la scadenza per il trasferimento rimane fissata al 15 marzo.</strong></p>
<p>Per quanto riguarda il terzo e il quarto anno il decreto chiarisce: "a decorrere dal terzo anno dei percorsi della scuola secondaria di secondo grado, gli studenti, all'esito dello scrutinio finale, possono richiedere l'iscrizione a una classe corrispondente di altro percorso, indirizzo, articolazioni opzioni del medesimo grado di scuola, presso l'istituzione scolastica individuata per la prosecuzione degli studi, previo superamento di un esame integrativo. L'<strong>esame integrativo si svolge in un'unica sessione</strong> da concludersi prima dell'inizio delle lezioni". Molto semplicemente gli studenti del terzo e del quarto anno, hanno la possibilità di cambiare indirizzo dopo aver completato l'anno scolastico (devono concludere l'anno scolastico a giugno) e superare un esame integrativo che andrà a coprire le materie non affrontate nel nuovo indirizzo scelto. Tale esame integrativo verrà organizzato dalla nuova scuola entro il 31 agosto, termine di chiusura dell'anno scolastico. Se lo studente dovesse avere debiti formativi a settembre, affronterà l'esame integrativo con riserva, che significa che avrà validità solo se supererà l'esame di settembre nella scuola di provenienza.</p>
<p>Quando si tratta di trasferire un alunno dalla scuola primaria (elementari) o dalla scuola secondaria di primo grado (medie), non esiste un limite di tempo specifico per la richiesta. Tuttavia, è consigliabile presentarne la domanda entro il primo quadrimestre. Questo permette una migliore valutazione e integrazione dell'alunno nel nuovo contesto scolastico, dando ai nuovi insegnanti il tempo necessario per conoscere lo studente.</p>
<p><strong>Per completare il trasferimento durante l'anno scolastico, è necessario presentare alcuni documenti</strong>. Innanzitutto, bisogna inviare una richiesta al Dirigente Scolastico o al Coordinatore Didattico della scuola di destinazione, specificando i motivi del trasferimento. La Segreteria della nuova scuola risponderà alla richiesta, generalmente in base alla disponibilità di posti nelle classi. Dopo aver ricevuto l'accettazione dalla nuova scuola, è sufficiente scaricare il modulo di iscrizione dal sito dell'istituto, compilarlo e inviarlo alla segreteria insieme al nullaosta, che deve essere richiesto preventivamente alla Segreteria della scuola di provenienza.</p>
<p><strong>La richiesta di nullaosta può essere inviata via email</strong>. <strong>Se il motivo del trasferimento è adeguatamente giustificato</strong>, il nullaosta deve essere rilasciato senza difficoltà. Infine, la scuola di provenienza invierà la documentazione (fascicolo personale dello studente ) alla nuova istituzione.</p>
<p>Molti genitori scelgono di trasferire i propri figli nelle nostre istituzioni scolastiche, i licei paritari Pascal, la scuola secondaria di primo grado paritaria Holden e la scuola primaria Daisy, per diversi motivi. Le nostre scuole si distinguono per le opportunità di studio pomeridiano, il supporto nello svolgimento dei compiti e una particolare attenzione all’apprendimento delle lingue. I programmi educativi prevedono ore dedicate all’inglese, poiché la scuola primaria Daisy e la scuola media Holden fanno parte del <a href="https://istitutopascalchieri.it/cambridge-program/" target="_blank" rel="noopener"><strong>CIRCUITO CAMBRIDGE INTERNATIONAL SCHOOL</strong></a>. In particolare, la primaria Daisy ha adottato il Cambridge Primary, mentre la scuola media Holden segue il Cambridge Lower Secondary.</p>
<p>Anche lo studio del cinese, in collaborazione con l'<a href="https://istitutopascalchieri.it/istituo-confucio/" target="_blank" rel="noopener"><strong>ISTITUTO CONFUCIO</strong></a> dell’Università degli Studi di Torino, è un motivo che spinge i genitori a scegliere le nostre scuole. Inoltre, l'introduzione del laboratorio di robotica e STEM ha arricchito la nostra offerta formativa, contribuendo a renderle ancora più attraenti.</p>
<p>Le attività extracurricolari rappresentano un ulteriore richiamo per le famiglie, poiché offrono un ampio ventaglio di opzioni, dallo sport all’arte, dalla musica ai laboratori creativi e STEM, consentendo agli studenti di scoprire e coltivare i propri talenti al di fuori del tradizionale percorso accademico.</p>
<p>Un aspetto molto apprezzato dai genitori è la nostra <strong>attenzione al benessere emotivo e sociale degli studenti</strong>. Le classi numericamente ridotte favoriscono interazioni più significative con gli insegnanti, garantendo un'attenzione personalizzata che ottimizza l’apprendimento.</p>
<p>Questi elementi, insieme a una comprovata alta percentuale di successo scolastico degli ex alunni, fanno -delle nostre scuole un'opzione desiderabile e attraente per chi cerca una formazione di qualità per i propri figli.</p>
<p>Per chi desidera <strong>visitare le nostre scuole o trasferire il proprio figlio</strong> presso le nostre istituzioni, <strong>sono disponibili le istruzioni fornite di seguito</strong>.</p>
</div>
</div></div></div></div><div id="pg-4494-1"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-4494-1-0"  class="panel-grid-cell" ><div class="panel-cell-style panel-cell-style-for-4494-1-0" ><div id="panel-4494-1-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child" data-index="1" ><div class="panel-widget-style panel-widget-style-for-4494-1-0-0" ><div
			
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	<p style="text-align: center;"><em><span style="color: #000000;">Domanda di iscrizione</span></em></p>
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	<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #008ecf;">Scuola Elemetare </span><span style="color: #008ecf;">Daisy</span></strong></p>
</div>
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			Scarica		</span>
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	<p style="text-align: center;"><em><span style="color: #000000;">Domanda di iscrizione</span></em></p>
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	<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #008ecf;">Media Internazionale Holden</span></strong></p>
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	<p style="text-align: center;"><em><span style="color: #000000;">Domanda di iscrizione</span></em></p>
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	<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #008ecf;">Licei </span><span style="color: #008ecf;">Pascal Chieri</span></strong></p>
</div>
</div></div></div><div id="panel-4494-1-2-2" class="so-panel widget widget_sow-button panel-last-child" data-index="9" ><div
			
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		<title>Che cosa pensiamo noi dei compiti a casa?</title>
		<link>https://istitutopascalchieri.it/che-cosa-pensiamo-noi-dei-compiti-a-casa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ipc@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2025 10:58:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Daisy]]></category>
		<category><![CDATA[Holden]]></category>
		<category><![CDATA[Linguistico]]></category>
		<category><![CDATA[Scientifico]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze Umane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo stati tante volte in Finlandia, in Norvegia, in Svezia, in Polonia<a href="https://istitutopascalchieri.it/che-cosa-pensiamo-noi-dei-compiti-a-casa/"> ...</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://istitutopascalchieri.it/che-cosa-pensiamo-noi-dei-compiti-a-casa/">Che cosa pensiamo noi dei compiti a casa?</a> proviene da <a href="https://istitutopascalchieri.it">Istituto Pascal Chieri</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Siamo stati</strong> tante volte in <strong>Finlandia</strong>, in <strong>Norvegia</strong>, in <strong>Svezia</strong>, in <strong>Polonia</strong> e poi in <strong>Danimarca</strong>. A fine mese partiremo nuovamente per la Finlandia.<br />
Quando torniamo con le nostre esperienze impresse nella nostra memoria, con entusiasmo ne parliamo ai genitori che sono in procinto di scegliere la scuola per i loro figli. I genitori dei bambini che entrano nella scuola elementare, informati da quelli che hanno già figli inseriti nel percorso scolastico, quando arrivano alla nostra <strong>Daisy</strong>, chiedono subito ragguagli su <strong>cosa significhi il metodo finlandese</strong> e cosa implichi per i loro figli appartenere a una <strong>scuola italiana che è diventata in poco tempo simile a quelle del Nord Europa</strong>. In seconda battuta e timidamente chiedono come sono organizzati i compiti che, nella normalità delle cose, vengono affidati ai bambini da fare a casa. Anche i genitori che si approcciano a iscrivere i loro figli nella nostra scuola media <strong>Holden</strong>, a metà colloquio, ci <strong>chiedono se i compiti sono veramente così tanti</strong>, come descrivono gli amici che stanno affrontando questo percorso con i loro figli, che nella normalità studiano insieme fino alle ore 11:00 di sera e poi anche il sabato e la domenica, inibendo qualsiasi iniziativa di socialità familiare, gite, tempo libero e passeggiate.<br />
I nostri viaggi e le nostre osservazioni ci hanno sempre fatto prendere una posizione netta: <strong>non si tratta di non dare compiti ai bambini e ai ragazzi a casa</strong>, poiché le esercitazioni sono importanti, <strong>bensì è importante l&#8217;organizzazione che c&#8217;è alla base</strong>.</p>
<p>Calandoci nello specifico, cerchiamo di capire le problematiche dei compiti a casa formulando una domanda: un bambino o un ragazzo che rimane a scuola dalle otto del mattino alle cinque del pomeriggio avrà ancora compiti da assolvere fino alle undici di sera? Mi pare una domanda sciocca, priva di rettitudine e di fondamento. Mi viene spontaneo rispondere dicendo che <strong>se gli studenti hanno ancora compiti è perché il tempo scuola è stato sprecato</strong>, buttato, non utilizzato. E a questo punto ci agganciamo alla <strong>didattica finlandese</strong>: con classi che non superano i 20 studenti e insegnanti formati, i ragazzi non dovrebbero passare il resto della giornata a compilare i compiti; al massimo potrebbero avere qualche pagina da leggere. <strong>Secondo voi, otto ore passate a scuola non dovrebbero bastare per fare esercitazioni, impostare il lavoro, costruire schemi, simulare interrogazioni, scrivere temi, fare esercizi di matematica e conversazione in inglese?</strong></p>
<p><strong>Harry Cooper</strong>, docente di psicologia alla <strong>Duke University</strong>, afferma: &#8220;<strong>non ci sono prove che qualsiasi quantità di compiti a casa migliori la prestazione scolastica degli alunni di scuola primaria</strong>&#8220;. Secondo il docente, non ci sono correlazioni fra lo svolgimento dei compiti a casa e il miglioramento delle competenze degli studenti. Uno studente che ha passato otto ore seduto in classe, che deve ancora subire l&#8217;immobilità pomeridiana fino a tarda ora, sicuramente non proverà amore per i libri e per il sapere, ma finirà per odiare la scuola. L&#8217;idea che l&#8217;acquisizione del sapere debba passare obbligatoriamente dalla fustigazione è un&#8217;idea fortemente radicata fra gli italiani, ed è una concezione medievale del tutto avulsa dal sistema scuola internazionale.</p>
<p>Se vogliamo esagerare, possiamo citare l&#8217;<strong>Istat</strong>, che dipinge l&#8217;<strong>Italia</strong> come il <strong>paese europeo con il maggior numero di analfabeti di ritorno</strong>. E se vogliamo giocare con i numeri, citiamo ancora l&#8217;Istat, che dichiara che il 57% degli italiani non legge neanche un libro all&#8217;anno.<br />
L&#8217;analfabetismo funzionale è lo specchio di una società che non partecipa alla vita politica e non esercita i propri diritti, una società quindi che non considera il sistema scuola come un percorso di elevazione, di formazione, di focus reale per il futuro dei propri figli, ma come un passaggio obbligato e disorientante.</p>
<p><strong>Cosa può fare la scuola per dare risposta a questa tendenza allarmante?</strong></p>
<p>La razionalizzazione dei compiti post-scuola e un maggiore coinvolgimento dei genitori nel sistema scolastico potrebbero essere una prima risposta importante. Proprio come nelle scuole internazionali, dove i genitori sono parte integrante dello scheletro portante della scuola, i quali propongono, costruiscono e si confrontano, anche la scuola italiana dovrebbe diventare una piazza aperta alle proposte.</p>
<p>Nei nostri afternoon tea con i genitori, spesso ci confrontiamo sulle modalità dei compiti pomeridiani e, in particolare, sull&#8217;implementazione di una nuova didattica al mattino, dove lo studente diventa realmente una parte integrante della lezione, adottando nuove metodologie come la <strong>Peer Education</strong> e il <strong>Cooperative Learning</strong>, dove nella prima uno studente guida l&#8217;altro nello svolgimento di un compito o nell&#8217;apprendimento di un concetto, e nella seconda un gruppo lavora a un&#8217;ampia varietà di compiti come esercizi di lettura e comprensione, risoluzione di problemi e discussioni per la produzione di elaborati.</p>
<p>Per esperienza posso dire che sia la <strong>Peer Education</strong> sia il <strong>Cooperative Learning</strong> <strong>funzionano</strong>: i ragazzi sono attenti, partecipano, sono propositivi, non c&#8217;è distrazione e non subiscono passivamente le lezioni.</p>
<p>Concludo con una provocazione: <strong>dimentichiamo i compiti a casa</strong>, lavoriamo di più a scuola e non dimentichiamo che l&#8217;intelligenza artificiale è dietro l&#8217;angolo e che i nostri studenti sono esperti informatici che dialogano e colloquiano con l&#8217;AI quotidianamente, anche quando devono fare i compiti a casa!</p>
<p>L'articolo <a href="https://istitutopascalchieri.it/che-cosa-pensiamo-noi-dei-compiti-a-casa/">Che cosa pensiamo noi dei compiti a casa?</a> proviene da <a href="https://istitutopascalchieri.it">Istituto Pascal Chieri</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Diario dal programma Erasmus (2° puntata)</title>
		<link>https://istitutopascalchieri.it/diario-dal-programma-erasmus-2-puntata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ipc@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2025 09:48:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Erasmus]]></category>
		<category><![CDATA[Holden]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://istitutopascalchieri.it/?p=4393</guid>

					<description><![CDATA[<p>Riflessioni sulla lettura: un libro nello zaino Ci troviamo nuovamente in Polonia,<a href="https://istitutopascalchieri.it/diario-dal-programma-erasmus-2-puntata/"> ...</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://istitutopascalchieri.it/diario-dal-programma-erasmus-2-puntata/">Diario dal programma Erasmus (2° puntata)</a> proviene da <a href="https://istitutopascalchieri.it">Istituto Pascal Chieri</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Riflessioni sulla lettura: un libro nello zaino</h3>
<p>Ci troviamo nuovamente in <strong>Polonia</strong>, precisamente a <strong>Cracovia</strong>. Questa è la <strong>seconda puntata</strong> del mio diario, scritto durante il soggiorno a Cracovia, in <strong>visita alla scuola Da Vinci</strong> e alla <strong>scuola Mazzarello</strong>, grazie al programma <strong>Erasmus</strong>.</p>
<p>Al ritorno in Italia, dopo qualche riflessione e osservazione sulle nostre classi, è emersa <strong>un&#8217;argomentazione importante</strong>, che nella naturalezza della scuola si darebbe per scontata: <strong>la lettura</strong>. Non parliamo di lettura di libri di testo, bensì della lettura costante e continuativa di libri per ragazzi, in particolare di romanzi. La mia riflessione parte dall&#8217;ambiente scolastico. Mi giro attorno, entro nelle classi, esploro gli ambienti: ovunque ci sono scaffali zeppi di libri ordinatamente disposti. Ci sono scaffali nel corridoio, in classe. Dietro a una porta segnalata con un cartello che evidentemente in polacco significa &#8220;<strong>biblioteca</strong>&#8220;, mi trovo in un immenso spazio suddiviso da librerie, scaffali bassi, tavoli e tappeti. Sono arrivata nella biblioteca.</p>
<p>Chi legge potrebbe pensare che, trattandosi di una scuola, la presenza di libri sia normale, proprio come in un negozio di barbiere si trovano le forbici e in cucina troviamo pentole e mestoli. Ciò che mi stupisce della scuola Da Vinci è che questi scaffali vengono utilizzati; i libri vengono selezionati, letti e riposti. Se penso alle biblioteche delle scuole italiane, <strong>mi rammarico poiché il patrimonio di libri accumulato nel tempo non è sfruttato dai ragazzi</strong>. A volte manca il bibliotecario, o semplicemente gli studenti non vengono abituati settimanalmente a prendere un libro in prestito, leggerlo e riportarlo. Mi immagino un po&#8217; le nostre biblioteche polverose, oscure, poiché dimenticate in fondo all&#8217;elenco delle attrezzature, soppiantate dagli ambienti che ospitano tablet e nuove tecnologie.</p>
<p>Le scuole che abbiamo visitato ci hanno fornito uno spaccato reale dell&#8217;approccio ai libri e alla lettura tipica delle scuole polacche. Ogni bambino ha nella propria cartella un libro che sceglie liberamente, un&#8217;opera che cattura la sua attenzione e lo porta a esplorare mondi lontani, a immergersi in storie di fantascienza con navette spaziali e extraterrestri, o anche in misteri avvincenti che stuzzicano la sua curiosità.</p>
<p><strong>La lettura viene vista non come un obbligo</strong>, <strong>ma come un’attività naturale</strong>, una continuazione delle giornate, al pari di una partita a calcio o delle avventure nei mondi dei Pokémon. Ho osservato una biblioteca ben organizzata, con bambini di 8 e 9 anni distesi sul pavimento, ognuno con il proprio libro, assorti nella lettura come se si trovassero davanti a un film coinvolgente.</p>
<p>Mi viene spontanea una domanda: <strong>quanti bambini in una scuola italiana si recano liberamente in biblioteca e scelgono un libro per i propri momenti di svago?</strong> Lascio a voi questa riflessione: dovremmo fare di più per avvicinare i nostri bambini al mondo della lettura? Nonostante i più importanti sociologi scrivano ogni giorno sui blog che la lettura offre numerosi benefici, come la tranquillità e la concentrazione, perché la maggior parte dei nostri studenti non legge neanche un romanzo completo in un intero anno scolastico?</p>
<p>Recentemente, ho avuto un&#8217;interessante conversazione con le mie amiche libraie della Libreria della Torre di Chieri riguardo all&#8217;importanza di avvicinare i più piccoli alla lettura fin dall&#8217;inizio. Elena e Giorgia osservano <strong>un calo repentino anche negli adulti che leggono</strong>. Lo zoccolo duro dei lettori ha un&#8217;età media di 55 anni. Cosa capiterà all&#8217;immenso patrimonio culturale stampato sulla carta quando i baby boomer non ci saranno più? Questa è la domanda che da tempo rimbalza fra coloro che amano i libri.</p>
<p>Con le librerie stiamo progettando una serie di <strong>laboratori di lettura rivolti ai bambini</strong>, che lavorando su tecniche di interpretazione e modulazione della voce, aiutino il bambino a comprendere il testo e, allo stesso tempo, a immedesimarsi nella storia.</p>
<p>L’obiettivo è accendere in loro quella scintilla che li porti a portare sempre con sé un libro nello zaino, pronto per qualsiasi occasione. <strong>Immaginate un bambino che</strong>, mentre aspetta in coda lo scuolabus, <strong>invece di guardare lo smartphone della mamma, prende il suo libro e inizia a leggere</strong>. Questo è ciò che desideriamo trasmettere: un amore per la lettura che possa accompagnarli in ogni momento della loro vita.</p>
<p>L'articolo <a href="https://istitutopascalchieri.it/diario-dal-programma-erasmus-2-puntata/">Diario dal programma Erasmus (2° puntata)</a> proviene da <a href="https://istitutopascalchieri.it">Istituto Pascal Chieri</a>.</p>
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