Scegliere la scuola primaria per un bambino è una delle prime grandi decisioni che una famiglia si trova ad affrontare. Non stiamo scegliendo semplicemente una scuola, ma un luogo nel quale nostro figlio trascorrerà cinque anni importanti della sua vita. Cinque anni nei quali crescerà, imparerà a leggere e a scrivere, costruirà amicizie, incontrerà le prime difficoltà e scoprirà molto di sé.
Come si fa, allora, a capire quale sia la scuola giusta?
Io credo che non basti partecipare a un Porte Aperte, ascoltare la presentazione del progetto educativo o visitare delle belle aule. Sono tutte cose importanti, naturalmente, ma non sono sufficienti.
Una scuola bisogna conoscerla davvero.
Innanzitutto, credo sia importante conoscere la sua storia. Da quanti anni esiste? Quale percorso ha compiuto? Quali persone l’hanno costruita e quali valori ha saputo conservare nel tempo?
La storicità di una scuola, soprattutto quando appartiene a un gruppo scolastico che accompagna i ragazzi attraverso diversi gradi di istruzione, rappresenta un elemento importante. Significa poter conoscere un’esperienza educativa che si è sviluppata negli anni, che ha attraversato generazioni di studenti e che può essere raccontata anche da chi l’ha vissuta.
E qui arriviamo a un punto che considero fondamentale: parlare con gli altri genitori.
Non soltanto con il gestore della scuola, con la direzione o con gli insegnanti. Bisogna cercare le famiglie che hanno già affidato i propri figli a quella scuola, ascoltare le loro esperienze, fare domande, anche quelle più semplici, magari quelle che durante un incontro ufficiale non ci verrebbe spontaneo fare.
Come si è trovato vostro figlio? Era felice di andare a scuola? Quando avete avuto una difficoltà, vi siete sentiti ascoltati? Rifareste la stessa scelta?
Sono domande che raccontano molto più di una brochure.
E poi bisogna osservare. Guardare come le persone si parlano, come gli insegnanti si rivolgono ai bambini, come i genitori si sentono parte della vita scolastica.
Bisogna cercare l’empatia, l’umanità, quella capacità di accogliere che non si può scrivere in un programma didattico.
A volte è proprio fra le pieghe di una conversazione che arriva quel piccolo guizzo, quella sensazione improvvisa che ci fa pensare: ecco, questa è la scuola per mio figlio.
Sembra un compito difficile, ma io penso che sia molto più semplice di quanto immaginiamo. Perché quando scegliamo una scuola per i nostri figli, soprattutto quando sono ancora piccoli e stanno per iniziare il loro percorso alla primaria, non scegliamo soltanto con la testa.
Scegliamo anche, e forse soprattutto, con il cuore.
È proprio partendo da questa convinzione che alla Daisy, la nostra scuola primaria, abbiamo scelto di aprire le porte alle famiglie non soltanto durante gli incontri di presentazione.
Abitualmente invitiamo i bambini a trascorrere un’intera giornata nelle nostre classi, insieme ai futuri compagni. È un’occasione preziosa per conoscere gli insegnanti, vivere la quotidianità della scuola e cominciare a sentirsi parte di un gruppo.
Ma invitiamo anche i genitori a partecipare alle nostre assemblee, alle feste, ai momenti nei quali la comunità scolastica si ritrova.
Perché?
Perché vogliamo che possano parlare liberamente con gli altri genitori, conoscere le famiglie, osservare le relazioni che si sono create negli anni. Vogliamo che possano respirare il clima della scuola, senza sentirsi semplicemente degli ospiti ai quali dobbiamo presentare qualcosa.
Una scuola è fatta certamente di insegnanti preparati, di programmi, di metodi educativi e di organizzazione. Ma è fatta soprattutto di persone.
E sono le persone, con il loro calore, la loro disponibilità e la loro umanità, a trasformare una scuola in un luogo nel quale un bambino può sentirsi accolto e crescere serenamente.
Non credo che una scuola debba convincere a tutti i costi una famiglia a iscrivere il proprio figlio. Credo piuttosto che debba farsi conoscere per quello che è, lasciando ai genitori il tempo e la libertà di capire se è davvero il luogo che stanno cercando.
Alla Daisy cerchiamo di fare proprio questo.
Apriamo le nostre classi, condividiamo i nostri momenti di vita scolastica, mettiamo in contatto le famiglie, perché sappiamo che la fiducia non nasce da una bella presentazione, ma dalla conoscenza.
E quando un genitore, dopo averci conosciuto, ci dice che riesce a immaginare il proprio bambino felice fra quelle persone, io penso che abbia già trovato la risposta che cercava.
Perché scegliere la scuola primaria significa affidare a qualcuno cinque anni dell’infanzia di nostro figlio.
E per una scelta così importante, la ragione deve trovare tutte le risposte. Ma l’ultima parola, molto spesso, spetta al cuore.
Nicoletta Coppo
