Riflessioni sulla lettura: un libro nello zaino
Ci troviamo nuovamente in Polonia, precisamente a Cracovia. Questa è la seconda puntata del mio diario, scritto durante il soggiorno a Cracovia, in visita alla scuola Da Vinci e alla scuola Mazzarello, grazie al programma Erasmus.
Al ritorno in Italia, dopo qualche riflessione e osservazione sulle nostre classi, è emersa un’argomentazione importante, che nella naturalezza della scuola si darebbe per scontata: la lettura. Non parliamo di lettura di libri di testo, bensì della lettura costante e continuativa di libri per ragazzi, in particolare di romanzi. La mia riflessione parte dall’ambiente scolastico. Mi giro attorno, entro nelle classi, esploro gli ambienti: ovunque ci sono scaffali zeppi di libri ordinatamente disposti. Ci sono scaffali nel corridoio, in classe. Dietro a una porta segnalata con un cartello che evidentemente in polacco significa “biblioteca“, mi trovo in un immenso spazio suddiviso da librerie, scaffali bassi, tavoli e tappeti. Sono arrivata nella biblioteca.
Chi legge potrebbe pensare che, trattandosi di una scuola, la presenza di libri sia normale, proprio come in un negozio di barbiere si trovano le forbici e in cucina troviamo pentole e mestoli. Ciò che mi stupisce della scuola Da Vinci è che questi scaffali vengono utilizzati; i libri vengono selezionati, letti e riposti. Se penso alle biblioteche delle scuole italiane, mi rammarico poiché il patrimonio di libri accumulato nel tempo non è sfruttato dai ragazzi. A volte manca il bibliotecario, o semplicemente gli studenti non vengono abituati settimanalmente a prendere un libro in prestito, leggerlo e riportarlo. Mi immagino un po’ le nostre biblioteche polverose, oscure, poiché dimenticate in fondo all’elenco delle attrezzature, soppiantate dagli ambienti che ospitano tablet e nuove tecnologie.
Le scuole che abbiamo visitato ci hanno fornito uno spaccato reale dell’approccio ai libri e alla lettura tipica delle scuole polacche. Ogni bambino ha nella propria cartella un libro che sceglie liberamente, un’opera che cattura la sua attenzione e lo porta a esplorare mondi lontani, a immergersi in storie di fantascienza con navette spaziali e extraterrestri, o anche in misteri avvincenti che stuzzicano la sua curiosità.
La lettura viene vista non come un obbligo, ma come un’attività naturale, una continuazione delle giornate, al pari di una partita a calcio o delle avventure nei mondi dei Pokémon. Ho osservato una biblioteca ben organizzata, con bambini di 8 e 9 anni distesi sul pavimento, ognuno con il proprio libro, assorti nella lettura come se si trovassero davanti a un film coinvolgente.
Mi viene spontanea una domanda: quanti bambini in una scuola italiana si recano liberamente in biblioteca e scelgono un libro per i propri momenti di svago? Lascio a voi questa riflessione: dovremmo fare di più per avvicinare i nostri bambini al mondo della lettura? Nonostante i più importanti sociologi scrivano ogni giorno sui blog che la lettura offre numerosi benefici, come la tranquillità e la concentrazione, perché la maggior parte dei nostri studenti non legge neanche un romanzo completo in un intero anno scolastico?
Recentemente, ho avuto un’interessante conversazione con le mie amiche libraie della Libreria della Torre di Chieri riguardo all’importanza di avvicinare i più piccoli alla lettura fin dall’inizio. Elena e Giorgia osservano un calo repentino anche negli adulti che leggono. Lo zoccolo duro dei lettori ha un’età media di 55 anni. Cosa capiterà all’immenso patrimonio culturale stampato sulla carta quando i baby boomer non ci saranno più? Questa è la domanda che da tempo rimbalza fra coloro che amano i libri.
Con le librerie stiamo progettando una serie di laboratori di lettura rivolti ai bambini, che lavorando su tecniche di interpretazione e modulazione della voce, aiutino il bambino a comprendere il testo e, allo stesso tempo, a immedesimarsi nella storia.
L’obiettivo è accendere in loro quella scintilla che li porti a portare sempre con sé un libro nello zaino, pronto per qualsiasi occasione. Immaginate un bambino che, mentre aspetta in coda lo scuolabus, invece di guardare lo smartphone della mamma, prende il suo libro e inizia a leggere. Questo è ciò che desideriamo trasmettere: un amore per la lettura che possa accompagnarli in ogni momento della loro vita.
