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	<title>Istituto Pascal Chieri</title>
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	<title>Istituto Pascal Chieri</title>
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		<title>Le tre scuole Internazionali bilingue di Chieri: innovazione e formazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ipc@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 06:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Daisy]]></category>
		<category><![CDATA[Holden]]></category>
		<category><![CDATA[Linguistico]]></category>
		<category><![CDATA[Scientifico]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze Umane]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://istitutopascalchieri.it/le-tre-scuole-internazionali-bilingue-di-chieri-innovazione-e-formazione/">Le tre scuole Internazionali bilingue di Chieri: innovazione e formazione</a> proviene da <a href="https://istitutopascalchieri.it">Istituto Pascal Chieri</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Chieri, cittadina di origini medievali vicino a Torino, è sede di tre istituzioni educative di rilievo: la scuola elementare Daisy, la scuola media Holden e i licei Pascal. Queste scuole sono un esempio di come il sistema educativo possa combinare un’istruzione di qualità con un approccio innovativo e internazionale. In questo articolo, esploreremo tre aspetti distintivi di queste tre scuole, rinomate fra le <strong>scuole paritarie di Torino</strong>: il laboratorio di robotica e STEM, l’insegnamento della materia &#8220;dibattito&#8221; o &#8220;debat&#8221; e il curriculum Cambridge.</p>
<h2>Laboratori Stem e scuola con lingua cinese a Torino</h2>
<p>Le <strong>scuole internazionali bilingue</strong> di Chieri offrono agli studenti un laboratorio di robotica che rappresenta un elemento fondamentale del programma STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics).<br />
In genere i genitori si chiedono qual è il <strong>significato di Stem</strong>?<br />
STEM indica l&#8217;insieme delle quattro discipline sopracitate unitamente ad un approccio didattico che le integra per risolvere problemi del mondo reale, stimolare l&#8217;innovazione e preparare agli studi e alle carriere in questi settori.<br />
Questo approccio basato sul &#8220;<strong>learning by doing</strong>&#8221; ossia <strong>imparare facendo</strong> permette agli studenti di acquisire competenze pratiche fin dalla giovane età.</p>
<p>Alla Scuola Elementare Daisy già dai primi anni, i bambini possono partecipare a progetti semplici, come la costruzione di robot utilizzando kit di robotica educativa, come LEGO WeDo. Per esempio, possono programmare i loro robot affinché eseguano compiti basilari, come seguire una linea tracciata o suonare una melodia. Queste attività allenano la curiosità scientifica e introducono concetti fondamentali di programmazione e ingegneria, creando un ambiente di apprendimento stimolante.</p>
<p>Alla Holden, <strong>Middle school</strong> o media, il programma diventa più avanzato. Gli studenti possono lavorare su progetti complessi, come la creazione di droni o robot autonomi utilizzando piattaforme come Arduino o Raspberry Pi. Un esempio concreto è il progetto di costruzione di un robot che deve rilevare ostacoli e navigare in uno spazio definito. Attraverso queste attività, gli studenti imparano non solo i concetti STEM, ma anche abilità come il lavoro di squadra e la risoluzione di problemi.<br />
Al liceo scientifico Pascal gli studenti si dedicano a studi più approfonditi. Ogni anno è possibile focalizzarsi su temi specifici: nel primo anno, si potrebbe progettare un braccio robotico programmabile; nel secondo anno, un progetto sulle energie rinnovabili potrebbe richiedere l&#8217;assemblaggio di un robot solare. Nel terzo anno, potrebbero esplorare il machine learning creando un software che riconosce immagini o suoni. Negli anni quarto e quinto, gli studenti possono lavorare a progetti di ricerca avanzata, come l&#8217;utilizzo di algoritmi per ottimizzare l&#8217;efficienza di un sistema robotico.</p>
<p>L&#8217;insegnamento della materia di dibattito o &#8220;<strong>debate</strong>&#8221; è un altro elemento distintivo delle scuole di Chieri, progettato per stimolare il pensiero critico e l&#8217;abilità di argomentazione degli studenti. Il &#8220;<strong>debate</strong>&#8221; nelle scuole internazionali è un metodo didattico basato su un confronto argomentativo regolato tra due squadre su una specifica mozione, che sviluppa competenze trasversali come il pensiero critico, il lavoro di squadra, l&#8217;oratoria e l&#8217;uso di una lingua straniera.<br />
Quali sono gli <strong>argomenti di dibattito</strong>?<br />
Gli <strong>argomenti di dibattito</strong> coprono temi politici, economici, sociali e di diritti umani, ma possono anche includere questioni relative alla filosofia, al diritto, all&#8217;etica e alle materie scolastiche come scienza e storia. L&#8217;obiettivo è analizzare questioni complesse, sviluppare il pensiero critico e affinare le capacità oratorie e di argomentazione.</p>
<p>A partire dalla quinta elementare, gli alunni affrontano argomenti attuali e rilevanti, preparandosi per il futuro, inclusi percorsi come il International Baccalaureate Diploma o <strong>Ib</strong>. In un mondo dove le capacità comunicative e di leadership sono fondamentali, queste lezioni forniscono agli studenti gli strumenti necessari per esprimere le proprie opinioni in modo articolato e persuasivo.</p>
<p>Alla Daisy, negli ultimi due anni, le lezioni di dibattito si concentrano su temi accessibili e coinvolgenti. Gli studenti partecipano a discussioni su argomenti semplici, come &#8220;Dovremmo avere una mensa scolastica più salutare?&#8221; Qui, imparano a formulare le loro opinioni e a ascoltare quelle dei compagni. Attraverso giochi di ruolo e simulazioni, possono impersonare figure storiche o personaggi famosi, rendendo l&#8217;interazione più vivace e formativa.</p>
<p>Alla scuola media Holden, il &#8220;<strong>debate</strong>&#8221; si struttura in modo più complesso. Gli studenti affrontano temi come &#8220;L&#8217;uso dei social media è più dannoso che utile?&#8221; In gruppi, preparano argomentazioni e controargomentazioni, sviluppando capacità di ricerca e analisi critica. Organizzando dibattiti formali, dove due squadre si confrontano, gli studenti imparano a sostenere le proprie idee con fonti affidabili, praticando così l&#8217;arte della retorica e ricevendo feedback dai compagni e docenti.</p>
<p>Nelle classi del Liceo Pascal il dibattito si trasforma in un&#8217;opportunità per affrontare questioni globali e sociali. Gli studenti partecipano a competizioni di dibattito, affinando le loro abilità nel presentare argomenti complessi. Possono affrontare domande provocatorie come &#8220;È giusto limitare la libertà di espressione per motivi di sicurezza?&#8221; Gli studenti devono non solo difendere le loro tesi ma anche anticipare le obiezioni. Attraverso l&#8217;analisi di dibattiti pubblici e la pratica di tecniche di comunicazione, sviluppano competenze essenziali per la loro vita futura.<br />
Le scuole dell&#8217;Istituto Pascal di Chieri hanno scelto di introdurre la materia &#8220;<strong>debate</strong>&#8221; nel curriculum per avvicinarsi sempre di più al modello di scuola internazionale. Questa scelta favorisce l&#8217;acquisizione di abilità comunicative essenziali, incoraggia gli studenti verso il rispetto e la comprensione delle diverse culture e punti di vista, essenziali in un contesto globalizzato.</p>
<p>Infine, il curriculum Cambridge rappresenta un punto di forza delle <strong>scuole superiori a Torino</strong> e provincia, e delle <strong>scuole medie a Torino</strong> e provincia. Nel nostro caso la scuola media internazionale Holden e la scuola elementare Daisy con il Curriculum Cambridge offrono un percorso educativo standardizzato e di alta qualità riconosciuto a livello internazionale. Gli studenti della Lower secondary schools o scuola secondaria di primo grado Holden<br />
che scelgono il curriculum Cambridge hanno l&#8217;opportunità di prepararsi per l’International Baccalaureate Diploma Program, o per il doppio diploma americano, titoli che aprono le porte a università prestigiose in tutto il mondo. Grazie a questo curriculum, non solo acquisiscono conoscenze avanzate, ma sviluppano anche competenze trasversali preziose per il mondo del lavoro e per la vita quotidiana.</p>
<p>Le <strong>scuole internazionali bilingue</strong> di Chieri, attraverso i loro laboratori di robotica e STEM, l’insegnamento della materia di dibattito e il curriculum Cambridge, offrono un&#8217;educazione di alta qualità che prepara gli studenti ad affrontare con successo le sfide del mondo globalizzato. Le esperienze pratiche e formative rendono gli alunni protagonisti attivi del loro apprendimento, facendo di Chieri un punto di riferimento per l&#8217;<strong>istruzione bilingue</strong> nella regione.</p>
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		<title>Vaccinazioni obbligatorie e scuola: cosa succede se non vaccino mio figlio?</title>
		<link>https://istitutopascalchieri.it/vaccinazioni-obbligatorie-e-scuola-cosa-succede-se-non-vaccino-mio-figlio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ipc@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 06:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una delle domande che i genitori pongono più frequentemente riguarda le conseguenze<a href="https://istitutopascalchieri.it/vaccinazioni-obbligatorie-e-scuola-cosa-succede-se-non-vaccino-mio-figlio/"> ...</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://istitutopascalchieri.it/vaccinazioni-obbligatorie-e-scuola-cosa-succede-se-non-vaccino-mio-figlio/">Vaccinazioni obbligatorie e scuola: cosa succede se non vaccino mio figlio?</a> proviene da <a href="https://istitutopascalchieri.it">Istituto Pascal Chieri</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una delle domande che i genitori pongono più frequentemente riguarda le conseguenze del mancato adempimento degli obblighi vaccinali previsti dalla legge italiana. In particolare: un bambino non vaccinato può essere iscritto a scuola?<br />
La risposta è diversa a seconda del grado scolastico.<br />
La disciplina è contenuta nel Decreto-Legge 7 giugno 2017, n. 73, convertito con modificazioni dalla Legge 31 luglio 2017, n. 119, che ha introdotto l’obbligo di dieci vaccinazioni per i minori da 0 a 16 anni.</p>
<h3>Qual è la norma di riferimento?</h3>
<p>La disposizione fondamentale è l’articolo 3 del D.L. n. 73/2017, convertito dalla Legge<br />
n. 119/2017, il quale disciplina gli adempimenti vaccinali necessari per l’iscrizione ai servizi<br />
educativi e alle scuole.<br />
La norma distingue chiaramente tra:</p>
<ul>
<li>servizi educativi e scuola dell’infanzia (0-6 anni);</li>
<li>scuola primaria;</li>
<li>scuola secondaria di primo grado;</li>
<li>scuola secondaria di secondo grado.</li>
</ul>
<p>Questa differenza ha conseguenze molto importanti.</p>
<h3>Scuola dell’infanzia (asilo nido e scuola materna): senza vaccini non si può frequentare</h3>
<p>Per i bambini iscritti ai servizi educativi per l’infanzia e alla scuola dell’infanzia, il legislatore ha<br />
previsto la conseguenza più incisiva.</p>
<p>Se il genitore non dimostra:</p>
<ul>
<li>l’avvenuta vaccinazione;</li>
<li>oppure un’esenzione, un’omissione o un differimento per motivi sanitari;</li>
<li>oppure la richiesta formale di vaccinazione alla ASL,</li>
</ul>
<p><strong>il bambino non può essere ammesso alla frequenza della scuola dell’infanzia</strong>.<br />
Si tratta di una conseguenza prevista espressamente dall’art. 3 del D.L. n. 73/2017.</p>
<h3>Esempio pratico</h3>
<p>Marco ha quattro anni e i genitori decidono di non sottoporlo alle vaccinazioni obbligatorie.</p>
<p>La scuola dell’infanzia verifica, tramite la documentazione prevista dalla legge o attraverso lo scambio di dati con la ASL, che il minore non è in regola.<br />
In questo caso <strong>Marco non potrà frequentare la scuola dell’infanzia</strong>, sia essa statale sia paritaria.</p>
<h3>Scuola primaria (elementari): il bambino può essere iscritto e frequentare</h3>
<p>La situazione cambia completamente con l’inizio della scuola dell’obbligo.<br />
Per la <strong>scuola primaria</strong>, il mancato adempimento dell’obbligo vaccinale <strong>non comporta il divieto di iscrizione né quello di frequenza</strong>.<br />
Il dirigente scolastico è comunque tenuto a segnalare la situazione all’Azienda Sanitaria Locale, che avvia il procedimento previsto dalla legge.<br />
I genitori potranno essere convocati dalla ASL per regolarizzare la posizione vaccinale e, qualora persistano nell’inadempimento senza una valida giustificazione, potranno essere destinatari di una <strong>sanzione amministrativa da 100 a 500 euro</strong>, prevista dall’art. 1 del D.L. n. 73/2017.</p>
<h3>Esempio pratico</h3>
<p>Giulia deve iniziare la prima elementare ma non ha effettuato le vaccinazioni obbligatorie.<br />
La scuola <strong>non può rifiutare l’iscrizione né impedirne la frequenza</strong>.<br />
La posizione verrà però comunicata alla ASL, che inviterà i genitori a regolarizzare gli obblighi vaccinali e potrà applicare la sanzione amministrativa prevista dalla legge.</p>
<h3>Scuola secondaria di primo grado (scuola media): vale la stessa regola</h3>
<p>Le stesse disposizioni previste per la scuola primaria si applicano anche alla scuola<br />
secondaria di primo grado.<br />
Pertanto:</p>
<ul>
<li>l’alunno può essere iscritto;</li>
<li>può frequentare regolarmente le lezioni;</li>
<li>la scuola non può escluderlo dalla frequenza.</li>
</ul>
<p>Resta però fermo l’obbligo di comunicazione alla ASL e l’eventuale procedimento<br />
sanzionatorio nei confronti dei genitori.</p>
<h3>Esempio pratico</h3>
<p>Luca frequenta la prima media e i genitori hanno deciso di non effettuare le vaccinazioni obbligatorie.</p>
<p>Anche in questo caso <strong>la scuola non può impedirgli di frequentare</strong>, ma la ASL potrà avviare il procedimento previsto dalla legge e applicare la relativa sanzione amministrativa.</p>
<p><strong>Perché la legge distingue tra scuola dell’infanzia e scuola dell’obbligo?</strong></p>
<p>La scelta del legislatore nasce dal bilanciamento tra due interessi costituzionali:</p>
<ul>
<li>da un lato, la tutela della salute pubblica (art. 32 della Costituzione);</li>
<li>dall’altro, il diritto all’istruzione, che diventa obbligatorio a partire dalla scuola primaria.</li>
</ul>
<p>Per questo motivo, solo per i servizi educativi e la scuola dell’infanzia la mancanza delle<br />
vaccinazioni obbligatorie impedisce la frequenza.</p>
<p>Nella scuola dell’obbligo, invece, prevale il diritto del minore all’istruzione: l’alunno continua a<br />
frequentare, mentre le conseguenze dell’inadempimento ricadono sui genitori attraverso il<br />
procedimento amministrativo previsto dalla legge.</p>
<h3>Conclusioni</h3>
<p>In sintesi:</p>
<ul>
<li><strong>Scuola dell’infanzia (nido e materna)</strong>: senza le vaccinazioni obbligatorie il bambino<br />
non può frequentare la scuola.</li>
<li><strong>Scuola primaria</strong>: il bambino può essere iscritto e frequentare, ma i genitori possono<br />
essere convocati dalla ASL e sanzionati.</li>
<li><strong>Scuola secondaria di primo grado</strong>: valgono le stesse regole della scuola primaria.</li>
</ul>
<p>La normativa di riferimento è costituita principalmente dagli<strong> articoli 1, 3 e 3-bis del Decreto-</strong><br />
<strong>Legge n. 73/2017</strong>, convertito dalla <strong>Legge n. 119/2017</strong>, tuttora vigente.</p>
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		<item>
		<title>Disegno dal vero all’abbazia di Vezzolano</title>
		<link>https://istitutopascalchieri.it/disegno-dal-vero-allabbazia-di-vezzolano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ipc@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 06:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Holden]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chi erano quei ragazzi vestiti come gli studenti di Howard che hanno<a href="https://istitutopascalchieri.it/disegno-dal-vero-allabbazia-di-vezzolano/"> ...</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://istitutopascalchieri.it/disegno-dal-vero-allabbazia-di-vezzolano/">Disegno dal vero all’abbazia di Vezzolano</a> proviene da <a href="https://istitutopascalchieri.it">Istituto Pascal Chieri</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.01.48.jpeg"><img decoding="async" class="wp-image-2389 alignleft" src="https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.01.48.jpeg" alt="Uscita a Vezzolano" width="160" height="213" srcset="https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.01.48.jpeg 1200w, https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.01.48-225x300.jpeg 225w, https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.01.48-768x1024.jpeg 768w, https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.01.48-1152x1536.jpeg 1152w" sizes="(max-width: 160px) 100vw, 160px" /></a></p>
<p>Chi erano quei ragazzi vestiti come gli studenti di Howard che hanno visto aggirarsi fra le mura dell’abbazia di Vezzolano con un blocco da disegno sotto il braccio?</p>
<p>Erano i ragazzi della scuola media Holden accompagnati dalla loro professoressa di arte e dalla guida Raffaella Campagna.</p>
<p>Erano a Vezzolano con la professoressa Modesto a guardare con i loro occhi i particolari dello stile romanico e gotico appena studiato in classe.</p>
<p>La professoressa Valentina Modesto nell’ambito della preparazione Cambridge fin dal primo giorno di scuola ha insegnato ai ragazzi in lingua inglese la differenza fra i particolari gotici e i particolari romanici, fra bifore e trifore, ha mostrato ai ragazzi fantastici animali e motivi fitomorfi, insegnando loro l’arte del chiaroscuro.</p>
<p><a href="https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.02.29-3.jpeg"><img decoding="async" class="wp-image-2390 alignright" src="https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.02.29-3.jpeg" alt="Disegno dal vero all’abbazia di Vezzolano" width="160" height="213" srcset="https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.02.29-3.jpeg 1536w, https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.02.29-3-225x300.jpeg 225w, https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.02.29-3-768x1024.jpeg 768w, https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.02.29-3-1152x1536.jpeg 1152w" sizes="(max-width: 160px) 100vw, 160px" /></a>Con la guida Raffaella Campagna i ragazzi hanno scoperto una particolarità della facciata, ossia tre piatti incastrati nel tessuto murario a fianco della Madonna, hanno osservato fossili e conchiglie emergere sulla superficie della pietra che compone la parte bassa del monumento.</p>
<p>L’interno in semi ombra dell’abbazia ha liberato la fantasia dei nostri studenti: nella parte più oscura della navata l’ingresso originario è apparso in tutta la sua bellezza. I ragazzi guidati dalla professoressa hanno iniziato il lavoro di arte, dapprima con semplici schizzi e dopo con mano più sicura hanno riprodotto i particolari di un capitello.</p>
<p>Raffaella Campagna ha portato i ragazzi dietro l’altare a cercare le tracce del passaggio del re di Francia per poi passare alla descrizione degli affreschi del portico del chiostro.</p>
<p>Il rilievo architettonico è stato interrotto da una breve ma intensa passeggiata nel bosco, dove i ragazzi hanno osservato animali che hanno ispirato i maestri scultori nella creazione dei decori antropomorfi.</p>
<p>Tornati all’abbazia gli studenti hanno ripreso il lavoro, concentrati sul fronte principale con matite e carboncino hanno riprodotto la visione d’insieme.</p>
<p><a href="https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.01.36.jpeg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-2391" src="https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.01.36.jpeg" alt="" width="1600" height="900" srcset="https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.01.36.jpeg 1600w, https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.01.36-300x169.jpeg 300w, https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.01.36-1024x576.jpeg 1024w, https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.01.36-768x432.jpeg 768w, https://istitutopascalchieri.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-09-27-at-14.01.36-1536x864.jpeg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></a></p>
<p>Al tramonto gli studenti hanno salutato un’ultima volta l’abbazia , mentre la professoressa Modesto leggeva Notizie e documenti riguardanti la chiesa e prepositura di S. Maria di Vezzolano nel Monferrato ed illustrate con disegni dal Conte Edoardo Mella dello storico Barone Giuseppe Manuel di S. Giovanni.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Dalla Scuola Senza Zaino alla Scuola Media Holden di Chieri: una continuità educativa naturale</title>
		<link>https://istitutopascalchieri.it/dalla-scuola-senza-zaino-alla-scuola-media-holden-di-chieri-una-continuita-educativa-naturale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ipc@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 06:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni sempre più famiglie hanno scelto la Scuola Senza Zaino,<a href="https://istitutopascalchieri.it/dalla-scuola-senza-zaino-alla-scuola-media-holden-di-chieri-una-continuita-educativa-naturale/"> ...</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://istitutopascalchieri.it/dalla-scuola-senza-zaino-alla-scuola-media-holden-di-chieri-una-continuita-educativa-naturale/">Dalla Scuola Senza Zaino alla Scuola Media Holden di Chieri: una continuità educativa naturale</a> proviene da <a href="https://istitutopascalchieri.it">Istituto Pascal Chieri</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi anni sempre più famiglie hanno scelto la Scuola Senza Zaino, un modello educativo nato in Italia grazie al pedagogista <strong>Marco Orsi</strong>, che mette al centro lo studente attraverso i valori di <strong>responsabilità</strong>, <strong>ospitalità</strong> e <strong>condivisione</strong>.</p>
<p>Lontana dalla tradizionale didattica frontale, la Scuola Senza Zaino propone un apprendimento attivo, collaborativo ed esperienziale, in cui i bambini imparano facendo, sperimentando e lavorando insieme. Un approccio che sviluppa autonomia, senso critico e capacità relazionali, accompagnando gli alunni in un percorso di crescita che va ben oltre le sole conoscenze scolastiche.</p>
<p>Per molte famiglie della provincia di Torino, al termine della quinta primaria emerge una domanda importante: come dare continuità a questo percorso educativo anche nella scuola secondaria?<br />
Per gli studenti che hanno frequentato una scuola Senza Zaino, la Scuola Media Holden di Chieri rappresenta una naturale prosecuzione del cammino intrapreso, grazie a una proposta didattica che condivide gli stessi valori educativi e una visione moderna dell’apprendimento.</p>
<h3>Il metodo finlandese al centro del progetto Holden</h3>
<p>La Scuola Media Holden ha scelto di ispirarsi ai principi del <strong>modello educativo finlandese</strong>, riconosciuto a livello internazionale per la sua capacità di coniugare qualità dell’apprendimento, benessere degli studenti e sviluppo delle competenze personali.</p>
<p>Un elemento distintivo del progetto è la grande attenzione dedicata alla formazione degli insegnanti. Attraverso i <strong>progetti Erasmus+</strong>, i docenti della Holden hanno l’opportunità di visitare scuole, partecipare a corsi di aggiornamento e confrontarsi direttamente con le migliori realtà educative del Nord Europa. Questo consente di portare a Chieri pratichedidattiche innovative, sperimentate con successo nei sistemi scolastici più avanzati, e di tradurle in esperienze concrete per gli studenti.</p>
<p>Non si tratta semplicemente di adottare nuove metodologie, ma di costruire una cultura educativa capace di mettere realmente al centro il ragazzo, i suoi talenti e i suoi tempi di apprendimento.</p>
<h3>Le buone pratiche che rendono unica la Holden</h3>
<p>L’ispirazione ai modelli osservati nelle scuole finlandesi si traduce quotidianamente in attività<br />
che rendono la Holden una realtà educativa innovativa e dinamica.<br />
Lezioni all’aperto, uscite didattiche ed esperienziali, laboratori, progetti interdisciplinari e<br />
apprendimento attraverso l’esperienza diventano parte integrante della vita scolastica,<br />
permettendo ai ragazzi di sviluppare competenze concrete e una maggiore consapevolezza<br />
del mondo che li circonda.</p>
<p>Grande attenzione viene dedicata anche all’organizzazione dello studio. Per questo motivo gran parte dei <strong>compiti viene svolta a scuola</strong>, con il supporto degli insegnanti, favorendo autonomia, metodo e una migliore qualità del tempo familiare.</p>
<p>Tra le iniziative più apprezzate vi sono i progetti <strong>Genitori in Classe</strong> e <strong>Genitori in Cattedra</strong>, che coinvolgono attivamente le famiglie nella vita scolastica. Professioni, passioni, competenze ed esperienze personali diventano occasioni di apprendimento autentico e di incontro tra scuola e territorio.</p>
<p>A queste si affiancano lezioni condivise, attività cooperative, percorsi interdisciplinari e momenti di confronto che valorizzano il contributo di ogni studente, in piena sintonia con i principi di responsabilità, ospitalità e condivisione che caratterizzano anche il modello Senza Zaino.</p>
<h3>Un punto di riferimento per le famiglie della provincia di Torino</h3>
<p>Grazie a questa visione educativa, la <strong>Scuola Media Holden di Chieri</strong> è diventata negli anni un punto di riferimento per molte famiglie della provincia di Torino che cercano una scuola capace di accompagnare i ragazzi nella crescita personale oltre che nell’apprendimento.</p>
<p>Per gli studenti provenienti dalle scuole Senza Zaino, la Holden rappresenta una continuità educativa coerente e naturale. Allo stesso tempo, è una scelta sempre più apprezzata dalle famiglie che hanno intrapreso percorsi di istruzione parentale e desiderano un ambiente scolastico fondato sulla partecipazione attiva, sull’autonomia e sull’apprendimento esperienziale.</p>
<p>La Holden dimostra ogni giorno che è possibile fare scuola in modo diverso: una scuola che non si limita a trasmettere contenuti, ma che forma cittadini consapevoli, responsabili e pronti ad affrontare il futuro con curiosità, competenza e fiducia nelle proprie capacità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://istitutopascalchieri.it/dalla-scuola-senza-zaino-alla-scuola-media-holden-di-chieri-una-continuita-educativa-naturale/">Dalla Scuola Senza Zaino alla Scuola Media Holden di Chieri: una continuità educativa naturale</a> proviene da <a href="https://istitutopascalchieri.it">Istituto Pascal Chieri</a>.</p>
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		<title>Bus Torino-Chieri per la scuola: quando il viaggio diventa parte dell’esperienza educativa</title>
		<link>https://istitutopascalchieri.it/bus-torino-chieri-per-la-scuola-quando-il-viaggio-diventa-parte-dellesperienza-educativa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ipc@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 10:05:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C’è stato un tempo in cui lo scuolabus era molto più di<a href="https://istitutopascalchieri.it/bus-torino-chieri-per-la-scuola-quando-il-viaggio-diventa-parte-dellesperienza-educativa/"> ...</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://istitutopascalchieri.it/bus-torino-chieri-per-la-scuola-quando-il-viaggio-diventa-parte-dellesperienza-educativa/">Bus Torino-Chieri per la scuola: quando il viaggio diventa parte dell’esperienza educativa</a> proviene da <a href="https://istitutopascalchieri.it">Istituto Pascal Chieri</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>C’è stato un tempo in cui lo scuolabus era molto più di un semplice mezzo di trasporto.<br />
Bastava salire a bordo per ritrovarsi in un piccolo mondo fatto di amicizie, risate, compiti completati all’ultimo minuto e conversazioni che accompagnavano il tragitto verso la scuola.</p>
<p>Oggi quel ruolo non è cambiato, ma si è evoluto per rispondere alle esigenze delle famiglie moderne.<br />
Sempre più genitori, infatti, sono disposti a percorrere qualche chilometro in più pur di scegliere una scuola che offra un progetto educativo di qualità. È il caso della scuola media Holden di Chieri, che negli anni è diventata un punto di riferimento non solo per il territorio chierese, ma anche per numerose famiglie provenienti da Torino e dai comuni limitrofi.</p>
<h3>Una proposta formativa internazionale che attira studenti da Torino e provincia</h3>
<p>La Holden ha costruito la propria identità su un modello educativo innovativo, ispirato all’esperienza finlandese e orientato allo sviluppo delle competenze. A questo si aggiungono il percorso Cambridge per la lingua inglese e lo studio del cinese come terza lingua grazie alla collaborazione con l’Istituto Confucio.</p>
<p>Questa visione internazionale spinge molte famiglie a valutare l’istituto indipendentemente dalla distanza da casa. La scelta della scuola, infatti, dipende sempre più dalla qualità dell’offerta formativa e sempre meno dalla semplice vicinanza geografica.</p>
<h3>Servizio navetta scuola: una soluzione concreta per le famiglie</h3>
<p>Quando una scuola accoglie studenti provenienti da aree diverse, la logistica diventa un elemento fondamentale. Per molti genitori il vero problema non è individuare il percorso educativo migliore, ma riuscire a conciliare gli orari scolastici con quelli lavorativi.<br />
Per questo motivo la Holden ha sviluppato negli anni un efficiente servizio navetta scuola, pensato per semplificare gli spostamenti quotidiani degli studenti e garantire alle famiglie una maggiore tranquillità organizzativa.</p>
<p>La possibilità di contare su un trasporto dedicato rappresenta oggi un valore aggiunto sempre più richiesto da chi cerca una scuola capace di offrire non solo una didattica di qualità, ma anche servizi concreti a supporto della vita familiare.</p>
<h3>Bus Torino-Chieri: collegamenti comodi e organizzati</h3>
<p>Uno dei servizi più apprezzati è il collegamento bus Torino-Chieri, che consente agli studenti di raggiungere la scuola in modo sicuro e organizzato.<br />
La giornata scolastica inizia con la partenza dalle fermate predisposte e prosegue con le attività didattiche fino al pomeriggio, includendo anche lo studio assistito e il supporto ai compiti. Al termine della giornata, gli studenti possono rientrare a casa utilizzando lo stesso servizio, senza richiedere spostamenti aggiuntivi ai genitori.</p>
<p>Grazie al bus Torino-Chieri, le famiglie possono gestire con maggiore serenità gli impegni quotidiani, mentre gli studenti vivono un’esperienza scolastica completa e ben organizzata.</p>
<h3>Scuola con navetta Torino: un servizio che si adatta alle esigenze degli studenti</h3>
<p>Uno degli aspetti distintivi del servizio è la sua flessibilità. Ogni anno il percorso viene aggiornato sulla base delle residenze degli iscritti, così da rispondere alle reali necessità delle famiglie e ottimizzare gli spostamenti.</p>
<p>Questa attenzione all’organizzazione rende la Holden una vera scuola con navetta Torino, in grado di accogliere studenti provenienti da diverse zone della città e della provincia senza creare difficoltà logistiche.</p>
<p>La presenza di una navetta dedicata permette inoltre di ampliare le opportunità di scelta per le famiglie che desiderano accedere a un’offerta formativa qualificata senza dover affrontare ogni giorno lunghi trasferimenti in auto.</p>
<h3>Scuola con bus Torino: perché il trasporto scolastico è sempre più importante</h3>
<p>Oggi una <strong>scuola con bus Torino</strong> rappresenta una risposta concreta alle esigenze di molte famiglie. La possibilità di contare su un servizio di trasporto organizzato contribuisce infatti a migliorare la qualità della vita quotidiana e rende più accessibili percorsi educativi di alto livello.<br />
Il tragitto verso la scuola continua inoltre a mantenere una dimensione educativa e relazionale. Durante il viaggio si chiacchiera, si ripassa una lezione, si condividono interessi e si costruiscono amicizie che spesso accompagnano gli studenti per anni.<br />
In fondo, anche nell’era degli smartphone e delle chat, il viaggio resta uno dei primi momenti della giornata scolastica. E forse è proprio questo il motivo per cui, ancora oggi, il percorso verso la scuola rappresenta molto più di un semplice spostamento: è l’inizio di un’esperienza di crescita, apprendimento e condivisione.</p>
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		<title>Perché si celebra il Nelson Mandela Day?</title>
		<link>https://istitutopascalchieri.it/perche-si-celebra-il-nelson-mandela-day/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ipc@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 06:00:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Forse semplicemente perché è stato insignito del premio Nobel per la Pace.<a href="https://istitutopascalchieri.it/perche-si-celebra-il-nelson-mandela-day/"> ...</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Forse semplicemente perché è stato insignito del premio <strong>Nobel per la Pace</strong>. Oppure perché nel 1994 è stato eletto <strong>Presidente del Sudafrica</strong> nelle prime elezioni a suffragio universale, guidando il Paese in una delle transizioni democratiche più importanti della storia contemporanea. Oppure ancora perché ha contribuito a smantellare il sistema della apartheid, gettando le basi per una nuova democrazia. O, infine, per i suoi 27 anni di prigionia, trascorsi dopo essere stato condannato nel celebre <strong>Processo di Rivonia</strong>.<br />
Ci sono tanti motivi per celebrare <strong>Nelson Mandela</strong>. Il primo, secondo me, è che è stato un pacificatore. Al di là del Nobel e dei riconoscimenti internazionali, è stato un uomo che ha creduto realmente nel potere delle parole, del dialogo e della riconciliazione. Ed è forse questo che lo rende ancora oggi una figura così importante.</p>
<p>Non tutti sanno che Mandela, prima di diventare il simbolo della lotta contro l’apartheid era un avvocato. Insieme a Oliver Tambo aprì uno dei primi studi legali del Sudafrica gestiti da professionisti neri. Per molti era l’unico posto dove poter trovare qualcuno disposto ad ascoltare le ingiustizie subite ogni giorno.</p>
<p>Quando venne arrestato e condannato all’ergastolo trascorse gran parte della sua vita a Robben Island. Ventisette anni sono un tempo difficile anche solo da immaginare. Eppure il carcere non riuscì a cambiare il suo modo di vedere il futuro. Quando uscì, nel 1990, non parlò di vendetta ma di riconciliazione. È forse questa la lezione più grande che ci ha lasciato.</p>
<p>È importante non dimenticare Nelson Mandela e tutto il movimento ideale che è cresciuto attorno alla sua figura, soprattutto in un’epoca in cui le democrazie stanno vivendo profonde trasformazioni e nuove tensioni sociali. <strong>Mandela</strong> è stato un uomo di fatti. Un uomo condannato all’ergastolo che ha trascorso 27 anni della sua vita rinchiuso in prigione senza rinunciare ai propri ideali. Anche per questo il 18 luglio, giorno della sua nascita, non è soltanto una ricorrenza dedicata a un ex Presidente o un <strong>Premio Nobel per la Pace</strong>. È un invito a ricordare che la libertà, la giustizia e il rispetto delle persone non sono conquiste definitive. Hanno bisogno di essere difese ogni giorno, anche con piccoli gesti e con la volontà di capire la storia prima di giudicare.</p>
<p>Io credo che, a prescindere da tutto quello che verrà scritto sul Mandela Day, noi tutti dovremmo essere grati al suo sacrificio umano. Più che spendere parole pubbliche in un vuoto esercizio retorico, dovremmo riprendere in mano i libri di storia, leggere i giornali dell’epoca e costruirci una visione personale, documentata e consapevole. Perché ricordare Mandela non significa soltanto celebrare un uomo, ma riflettere sul valore della libertà, della giustizia e della capacità di perdonare senza dimenticare.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Nicoletta Coppo</em></p>
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		<title>La magia dei libri: riscoprire i piaceri della scrittura</title>
		<link>https://istitutopascalchieri.it/la-magia-dei-libri-riscoprire-i-piaceri-della-scrittura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ipc@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 14:11:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo ancora abituati a leggere sotto l’ombrellone oppure a riporre il libro<a href="https://istitutopascalchieri.it/la-magia-dei-libri-riscoprire-i-piaceri-della-scrittura/"> ...</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr">
<div class="gmail_quote gmail_quote_container">
<div>
<div dir="ltr">
<div><strong>Siamo ancora abituati a leggere sotto l’ombrellone oppure a riporre il libro fra le cianfrusaglie in cantina, mentre ci lasciamo intrattenere dalle mille offerte contenute nel nostro telefono?</strong> Continuo con un’altra domanda: è più rilassante sfogliare le pagine di un libro e magari addormentarsi sotto l’ombrellone, oppure &#8216;scrollare&#8217; su e giù le pagine dei social, sostituendo la pennichella con una veglia costante stimolata dalle musiche di accompagnamento dei post?</div>
<div></div>
<div>Credo che non ci siano risposte definitive; o meglio, le risposte sono del tutto soggettive e dipendono dall’età, dall’educazione e dal modo in cui ogni persona sceglie di intrattenersi durante il proprio tempo libero. Personalmente, cerco di stare alla larga dai dispositivi elettronici. Forse, avendone fatto un abuso durante i mesi lavorativi, preferisco tornare alle vecchie e sane abitudini dell’isolamento da ogni forma di distrazione che non sia il cinguettio degli uccellini o il rumore di un temporale estivo. I libri fanno parte del mio bagaglio culturale: partire per una vacanza senza un libro è un po’ come scalare una montagna a piedi nudi. Durante le vacanze, <strong>il libro è un compagno fedele</strong>; è una finestra su un mondo immaginario, un non-luogo dove i personaggi, nel corso della vicenda, diventano amici, antagonisti, amanti, figli o nipoti.</div>
<div></div>
<div>Il libro mi spalanca una porta in un mondo parallelo: quando ho nostalgia di Parigi, riprendo &#8220;Bel-Ami&#8221; e passeggio per le strade con Georges Duroy, immaginando di essere Madeleine Forestier, la donna più colta del Terzo Impero. E se poi mi viene voglia di avventura, riprendo il vecchio Jules Verne e scendo di 20.000 leghe sotto i mari, attirata e impaurita dai mostri marini, dai fondali fantastici, dai giardini di corallo e dai relitti di navi affondate.</div>
<div></div>
<div>Infine, se desidero conoscere l’Oriente con gli occhi di un giornalista speciale, riprendo <strong>Tiziano Terzani</strong>. Mi immedesimo in lui e mi perdo nel mondo incantato e spietato della Cambogia, del Vietnam, del Laos e dell’India. Seguo i suoi ragionamenti, cerco di capire la natura di quei luoghi e mi sforzo di conoscere la civiltà di posti che ho visitato per breve tempo, di cui conservo un ricordo nostalgicamente dolce e amaro.</div>
<div></div>
<div>Chiudo con la solita domanda: <strong>uno smartphone potrebbe sostituire queste emozioni</strong>?</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
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		<item>
		<title>Tre semplici consigli per crescere serenamente i propri figli</title>
		<link>https://istitutopascalchieri.it/tre-semplici-consigli-per-crescere-serenamente-i-propri-figli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ipc@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 08:44:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Esistono delle regole educative che consentono ai genitori di crescere serenamente i<a href="https://istitutopascalchieri.it/tre-semplici-consigli-per-crescere-serenamente-i-propri-figli/"> ...</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Esistono delle regole educative che consentono ai genitori di crescere serenamente i propri figli?</p>
<p>Blogger, coach, allenatori spirituali, insegnanti, psicologi e mamme influencer sono i principali personaggi che dispensano consigli sui social e nelle riviste specializzate. Fondamentalmente, ci sono due ordini di pensiero: il primo, che chiamerò i concessionisti, è rappresentato da coloro che lasciano ai figli la libertà di espressione, dalla scelta del colore delle calze alle vacanze estive; il secondo, che chiamerò i proibizionisti, comprende coloro che si oppongono a qualsiasi tipo di decisione proposta dai propri figli. In questo guazzabuglio diventa veramente complicato trovare un punto di equilibrio, ma come sempre la soluzione, che non è assoluta ma parziale e personale, sta nel buon senso.</p>
<p>Cercando di analizzare la questione prendendo le distanze dagli estremismi, penso che gli unici consigli che si possono dare ai genitori di oggi per crescere serenamente i propri figli ruotino attorno alla qualità del tempo che si dedica loro e, di conseguenza, a come riempire il tempo libero dei ragazzi.</p>
<p>Concedere ai ragazzi di vivere all’aria aperta, di affrontare avventure da adolescenti e di liberare la propria fantasia potrebbe essere un primo consiglio. Naturalmente, suggerirei di evitare di concedere loro l’uso del cellulare, anche se comprendo l’ansia dei genitori, che temono di non avere il controllo sui propri figli.</p>
<p>Il secondo consiglio è spingere i propri figli alla lettura, cercando di trasformare quel libro che spesso viene considerato noioso in una chiave magica per accedere a mondi fantastici, a storie improbabili e ad eroi senza tempo.</p>
<p>Un ultimo, ma non meno importante, consiglio è di avvicinare i ragazzi a qualsiasi tipo di sport, non necessariamente per vincere, ma per fare squadra, aumentare la propria autostima, affrontare le proprie paure e imparare i valori di lealtà e rispetto che solo lo sport può insegnare.</p>
<p>Non ho altri consigli da dare ai genitori, tuttavia credo fermamente che anche un po’ di noia possa aiutare i bambini e gli adolescenti ad affrontare con calma e serenità il percorso di crescita, trovando nei momenti di inattività un&#8217;opportunità per la riflessione personale.</p>
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		<item>
		<title>Vacanze estive: compiti si o no?</title>
		<link>https://istitutopascalchieri.it/vacanze-estive-compiti-si-o-no/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ipc@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 12:58:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’estate è tradizionalmente un periodo di svago per gli studenti, ma in<a href="https://istitutopascalchieri.it/vacanze-estive-compiti-si-o-no/"> ...</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://istitutopascalchieri.it/vacanze-estive-compiti-si-o-no/">Vacanze estive: compiti si o no?</a> proviene da <a href="https://istitutopascalchieri.it">Istituto Pascal Chieri</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’estate è tradizionalmente un periodo di svago per gli studenti, ma in Europa le scuole si approcciano in modi diversi all’assegnazione dei compiti per le vacanze. Mentre <strong>alcuni Paesi favoriscono la libertà estiva</strong>, altri optano per un approccio più rigoroso, imponendo compiti da completare durante le lunghe settimane di pausa. In questo articolo, esploreremo le varie tendenze scolastiche in diversi Paesi europei riguardo ai compiti estivi.</p>
<p><strong>La Finlandia è rinomata per il suo sistema educativo innovativo</strong>, che privilegia l’apprendimento attivo e il benessere degli studenti. Qui, i compiti a casa sono pochi e, durante le vacanze estive, gli insegnanti tendono a non assegnarne quasi nulla. L’obiettivo è garantire che gli studenti abbiano un periodo di riposo e recupero, promuovendo la creatività e il gioco. Questo approccio riflette la filosofia finlandese, che considera il tempo libero come essenziale per il benessere e lo sviluppo dei bambini.</p>
<p><strong>In Italia, la situazione è più variabile</strong>. Non esiste un obbligo ministeriale che imponga compiti estivi a tutti gli studenti; la decisione spetta alle singole scuole e ai docenti. Molti insegnanti assegnano compiti di ripasso per materie fondamentali come italiano e matematica, ma ci sono anche scuole caricano i ragazzi di compiti e esercitazioni che impegnano molto tempo delle vacanze estive.<br />
Nel Regno Unito, le scuole possono assegnare compiti per le vacanze estive, ma anche in questo caso non c’è una regola fissa. Alcuni insegnanti propongono attività di ripasso, letture o progetti creativi, mentre altri lasciano gli studenti completamente liberi. Le vacanze estive durano circa sei settimane, e la scelta di assegnare compiti dipende molto dalla scuola e dalla filosofia educativa dei singoli docenti.</p>
<p><strong>In Francia, le vacanze estive sono lunghe</strong>, ma gli insegnanti spesso assegnano compiti agli studenti, soprattutto nelle scuole secondarie, dove gli studenti possono ricevere esercizi per mantenere attiva la loro preparazione. Questo approccio è visto come un modo per garantire che gli studenti non perdano il ritmo durante l&#8217;estate.</p>
<p><strong>In Germania, la situazione può variare notevolmente a seconda del tipo di scuola</strong>. Nelle scuole primarie, i compiti estivi sono generalmente limitati. Tuttavia, nelle scuole secondarie, gli studenti possono ricevere compiti più sostanziali. Molti insegnanti incoraggiano anche la lettura di libri durante le vacanze, enfatizzando l&#8217;importanza della lettura come attività estiva.</p>
<p>In sintesi, <strong>le pratiche riguardanti i compiti delle vacanze in Europa mostrano un ampio spettro di approcci</strong>. Mentre Paesi come la Finlandia tendono a enfatizzare la libertà estiva, altri, come la Francia, Italia e Regno Unito, possono imporre compiti per assicurare che gli studenti restino impegnati. Questa diversità riflette le differenti filosofie educative e culturali presenti in Europa, evidenziando l’importanza di trovare un equilibrio tra studio e tempo libero.</p>
<p>Secondo il mio parere, i compiti ormai vengono fatti con un solo clic grazie all&#8217;intelligenza artificiale. Non è raro vedere studenti che completano rapidamente le loro assegnazioni, perdendo di vista il valore dell&#8217;apprendimento reale. Per questo motivo, sono propensa a dare letture, romanzi e qualsiasi cosa che possa tenere impegnati i ragazzi. Non è sufficiente una scheda libro che dimostri che hanno letto; bisogna inventarsi qualcosa di nuovo che appassioni i ragazzi alla lettura e li tenga inchiodati come quando non c’erano i cellulari e tutti noi leggevamo i grandi romanzi della letteratura sotto l&#8217;ombrellone. La lettura dovrebbe tornare a essere un&#8217;esperienza coinvolgente e stimolante, capace di trasportare i giovani in mondi nuovi e affascinanti, ben lontani dalla superficialità del clic.</p>
<p>L'articolo <a href="https://istitutopascalchieri.it/vacanze-estive-compiti-si-o-no/">Vacanze estive: compiti si o no?</a> proviene da <a href="https://istitutopascalchieri.it">Istituto Pascal Chieri</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Quanto costa una scuola privata paritaria?</title>
		<link>https://istitutopascalchieri.it/quanto-costa-una-scuola-privata-paritaria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ipc@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 09:19:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pochi giorni fa è venuta da me una mamma a prendere informazioni<a href="https://istitutopascalchieri.it/quanto-costa-una-scuola-privata-paritaria/"> ...</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://istitutopascalchieri.it/quanto-costa-una-scuola-privata-paritaria/">Quanto costa una scuola privata paritaria?</a> proviene da <a href="https://istitutopascalchieri.it">Istituto Pascal Chieri</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Pochi giorni fa è venuta da me una mamma a prendere informazioni per l’inserimento in seconda media di suo figlio. Questa signora, che per comodità chiamerò Nadia, stava cercando una scuola paritaria che seguisse il ragazzo almeno fino alle cinque di pomeriggio. Il punto fondamentale era l’inclusione, intesa come gentilezza fra pari, fra insegnanti e genitori. Ho percepito dalle sue parole probabili momenti di prepotenza all’interno della classe che il figlio Luca stava frequentando.</p>
<p>Era evidente che la signora Nadia stava cercando un luogo dove Luca imparasse senza paura di chiedere all&#8217;insegnante una seconda spiegazione, dove, oltre alla normale attività didattica, venissero offerti laboratori, un approfondito studio delle lingue e la chiusura della giornata di studio con i compiti svolti direttamente a scuola.<br />
Verso la fine della conversazione, la signora Nadia mi ha confidato: “Non so quanto costi in Italia una scuola privata, sono a Chieri da poco tempo… Ho cercato su AI. La risposta è stata che mediamente una scuola privata costa 700 € al mese&#8230;&#8221;. In quell’istante ho compreso la potenza disinformativa dell’intelligenza artificiale.</p>
<p>Nella ricerca della signora Nadia, l’intelligenza artificiale ha risposto in modo errato. La ricerca era palesemente superficiale; ha fatto una media dei dati che ha selezionato senza approfondire. Quando ho riferito che la retta della nostra scuola, comprensiva di attività pomeridiane, ammontava a 400 € mensili, ho percepito una certa incredulità nella mia interlocutrice.<br />
Abbiamo continuato la conversazione, le ho illustrato i corsi pomeridiani di robotica, il curriculum Cambridge e la collaborazione con l’Istituto Confucio per l’insegnamento del cinese. Al termine del nostro incontro, la signora Nadia, sollevata e sorridente, ha aderito alla proposta di far frequentare a Luca una mattinata per conoscere i futuri compagni e gli insegnanti.</p>
<p>Salutata la signora Nadia, ho ripensato alle risposte dell’intelligenza artificiale. A mia volta ho posto la domanda: quanto costa una scuola paritaria? Dopo pochi secondi, sullo schermo mi compare una breve trattazione, che riporta costi assolutamente non congrui alle nostre rette.<br />
Ho sorriso. Se l&#8217;intelligenza artificiale fosse stata una collega, le avrei fatto notare l&#8217;enorme errore, ma trattandosi semplicemente di una raccoglitrice di dati irreale e incorporea, l&#8217;ho perdonata e sono passata ad altro!</p>
<p>Dimenticando l&#8217;intelligenza artificiale e tutto quello che si sta sviluppando velocemente nella raccolta dati, come ho suggerito alla signora Nadia, per trasparenza la nostra scuola riporta i costi sul sito. Se qualcuno fosse interessato, può approfondire l’argomento cliccando su questo link senza scomodare l&#8217;intelligenza artificiale.</p>
<p>Per approfondimenti sui costi segui i link:</p>
<ul>
<li><a href="https://istitutopascalchieri.it/scuola-elementare-privata/info-e-costi/" target="_blank" rel="noopener">Info e costi <strong>Scuola Elementare Daisy</strong></a></li>
<li><a href="https://istitutopascalchieri.it/scuola-secondaria-i-grado-holden/info-e-costi/" target="_blank" rel="noopener">Info e costi <strong>Scuola Media Holden</strong></a></li>
<li><a href="https://istitutopascalchieri.it/licei-pascal/info-e-costi/">Info e costi <strong>Licei Pascal</strong></a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://istitutopascalchieri.it/quanto-costa-una-scuola-privata-paritaria/">Quanto costa una scuola privata paritaria?</a> proviene da <a href="https://istitutopascalchieri.it">Istituto Pascal Chieri</a>.</p>
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		<title>Repubblica: un concetto per le nuove generazioni</title>
		<link>https://istitutopascalchieri.it/repubblica-un-concetto-per-le-nuove-generazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ipc@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 16:17:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come spiegare ai miei studenti che cos&#8217;è la Repubblica? Il primo passo<a href="https://istitutopascalchieri.it/repubblica-un-concetto-per-le-nuove-generazioni/"> ...</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://istitutopascalchieri.it/repubblica-un-concetto-per-le-nuove-generazioni/">Repubblica: un concetto per le nuove generazioni</a> proviene da <a href="https://istitutopascalchieri.it">Istituto Pascal Chieri</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Come spiegare ai miei studenti che cos&#8217;è la Repubblica?</strong></p>
<p>Il primo passo è sicuramente l&#8217;origine del termine: &#8220;<strong>Repubblica</strong>&#8221; deriva dal latino &#8220;<strong>res publica</strong>&#8220;, che significa &#8220;<strong>cosa pubblica</strong>&#8220;. Questo termine si riferisce a un sistema politico in cui il potere è detenuto da rappresentanti eletti e dal popolo stesso, in contrapposizione a un regime monarchico o autocratico.</p>
<p>Mi fermo qui, citare Cicerone, Platone o Livio mi sembrerebbe un’inutile autocelebrazione culturale. Oggi, cercando su Internet, si possono trovare rapidamente tutti gli scritti latini e greci che hanno trattato il concetto di Repubblica. È quindi importante spiegare, senza l’ausilio di Google, cosa significhi Repubblica e come possiamo trasmettere il suo valore ai nostri studenti. Partendo dal significato di Repubblica, ovvero &#8220;cosa pubblica&#8221;, possiamo avviare le nostre riflessioni.</p>
<p>La Repubblica siamo noi: sono i cittadini con le loro azioni, sono tutti coloro che compongono una nazione. Per questo motivo, proprio perché siamo parte di questa nazione, dobbiamo amare la cosa pubblica, rispettarla e farla crescere.<br />
Uno studente attento potrebbe chiedermi: &#8220;<strong>Noi ragazzi come possiamo sentirci parte della Repubblica? Cosa dobbiamo fare?</strong>&#8220;. In effetti, per un giovane, il concetto di Repubblica può sembrare astratto, un tema riservato agli adulti che la gestiscono. Tuttavia, è fondamentale superare questo impasse iniziale. Se insegno agli studenti che il diritto di proprietà, per loro ben chiaro, coincide con il perimetro del giardino della casa dei genitori o con i muri dell’appartamento in cui abitano, posso spiegare che nel concetto di Repubblica questo diritto è allargato e che il rispetto che ognuno di loro ha per il bene privato deve essere traslato nel bene pubblico, che si trova nei giardini e nelle strade della propria città. Questa potrebbe essere una buona partenza.</p>
<p>Un secondo spunto che potrei condividere con i miei studenti per comprendere il concetto di Repubblica potrebbe riguardare l&#8217;idea di partecipazione, il dovere che ognuno di noi ha nei confronti della cosa pubblica come cittadino, anzi come buon cittadino. Siamo chiamati a partecipare alle elezioni dei rappresentanti politici, a vigilare sulla città, a collaborare con le forze dell&#8217;ordine e a essere esempi di correttezza e moralità, proprio perché facciamo parte di un grande organismo condiviso. La Repubblica è la somma di milioni di adulti, studenti, anziani e stranieri, e il concetto di Repubblica, nato nella cultura greco-romana, ci esorta a essere parte attiva e costruttiva. La Repubblica siamo noi e tutti coloro che hanno dato la vita per combattere le ingiustizie e gli autoritarismi, donandoci il paese in cui viviamo serenamente ogni giorno.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Nicoletta Coppo</em></p>
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		<title>Qualche riflessione sui compiti a casa</title>
		<link>https://istitutopascalchieri.it/qualche-riflessione-sui-compiti-a-casa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ipc@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 13:25:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sul venerdì di Repubblica dell&#8217;8 maggio 2026 Annalisa Cuzzocrea intervista Francesco Tonucci,<a href="https://istitutopascalchieri.it/qualche-riflessione-sui-compiti-a-casa/"> ...</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://istitutopascalchieri.it/qualche-riflessione-sui-compiti-a-casa/">Qualche riflessione sui compiti a casa</a> proviene da <a href="https://istitutopascalchieri.it">Istituto Pascal Chieri</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sul<strong> venerdì di Repubblica</strong> dell&#8217;8 maggio 2026 <strong>Annalisa Cuzzocrea</strong> intervista <strong>Francesco Tonucci</strong>, ricercatore del CNR, pedagogista e inventore del progetto &#8220;La città dei bambini&#8221;. L&#8217;articolo parte da una riflessione sull&#8217;uso dell&#8217;iPhone per i bambini, per passare ad affrontare tematiche relative al tempo dedicato ai giochi e, di conseguenza, la gestione dei <strong>compiti a casa</strong>.</p>
<p>Alla domanda della giornalista di come fare a tenere i bambini lontani dai telefonini Tonucci spiega: &#8220;&#8230; Allora ho proposto loro uno scambio: rinunciare al telefonino se i genitori consentono loro di uscire a giocare dove e con chi vogliono, e se gli insegnanti smettono di dare compiti a casa di pomeriggio, nei weekend e durante le vacanze. <strong>Cosa che giustamente in molti paesi è già illegale</strong>&#8220;.<br />
La questione dei compiti a casa rimbalza come una pallina da ping pong. Tutti sono consapevoli che il carico di compiti è enorme e che quasi tutti i genitori che se lo possono permettere, nel pomeriggio, affiancano un tutor (a pagamento) ai loro figli per seguirli nei compiti. Agli insegnanti è noto che i bambini non sono autonomi e che sono seguiti o dai genitori o da un insegnante privato. Inoltre, è evidente che man mano che crescono, i ragazzi svolgono i loro compiti in pochi minuti, usando sapientemente l&#8217;intelligenza artificiale.<br />
Tonucci incalza: &#8220;<strong>I compiti a casa sono un&#8217;assurdità</strong>. Nella convenzione ONU sui diritti dell&#8217;infanzia, che anche l&#8217;Italia ha siglato, è riconosciuto ai bambini il diritto al riposo, al tempo libero e al gioco. Nessuno ne tiene conto&#8221;.<br />
Allora, perché gli insegnanti continuano a richiedere pagine e pagine di compiti ai loro studenti?<br />
Forse perché il tempo scuola è limitato?<br />
Tonucci continua: &#8220;<strong>se c&#8217;è bisogno di compiti a casa perché un bambino non ha capito la lezione significa che qualcosa non ha funzionato nell&#8217;insegnamento in classe. E se è così, è in classe che l&#8217;insegnante deve rimediare. I bambini una volta a casa devono fare altre esperienze, libere, altrimenti i danni vengono fuori nell&#8217;adolescenza</strong>&#8220;.</p>
<p>La mia riflessione si sviluppa in continuità con la formazione che abbiamo seguito lo scorso inverno a Helsinki. È risaputo che nelle scuole del Nord Europa non si assegnano compiti a casa agli studenti. In Finlandia ho avuto la conferma che sono gli insegnanti a occuparsi dei compiti! Questo paradosso implica che gli insegnanti dedicano il loro tempo alla propria formazione. La crescita professionale di un insegnante si riflette direttamente sulla classe: un docente costantemente aggiornato, in sintonia con il ritmo delle generazioni in cambiamento, riesce ad avere un approccio sempre nuovo e dinamico, adatto ai suoi studenti. Il tempo scolastico è sufficiente per svolgere tutte le attività previste dalla programmazione nazionale, garantendo che nessuno venga lasciato indietro.</p>
<p>Desidero condividere una riflessione con i genitori che leggono questo articolo: sarebbe opportuno avere percorsi universitari specifici per l&#8217;insegnamento. Se decido di diventare insegnante di diritto, dovrei seguire un percorso formativo che mi prepari esclusivamente per insegnare diritto, senza l&#8217;intenzione di fare l&#8217;avvocato nel tempo libero. Un&#8217;altra considerazione riguarda la formazione mirata per tutti gli insegnanti, che non dovrebbe limitarsi a una semplice raccolta a punti utile solo per avanzare in graduatoria.</p>
<p>Tutti noi, addetti ai lavori, sogniamo una scuola ideale, un luogo in cui i bambini possano essere felici e dove gli insegnanti possano esercitare al meglio il proprio lavoro, formando le generazioni future con passione e dedizione. La vera sfida è trasformare questo sogno in realtà, creando un ambiente educativo che valorizzi tanto gli studenti quanto gli educatori.</p>
<p>L'articolo <a href="https://istitutopascalchieri.it/qualche-riflessione-sui-compiti-a-casa/">Qualche riflessione sui compiti a casa</a> proviene da <a href="https://istitutopascalchieri.it">Istituto Pascal Chieri</a>.</p>
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