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Perché si celebra il Nelson Mandela Day?

Nelson Mandela

Forse semplicemente perché è stato insignito del premio Nobel per la Pace. Oppure perché nel 1994 è stato eletto Presidente del Sudafrica nelle prime elezioni a suffragio universale, guidando il Paese in una delle transizioni democratiche più importanti della storia contemporanea. Oppure ancora perché ha contribuito a smantellare il sistema della apartheid, gettando le basi per una nuova democrazia. O, infine, per i suoi 27 anni di prigionia, trascorsi dopo essere stato condannato nel celebre Processo di Rivonia.
Ci sono tanti motivi per celebrare Nelson Mandela. Il primo, secondo me, è che è stato un pacificatore. Al di là del Nobel e dei riconoscimenti internazionali, è stato un uomo che ha creduto realmente nel potere delle parole, del dialogo e della riconciliazione. Ed è forse questo che lo rende ancora oggi una figura così importante.

Non tutti sanno che Mandela, prima di diventare il simbolo della lotta contro l’apartheid era un avvocato. Insieme a Oliver Tambo aprì uno dei primi studi legali del Sudafrica gestiti da professionisti neri. Per molti era l’unico posto dove poter trovare qualcuno disposto ad ascoltare le ingiustizie subite ogni giorno.

Quando venne arrestato e condannato all’ergastolo trascorse gran parte della sua vita a Robben Island. Ventisette anni sono un tempo difficile anche solo da immaginare. Eppure il carcere non riuscì a cambiare il suo modo di vedere il futuro. Quando uscì, nel 1990, non parlò di vendetta ma di riconciliazione. È forse questa la lezione più grande che ci ha lasciato.

È importante non dimenticare Nelson Mandela e tutto il movimento ideale che è cresciuto attorno alla sua figura, soprattutto in un’epoca in cui le democrazie stanno vivendo profonde trasformazioni e nuove tensioni sociali. Mandela è stato un uomo di fatti. Un uomo condannato all’ergastolo che ha trascorso 27 anni della sua vita rinchiuso in prigione senza rinunciare ai propri ideali. Anche per questo il 18 luglio, giorno della sua nascita, non è soltanto una ricorrenza dedicata a un ex Presidente o un Premio Nobel per la Pace. È un invito a ricordare che la libertà, la giustizia e il rispetto delle persone non sono conquiste definitive. Hanno bisogno di essere difese ogni giorno, anche con piccoli gesti e con la volontà di capire la storia prima di giudicare.

Io credo che, a prescindere da tutto quello che verrà scritto sul Mandela Day, noi tutti dovremmo essere grati al suo sacrificio umano. Più che spendere parole pubbliche in un vuoto esercizio retorico, dovremmo riprendere in mano i libri di storia, leggere i giornali dell’epoca e costruirci una visione personale, documentata e consapevole. Perché ricordare Mandela non significa soltanto celebrare un uomo, ma riflettere sul valore della libertà, della giustizia e della capacità di perdonare senza dimenticare.

Nicoletta Coppo