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L’istruzione parentale in Italia e negli Stati Uniti: un confronto tra sistemi educativi

Istruzione parentale

Nel numero 1631 del 12 settembre 2025 del settimanale Internazionale un interessante articolo intitolato “La fine della scuola pubblica” riferisce ciò che sta accadendo negli Stati Uniti.

A Phoenix si trova un innovativo istituto educativo che potrebbe segnare un’importante svolta: il Refresh Learning Center, fondato nel 2023 da un insegnante e un pastore in una casetta nel loro giardino, accoglie un numero ridotto di studenti. Qui, quattro insegnanti a tempo pieno operano in un’aula rivestita in alluminio, adornata con i lavori degli alunni e una mappa sincronica della storia umana. Sebbene il programma non sia ufficialmente riconosciuto, il numero degli iscritti è in costante crescita, attirando famiglie grazie a un orario flessibile (dal lunedì al giovedì, dalle otto alle 14) e a una semplice sensibilità cristiana.

La retta annuale è inferiore a 7000 $, una cifra relativamente accessibile rispetto ad altre scuole private, sebbene molti genitori statunitensi non riescano a sostenerla.
Nel 2022, il governatore dell’Arizona ha firmato una legge per istituire il programma ESA, che consente per la prima volta alle famiglie di ricevere direttamente i fondi che lo Stato investirebbe per i loro figli in una scuola pubblica, mediamente circa 7500 $. Prima i sussidi statali erano vincolati a scuole approvate, ma ora, grazie alle carte prepagate ESA, i genitori possono utilizzare questi fondi per soddisfare le esigenze dei loro figli, investendo in dispositivi elettronici, attività sportive e altro. Questo rappresenta una nuova frontiera educativa.

Negli ultimi anni, le micro scuole, così definite, sono emerse in tutto il Paese. I genitori hanno ora la libertà di utilizzare i fondi e qualsiasi somma aggiuntiva per acquistare servizi educativi da istituti di loro scelta. Per decenni, i riformatori dell’istruzione hanno sostenuto school choice, la libertà di scelta scolastica, un concetto che ora sta prendendo forma reale.
Negli ultimi anni, l’istruzione parentale, comunemente nota come homeschooling, ha visto un crescente interesse in tutto il mondo. Questo fenomeno rappresenta una risposta significativa da parte delle famiglie nei confronti del sistema educativo tradizionale e si sta affermando come un’opzione valida per molti genitori.

Cosa accade in Italia?

In Italia, l’istruzione parentale ha registrato un notevole incremento, passando da circa 5.100 studenti nel 2018/2019 a oltre 15.000 nel 2020/2021. Questo aumento è stato accelerato dalla pandemia di COVID-19, che ha spinto molte famiglie a cercare soluzioni educative personalizzate. Le ragioni principali per cui i genitori scelgono di educare i propri figli a casa includono la ricerca di un apprendimento più su misura, pedagogiche, esigenze di salute o disagio sociale, e motivazioni logistiche.

La maggior parte degli studenti che seguono questo tipo di istruzione si trova nella scuola primaria, con un numero crescente anche nelle scuole medie e secondarie superiori. Le regioni italiane più attive in questo fenomeno sono Lombardia, Veneto e Toscana. Inoltre, i dati indicano che circa il 90% degli studenti homeschoolers supera l’anno scolastico e sostiene regolarmente l’esame di Stato, ritrovandosi con risultati generalmente positivi.

Dal punto di vista normativo, la legislazione italiana riconosce il diritto all’istruzione parentale, secondo l’art. 30 della Costituzione, stabilendo al contempo l’obbligo per le famiglie di dimostrare le competenze acquisite dai propri figli. Gli studenti homeschoolers devono sostenere gli esami di Stato come candidati esterni, comportando un onere economico diretto che ricade sui genitori, senza un contributo sostanziale da parte dello Stato. Tuttavia, è importante notare che non esistono dati ufficiali completi sul peso economico totale del fenomeno, e le indagini sulle motivazioni socioeconomiche rimangono scarse.

Contrariamente all’Italia, negli Stati Uniti l’istruzione parentale è un fenomeno molto più radicato e consolidato, con circa 4 milioni di studenti che ricevono un’educazione a casa, rappresentando circa il 10% di tutti gli studenti. Le ragioni che spingono le famiglie americane a intraprendere questa scelta sono variegate e comprendono motivi religiosi, il desiderio di maggiore autonomia nell’educazione e l’insoddisfazione nei confronti delle scuole pubbliche.
Negli Stati Uniti, le normative che regolano l’istruzione parentale possono variare significativamente da stato a stato, con alcune giurisdizioni che impongono requisiti minimi e altre con politiche più flessibili.
Questo sistema decentralizzato consente ai genitori una maggiore libertà di scelta, ma comporta anche vari livelli di monitoraggio delle competenze acquisite dai figli. Alcuni studi condotti negli Stati Uniti indicano che gli studenti educati a casa tendono a ottenere risultati scolastici paragonabili o superiori a quelli dei loro coetanei nelle scuole tradizionali.
Il fenomeno dell’istruzione parentale in Italia e negli Stati Uniti presenta differenze significative sia in termini di portata che di approccio normativo. In Italia, il numero di studenti homeschoolers è in espansione, ma è ancora limitato a circa il 3-4% del totale. Al contrario, la scelta di educare i propri figli a casa negli Stati Uniti è una pratica comunemente accettata e supportata da una rete di associazioni e comunità dedicata.

Da un punto di vista economico, mentre le famiglie italiane si fanno carico di tutte le spese per l’educazione, negli Stati Uniti ci sono frequenti discussioni sui costi e sul valore dell’istruzione parentale, con alcune famiglie che vedono un risparmio su spese scolastiche pubbliche. In Italia, il costo diretto per lo Stato è inferiore rispetto alla scuola tradizionale, ma l’assenza di dati completi rende difficile valutare l’impatto economico totale di questo fenomeno.
L’istruzione parentale è un tema di crescente rilevanza in entrambi i paesi, con le famiglie che cercano alternative più adatte alle esigenze educative dei propri figli.

Mentre in Italia il fenomeno è in rapida crescita e inizia a guadagnare attenzione, negli Stati Uniti rappresenta una scelta consolidata e supportata da una rete di comunità. Comprendere queste dinamiche non solo aiuta a valutare l’efficacia delle varie opzioni educative, ma fornisce anche spunti per future politiche educative e per una migliore integrazione di sistemi educativi tradizionali e alternativi.