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	<title>Daisy Archivi - Istituto Pascal Chieri</title>
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	<title>Daisy Archivi - Istituto Pascal Chieri</title>
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		<title>Scuola bilingue a Torino e provincia: alla Daisy e alla Holden si impara in inglese fin dalla primaria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ipc@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2026 09:40:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Daisy]]></category>
		<category><![CDATA[Holden]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un percorso bilingue dalla prima elementare alla terza media, con insegnanti madrelingua,<a href="https://istitutopascalchieri.it/scuola-bilingue-a-torino-e-provincia-alla-daisy-e-alla-holden-si-impara-in-inglese-fin-dalla-primaria/"> ...</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un percorso bilingue dalla prima elementare alla terza media, con insegnanti madrelingua, discipline insegnate interamente in inglese e <a href="https://istitutopascalchieri.it/cambridge-program/" target="_blank" rel="noopener">certificazioni Cambridge</a> English. È la proposta educativa delle scuole Daisy e Holden di Chieri, che uniscono la preparazione della scuola italiana a un apprendimento approfondito della lingua inglese.</strong></p>
<p>Scegliere una scuola bilingue significa offrire ai propri figli la possibilità di utilizzare l’inglese non soltanto durante le lezioni di lingua, ma anche per studiare, comunicare e approfondire altre materie. È su questo principio che si basa il progetto educativo della scuola primaria Daisy e della scuola secondaria di primo grado paritaria Holden, entrambe a Chieri, alle porte di Torino.</p>
<p>Le due scuole propongono un percorso linguistico continuativo, dalla prima elementare fino alla terza media, che integra il curriculum scolastico italiano con l’insegnamento di alcune discipline interamente in inglese, affidate a docenti madrelingua.</p>
<h3>Quali materie si studiano in inglese?</h3>
<p>Alla scuola primaria Daisy, i bambini seguono interamente in inglese le lezioni di Arte, Scienze e Musica. Fin dai primi anni, quindi, la lingua viene utilizzata per svolgere attività pratiche, osservare fenomeni, esprimere idee e acquisire nuove conoscenze.</p>
<p>Alla scuola secondaria Holden il percorso prosegue con Arte, Tecnologia e Global Perspectives, una disciplina che affronta argomenti legati all’attualità, all’ambiente, alla società e alla cittadinanza globale. Attraverso ricerche, discussioni e lavori di gruppo, gli studenti sviluppano competenze linguistiche, capacità di analisi e pensiero critico.</p>
<p>L’inglese diventa così una vera lingua di apprendimento, utilizzata quotidianamente in situazioni concrete e non soltanto durante le tradizionali lezioni di grammatica e conversazione.</p>
<h3>È necessario conoscere già l’inglese per iscriversi?</h3>
<p>Una delle domande più frequenti delle famiglie riguarda il livello linguistico richiesto all’ingresso.</p>
<p>Alla Daisy possono iscriversi fin dalla prima elementare anche bambini italiani che non hanno frequentato scuole internazionali o che non possiedono particolari conoscenze della lingua inglese.</p>
<p>Non è necessario essere già bilingui per iniziare un percorso bilingue.</p>
<p>L’apprendimento avviene gradualmente, grazie al contatto costante con la lingua, alle attività didattiche e alla presenza degli insegnanti madrelingua.</p>
<p>Con il passare degli anni, i bambini acquisiscono un vocabolario sempre più ampio, migliorano la comprensione e imparano a esprimersi in inglese con maggiore naturalezza e sicurezza.</p>
<p>Il passaggio dalla quinta elementare alla prima media rappresenta la naturale prosecuzione di questo percorso, con attività progressivamente più complesse e adeguate all’età degli studenti.</p>
<h3>Certificazioni Cambridge English: una verifica delle competenze linguistiche</h3>
<p>Il percorso linguistico delle scuole Daisy e Holden è accompagnato dalle certificazioni Cambridge English, riconosciute a livello internazionale.</p>
<p>Le certificazioni consentono di verificare in modo oggettivo i progressi compiuti dagli studenti nelle diverse competenze linguistiche: comprensione, espressione orale, lettura e scrittura.</p>
<p>La preparazione agli esami si inserisce nel lavoro didattico svolto durante gli anni scolastici, permettendo agli studenti di affrontare le prove con una preparazione progressiva.</p>
<h3>Perché non insegnare tutte le materie in inglese?</h3>
<p>Il modello bilingue scelto da Daisy e Holden nasce da una precisa impostazione didattica: sviluppare competenze elevate nella lingua inglese senza rinunciare alla solidità della preparazione scolastica italiana.</p>
<p>Insegnare tutte le discipline in inglese non rappresenta necessariamente la scelta più efficace per ogni bambino.</p>
<p>Alcune materie, come la matematica, richiedono una comprensione particolarmente approfondita di concetti astratti, procedimenti e terminologia specifica. Per studenti che stanno ancora acquisendo padronanza dell’inglese, l’utilizzo esclusivo di una lingua straniera potrebbe costituire un’ulteriore difficoltà nell’apprendimento.</p>
<p>Per questa ragione Daisy e Holden hanno scelto di insegnare interamente in inglese alcune discipline selezionate, mantenendo l’italiano come lingua di riferimento per le altre materie.</p>
<p>L’obiettivo è garantire un equilibrio tra preparazione disciplinare e sviluppo delle competenze linguistiche, evitando che l’apprendimento dell’inglese avvenga a discapito della comprensione dei contenuti.</p>
<h3>Un percorso bilingue continuativo dalla primaria alla scuola superiore</h3>
<p>Uno degli aspetti che caratterizzano il progetto Daisy e Holden è la continuità didattica.</p>
<p>I bambini possono iniziare a familiarizzare con l’inglese fin dai sei anni e proseguire il proprio percorso linguistico per otto anni, fino al termine della scuola secondaria di primo grado.</p>
<p>Questo permette di costruire competenze gradualmente, senza interrompere il lavoro svolto negli anni precedenti e preparando gli studenti ad affrontare con maggiore sicurezza il successivo percorso scolastico.</p>
<p>Per le famiglie di Torino, Chieri e dei comuni della provincia che cercano una scuola bilingue, Daisy e Holden rappresentano una proposta educativa che coniuga il programma scolastico italiano con un utilizzo concreto e continuativo della lingua inglese.</p>
<p><strong>Un modello nel quale l’inglese non è soltanto una materia da studiare, ma uno strumento quotidiano per imparare, comunicare e conoscere il mondo.</strong></p>
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		<title>Trasferimento scuola elementare</title>
		<link>https://istitutopascalchieri.it/trasferimento-scuola-elementare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ipc@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 16:09:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Daisy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci sono parole che, per un genitore, pesano più di altre. Una<a href="https://istitutopascalchieri.it/trasferimento-scuola-elementare/"> ...</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-5844"  class="panel-layout" ><div id="pg-5844-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-5844-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-5844-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>Ci sono parole che</strong>, per un genitore, <strong>pesano più di altre</strong>. <strong>Una di queste è trasferimento</strong>.</p><p>Cambiare scuola elementare non è mai una decisione che si prende a cuor leggero. Significa affrontare un cambiamento importante nella vita del proprio figlio, lasciare abitudini e punti di riferimento, confrontarsi con tante domande e, qualche volta, anche con qualche timore.</p><p><strong>Starò facendo la cosa giusta? Mio figlio riuscirà a inserirsi nella nuova classe? Troverà nuovi amici? Si sentirà accolto?</strong></p><p>Sono domande che conosco molto bene. Sono le domande che ascolto dai genitori quando vengono a trovarmi alla Daisy, ciascuno con una storia diversa, con aspettative, desideri e preoccupazioni che meritano di essere ascoltati.</p><p>Perché <strong>le ragioni che portano una famiglia a cambiare scuola possono essere davvero tante</strong>.</p><p>A volte è un trasferimento di casa, un cambiamento di città, una nuova opportunità di lavoro per mamma o papà. Una decisione che coinvolge tutta la famiglia e che, per un bambino, significa lasciare non soltanto la scuola, ma anche gli amici, i luoghi familiari e tante piccole certezze quotidiane. È un cambiamento necessario, che può spaventare e che proprio per questo richiede particolare attenzione e delicatezza.</p><p>Altre volte, invece, <strong>il trasferimento nasce da una scelta educativa</strong>. I genitori, conoscendo sempre meglio il carattere, le inclinazioni e le capacità del proprio figlio, desiderano una scuola con un approccio didattico diverso, magari con un maggiore approfondimento delle lingue straniere, con una particolare attenzione alla crescita personale oppure con un metodo di insegnamento più vicino alla propria idea di educazione.</p><p>Non necessariamente c’è qualcosa che non funziona nella scuola precedente. Semplicemente, crescendo insieme ai nostri figli, possiamo renderci conto che esistono percorsi più adatti a loro, alle loro curiosità e alle opportunità che vorremmo offrirgli.</p><p>E poi <strong>ci sono le situazioni più delicate, quelle nelle quali un genitore avverte che il proprio bambino non vive con serenità la quotidianità scolastica</strong>.</p><p>Non sempre si tratta di problemi gravi o facilmente riconoscibili. A volte basta un gruppo di compagni già molto unito, nel quale un bambino fatica a trovare il proprio posto. Altre volte è un insegnante che, pur con le migliori intenzioni, non riesce a entrare in sintonia con la sua timidezza oppure con quell’esuberanza che gli adulti interpretano come un comportamento da correggere, anziché come un modo di esprimersi.</p><p>In alcune situazioni possono esserci incomprensioni, esclusioni, parole poco gentili o episodi che un bambino della scuola primaria, proprio perché ancora piccolo, non sempre riesce a riconoscere e raccontare.</p><p>Qualunque sia la ragione che ci porta a pensare di cambiare scuola, c’è qualcosa che accomuna tutti noi genitori: <strong>il desiderio di fare la scelta migliore per i nostri figli</strong>.</p><p>Che si tratti di un trasferimento in un’altra città, della ricerca di un percorso educativo diverso o della necessità di trovare un ambiente più adatto al carattere e alla sensibilità del nostro bambino, ci ritroviamo sempre davanti alle stesse domande. Sarà felice? Riuscirà ad ambientarsi? Stiamo facendo davvero la cosa giusta?</p><p><strong>Cari genitori, fare i genitori è un mestiere difficilissimo. Forse il più difficile del mondo.</strong></p><p>Non ho la pretesa di insegnarvi come diventare genitori perfetti. Non esiste una formula magica, né possiamo schioccare le dita e avere sempre la risposta giusta.</p><p>Posso però condividere con voi ciò che ho imparato in tanti anni accanto ai bambini e alle loro famiglie.</p><p>Ho imparato che non esiste una scuola giusta in assoluto, ma esiste una scuola che può essere più giusta per quel bambino, in quel particolare momento della sua crescita. E che per riconoscerla dobbiamo imparare a osservare i nostri figli, ascoltarli, comprendere le loro inclinazioni, i loro bisogni e anche quei piccoli segnali che non sempre riescono a esprimere con le parole.</p><p><strong>Qualche volta dobbiamo avere il coraggio di ascoltare anche il nostro cuore.</strong></p><p>Una delle domande che mi pongono più frequentemente i genitori è questa: «Ma se mio figlio ha degli amici, come posso pensare di cambiargli scuola?».</p><p>È una domanda comprensibile. Le amicizie, soprattutto durante l’infanzia, sono importanti e rappresentano un punto di riferimento prezioso.</p><p>Ma quando prendiamo una decisione per i nostri figli dobbiamo imparare a guardare un po’ più lontano. Non soltanto a quello che lasceranno domani, ma soprattutto a quello che potranno trovare e conquistare negli anni che verranno.</p><p>Un bambino ha bisogno di amicizie, certamente. Ma ha anche bisogno di sentirsi accolto, rispettato, compreso, di poter esprimere liberamente la propria personalità e di trovare un ambiente capace di valorizzare le sue inclinazioni.</p><p>Cambiare scuola non significa cancellare il passato, dimenticare gli insegnanti ai quali si è voluto bene o rinunciare alle amicizie costruite. Significa semplicemente iniziare un nuovo capitolo, portando con sé tutto ciò che di bello si è vissuto fino a quel momento.</p><p>È naturale che un bambino possa avere qualche timore. Il nuovo ambiente, i compagni sconosciuti, le abitudini diverse possono intimorirlo. Per questo dobbiamo accompagnarlo, rispettare i suoi tempi, permettergli di esprimere dubbi e curiosità.<br />E soprattutto dobbiamo dargli la possibilità di conoscere la nuova scuola prima ancora di decidere definitivamente.</p><p>Quando una famiglia viene a conoscere la nostra scuola primaria Daisy, non mi interessa soltanto raccontare il nostro progetto educativo, mostrare le aule o spiegare come lavorano gli insegnanti.</p><p><strong>Mi interessa conoscere il bambino.</strong></p><p>Guardarlo negli occhi. Capire che cosa lo incuriosisce, che cosa lo rende felice, quali sono le sue passioni e quali le sue piccole paure.</p><p>Per questo proponiamo una possibilità molto semplice, ma che negli anni si è rivelata preziosa: trascorrere una giornata nella nostra scuola, insieme ai bambini e agli insegnanti.</p><p><strong>Non una visita formale, ma un’esperienza vera.</strong></p><p>Il bambino entra in classe, partecipa alle attività, conosce i compagni, osserva come si svolge una normale giornata scolastica. Se necessario, possiamo ripetere l’esperienza, lasciandogli il tempo di familiarizzare con il nuovo ambiente.</p><p><strong>E sapete qual è una delle soddisfazioni più grandi?</strong></p><p>Vedere un bambino che era arrivato timoroso uscire da scuola sorridendo. Oppure sentirgli chiedere alla mamma: «Posso tornare anche domani?».</p><p>Non succede sempre nello stesso modo e con gli stessi tempi. Ogni bambino è diverso. Ma sono proprio questi piccoli momenti che mi ricordano quanto sia importante costruire un ambiente nel quale i bambini si sentano davvero benvenuti.</p><p>Alla <strong>Daisy</strong> lavoriamo molto anche su questo: <strong>insegniamo ai nostri alunni ad accogliere chi arriva</strong>, a coinvolgerlo, a fargli sentire che c’è posto anche per lui.</p><p>Perché l’accoglienza non deve essere soltanto una bella parola scritta sul sito di una scuola. Deve essere qualcosa che un bambino percepisce appena entra dalla porta.</p><p>E dopo aver affrontato i dubbi e le emozioni, arrivano naturalmente le domande pratiche. Come si fa a cambiare scuola elementare? Quali documenti servono? Bisogna aspettare settembre?</p><p>La risposta è più semplice di quanto si possa immaginare. Il trasferimento da una scuola primaria a un’altra è possibile anche durante l’anno scolastico, seguendo la procedura prevista e verificando la disponibilità della scuola che si desidera frequentare.</p><p><strong>Il mio primo consiglio è di conoscere bene la nuova scuola prima di avviare il trasferimento</strong>. Visitatela, parlate con chi la dirige, incontrate gli insegnanti, chiedete come verrà accompagnato vostro figlio nel suo inserimento.</p><p>Una volta individuata la scuola giusta, è necessario contattarne la segreteria per verificare la disponibilità del posto e richiedere il nulla osta alla scuola attualmente frequentata, indicando il nuovo istituto. Le segreterie provvederanno poi agli adempimenti necessari per il trasferimento della documentazione scolastica e per completare l’iscrizione.</p><p>I tempi possono variare in base alla situazione, ma non è necessario attendere la fine dell’anno scolastico. Alla Daisy accompagniamo personalmente le famiglie anche in questi passaggi, perché una decisione così importante non deve diventare complicata a causa della burocrazia.</p><p>E proprio sui tempi vorrei condividere con voi un’ultima riflessione, che nasce dalla mia esperienza.</p><p><span style="text-decoration: underline;">Spesso i genitori pensano che sia meglio concludere l’anno e ricominciare a settembre, per non interrompere il percorso già avviato.</span></p><p><strong>Io non ne sono così convinta.</strong></p><p>Durante l’anno scolastico i bambini costruiscono amicizie, i gruppi si consolidano, nascono abitudini e piccoli equilibri. Con il passare dei mesi questi legami diventano sempre più stretti e, talvolta, per un nuovo compagno può essere meno immediato trovare il proprio posto in una classe già molto affiatata.</p><p>Se il cambiamento è necessario, oppure se avete individuato un percorso educativo che ritenete più adatto a vostro figlio, perché rimandare automaticamente a settembre?</p><p>Naturalmente ogni situazione è diversa e ogni decisione merita attenzione. Ma quando avete conosciuto la nuova scuola, incontrato gli insegnanti e dato a vostro figlio la possibilità di vivere il nuovo ambiente, non lasciate che sia soltanto il calendario a decidere per voi.</p><p>Il momento giusto per cambiare scuola non è necessariamente settembre. È il momento in cui comprendiamo che per nostro figlio è arrivato il tempo di un nuovo inizio.</p><p>E qualche volta, <strong>quel nuovo inizio può essere domani</strong>.</p><p style="text-align: right;"><em>Nicoletta Coppo</em></p></div>
</div></div></div></div><div id="pg-5844-1"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-5844-1-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-5844-1-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="1" ><div
			
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	<p style="text-align: center;"><em><span style="color: #000000;">Per avviare le procedure del trasferimento, compila la domanda di iscrizione.<br />
Se hai bisogno di aiuto, non esitare a <a href="https://istitutopascalchieri.it/segreteria/contatti/">contattarci</a>!</span></em></p>
</div>
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	<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #008ecf;">Scuola Elemetare </span><span style="color: #008ecf;">Daisy</span></strong></p>
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</div></div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://istitutopascalchieri.it/trasferimento-scuola-elementare/">Trasferimento scuola elementare</a> proviene da <a href="https://istitutopascalchieri.it">Istituto Pascal Chieri</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Come scegliere la scuola primaria per i propri figli? Il cuore sa riconoscere la scuola giusta.</title>
		<link>https://istitutopascalchieri.it/come-scegliere-la-scuola-primaria-per-i-propri-figli-il-cuore-sa-riconoscere-la-scuola-giusta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ipc@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2026 07:29:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Daisy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scegliere la scuola primaria per un bambino è una delle prime grandi<a href="https://istitutopascalchieri.it/come-scegliere-la-scuola-primaria-per-i-propri-figli-il-cuore-sa-riconoscere-la-scuola-giusta/"> ...</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scegliere la scuola primaria</strong> per un bambino è una delle prime grandi decisioni che una famiglia si trova ad affrontare. Non stiamo scegliendo semplicemente una scuola, ma un luogo nel quale nostro figlio trascorrerà cinque anni importanti della sua vita. Cinque anni nei quali crescerà, imparerà a leggere e a scrivere, costruirà amicizie, incontrerà le prime difficoltà e scoprirà molto di sé.</p>
<p><strong>Come si fa, allora, a capire quale sia la scuola giusta?</strong></p>
<p>Io credo che non basti partecipare a un Porte Aperte, ascoltare la presentazione del progetto educativo o visitare delle belle aule. Sono tutte cose importanti, naturalmente, ma non sono sufficienti.</p>
<p><strong>Una scuola bisogna conoscerla davvero.</strong></p>
<p>Innanzitutto, credo sia importante conoscere la sua storia. Da quanti anni esiste? Quale percorso ha compiuto? Quali persone l’hanno costruita e quali valori ha saputo conservare nel tempo?</p>
<p>La storicità di una scuola, soprattutto quando appartiene a un gruppo scolastico che accompagna i ragazzi attraverso diversi gradi di istruzione, rappresenta un elemento importante. Significa poter conoscere un’esperienza educativa che si è sviluppata negli anni, che ha attraversato generazioni di studenti e che può essere raccontata anche da chi l’ha vissuta.</p>
<p>E qui arriviamo a <strong>un punto che considero fondamentale</strong>: <strong>parlare con gli altri genitori</strong>.</p>
<p>Non soltanto con il gestore della scuola, con la direzione o con gli insegnanti. Bisogna cercare le famiglie che hanno già affidato i propri figli a quella scuola, ascoltare le loro esperienze, fare domande, anche quelle più semplici, magari quelle che durante un incontro ufficiale non ci verrebbe spontaneo fare.</p>
<p><strong>Come si è trovato vostro figlio? Era felice di andare a scuola? Quando avete avuto una difficoltà, vi siete sentiti ascoltati? Rifareste la stessa scelta?</strong></p>
<p>Sono domande che raccontano molto più di una brochure.</p>
<p>E poi bisogna osservare. Guardare come le persone si parlano, come gli insegnanti si rivolgono ai bambini, come i genitori si sentono parte della vita scolastica.</p>
<p>Bisogna cercare l’empatia, l’umanità, quella capacità di accogliere che non si può scrivere in un programma didattico.</p>
<p>A volte è proprio fra le pieghe di una conversazione che arriva quel piccolo guizzo, quella sensazione improvvisa che ci fa pensare: ecco, questa è la scuola per mio figlio.</p>
<p>Sembra un compito difficile, ma io penso che sia molto più semplice di quanto immaginiamo. Perché quando scegliamo una scuola per i nostri figli, soprattutto quando sono ancora piccoli e stanno per iniziare il loro percorso alla primaria, non scegliamo soltanto con la testa.</p>
<p><strong>Scegliamo anche, e forse soprattutto, con il cuore.</strong></p>
<p>È proprio partendo da questa convinzione che alla Daisy, la nostra scuola primaria, abbiamo scelto di aprire le porte alle famiglie non soltanto durante gli incontri di presentazione.</p>
<p>Abitualmente invitiamo i bambini a trascorrere un’intera giornata nelle nostre classi, insieme ai futuri compagni. È un’occasione preziosa per conoscere gli insegnanti, vivere la quotidianità della scuola e cominciare a sentirsi parte di un gruppo.</p>
<p>Ma <strong>invitiamo anche i genitori</strong> a partecipare alle nostre assemblee, alle feste, ai momenti nei quali la comunità scolastica si ritrova.</p>
<p>Perché?</p>
<p>Perché vogliamo che possano parlare liberamente con gli altri genitori, conoscere le famiglie, osservare le relazioni che si sono create negli anni. Vogliamo che possano respirare il clima della scuola, senza sentirsi semplicemente degli ospiti ai quali dobbiamo presentare qualcosa.</p>
<p>Una scuola è fatta certamente di insegnanti preparati, di programmi, di metodi educativi e di organizzazione. Ma è fatta soprattutto di persone.</p>
<p>E sono le persone, con il loro calore, la loro disponibilità e la loro umanità, a trasformare una scuola in un luogo nel quale un bambino può sentirsi accolto e crescere serenamente.</p>
<p>Non credo che una scuola debba convincere a tutti i costi una famiglia a iscrivere il proprio figlio. Credo piuttosto che debba farsi conoscere per quello che è, lasciando ai genitori il tempo e la libertà di capire se è davvero il luogo che stanno cercando.</p>
<p><strong>Alla Daisy cerchiamo di fare proprio questo.</strong></p>
<p>Apriamo le nostre classi, condividiamo i nostri momenti di vita scolastica, mettiamo in contatto le famiglie, perché sappiamo che la fiducia non nasce da una bella presentazione, ma dalla conoscenza.</p>
<p>E quando un genitore, dopo averci conosciuto, ci dice che riesce a immaginare il proprio bambino felice fra quelle persone, io penso che abbia già trovato la risposta che cercava.</p>
<p>Perché scegliere la scuola primaria significa affidare a qualcuno cinque anni dell’infanzia di nostro figlio.</p>
<p>E per una scelta così importante, la ragione deve trovare tutte le risposte. Ma l’ultima parola, molto spesso, spetta al cuore.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Nicoletta Coppo</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://istitutopascalchieri.it/come-scegliere-la-scuola-primaria-per-i-propri-figli-il-cuore-sa-riconoscere-la-scuola-giusta/">Come scegliere la scuola primaria per i propri figli? Il cuore sa riconoscere la scuola giusta.</a> proviene da <a href="https://istitutopascalchieri.it">Istituto Pascal Chieri</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Come capire se una scuola è davvero quella giusta: cosa guardare durante un Open Day</title>
		<link>https://istitutopascalchieri.it/come-capire-se-una-scuola-e-davvero-quella-giusta-cosa-guardare-durante-un-open-day/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ipc@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 12:03:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Daisy]]></category>
		<category><![CDATA[Holden]]></category>
		<category><![CDATA[Linguistico]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Scientifico]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze Umane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando una famiglia partecipa a un Open Day, secondo me dovrebbe fare<a href="https://istitutopascalchieri.it/come-capire-se-una-scuola-e-davvero-quella-giusta-cosa-guardare-durante-un-open-day/"> ...</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://istitutopascalchieri.it/come-capire-se-una-scuola-e-davvero-quella-giusta-cosa-guardare-durante-un-open-day/">Come capire se una scuola è davvero quella giusta: cosa guardare durante un Open Day</a> proviene da <a href="https://istitutopascalchieri.it">Istituto Pascal Chieri</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando una famiglia partecipa a un Open Day, secondo me dovrebbe fare una cosa molto semplice: <strong>osservare</strong>.</p>
<p>Non limitarsi ad ascoltare quello che una scuola racconta di sé, ma fare domande, guardare gli studenti, parlare con gli insegnanti e cercare di capire che cosa succede realmente ogni giorno dentro quella scuola.</p>
<p>Perché tutte le scuole possono raccontare un bel progetto educativo. La domanda vera è: <strong>come viene realizzato</strong>?</p>
<p>Ed è proprio da questa domanda che vorrei partire per raccontare la Scuola Primaria Internazionale Daisy, la Scuola Media Internazionale Holden e i Licei Pascal.</p>
<p>Tre scuole diverse, perché naturalmente sono diverse le esigenze di un bambino della primaria, di un ragazzo della scuola media e di uno studente del liceo. Ma il percorso che cerchiamo di costruire è lo stesso: preparazione, autonomia, apertura internazionale e, soprattutto, attenzione alla persona.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Vostro figlio sa già studiare?</strong></span></p>
<p>I bambini che arrivano dalla scuola primaria raramente sanno già studiare davvero.</p>
<p>Sono ancora piccoli. Spesso non hanno un metodo, non sanno organizzare il tempo, affrontare un testo, distinguere ciò che è importante, preparare autonomamente un’interrogazione.</p>
<p>Ed è normale.</p>
<p>Alla <strong>Daisy</strong> cominciamo a costruire autonomia e responsabilità fin dai primi anni. Alla <strong>Holden</strong> questo lavoro diventa progressivamente un vero metodo di studio.</p>
<p>Perché la scuola media, secondo me, ha una responsabilità enorme: <strong>insegnare ai ragazzi a studiare</strong>.</p>
<p>Se non imparano a farlo in questi tre anni, alle superiori faranno molta più fatica a organizzare il proprio lavoro.</p>
<p>Questo lo vediamo direttamente nei nostri <strong>Licei Pascal</strong>. Osservando gli studenti del liceo ci rendiamo conto ogni giorno di quanto faccia la differenza arrivare alle superiori avendo già acquisito autonomia e metodo.</p>
<p>Per questo, durante un Open Day, io farei una domanda molto semplice:</p>
<p><strong>Come accompagnate un bambino a diventare uno studente autonomo?</strong></p>
<p>Non mi accontenterei di sentire dire che la scuola “insegna un metodo”. Chiederei come lo fa.</p>
<p><strong>E quando un bambino o un ragazzo incontra una difficoltà?</strong></p>
<p>Non parlo necessariamente di una difficoltà didattica.</p>
<p>Può esserci un problema con i compagni, un momento di insicurezza, la difficoltà di inserirsi in un gruppo nuovo oppure semplicemente un periodo nel quale un ragazzo ha bisogno di essere guardato con maggiore attenzione.</p>
<p>Alla <strong>Daisy</strong>, alla <strong>Holden</strong> e ai <strong>Licei Pascal</strong>, gli insegnanti che trascorrono più tempo con una classe hanno anche questa responsabilità: conoscere i ragazzi e accorgersi quando qualcosa cambia.</p>
<p>Una difficoltà non deve rimanere il problema del singolo insegnante.</p>
<p>Deve essere condivisa con il corpo docente, perché il bambino o il ragazzo possa essere accompagnato da più punti di vista.</p>
<p>Per noi questo è fondamentale: <strong>una preparazione alta deve essere coerente con il benessere e con lo stare bene a scuola</strong>.</p>
<p><strong>Le due cose non sono alternative.</strong></p>
<p>Un ragazzo deve essere preparato, deve imparare, deve essere anche abituato all’impegno e alla responsabilità. Ma deve poter entrare a scuola sentendosi parte di un luogo nel quale sta bene.</p>
<p>Una classe non diventa un gruppo da sola</p>
<p>Proprio per questo attribuiamo molta importanza al <strong>team building</strong>.</p>
<p>E quando parliamo di team building non intendiamo una singola attività organizzata occasionalmente durante l’anno.</p>
<p>Alla <strong>Daisy</strong>, alla <strong>Holden</strong> e ai <strong>Licei Pascal</strong>, già all’inizio dell’anno scolastico organizziamo un’esperienza di due giorni, con una notte fuori, proprio perché riteniamo che le prime settimane siano il momento nel quale si comincia a costruire il benessere della classe.</p>
<p>I ragazzi vengono accompagnati dai loro insegnanti in un luogo tranquillo, immerso nella natura e sufficientemente isolato dalla normale quotidianità, predisposto proprio per accogliere gruppi di giovani e per svolgere attività di team building.</p>
<p>Non sono lasciati semplicemente “a stare insieme”.</p>
<p>Accanto ai nostri professori lavorano persone preparate e formate per proporre attività di gruppo adatte alle diverse età.</p>
<p><strong>Che cosa significa concretamente fare team building?</strong></p>
<p>Significa stare insieme in un contesto completamente diverso dall’aula.</p>
<p>Andare nei boschi. Fare attività all’aperto. Sperimentare attività manuali. Entrare in relazione con gli animali. Affrontare piccoli compiti e attività che richiedono collaborazione.</p>
<p>E soprattutto fare queste cose <strong>insieme</strong>.</p>
<p>Perché quando si cambia contesto cambiano anche le relazioni.</p>
<p>Il compagno con il quale magari in classe si parla poco diventa quello che ti aiuta durante un’attività. L’insegnante viene conosciuto anche fuori dal ruolo tradizionale della lezione. I ragazzi imparano a organizzarsi, ad aspettarsi, ad aiutarsi e a condividere.</p>
<p>Per questo scegliamo di farlo proprio all’inizio dell’anno.</p>
<p>Non aspettiamo che il gruppo abbia un problema per lavorare sulle relazioni. <strong>Cerchiamo di costruire fin dall’inizio una classe nella quale si possa stare bene</strong>.</p>
<p>E questo è importante non soltanto per chi comincia un nuovo ciclo scolastico.</p>
<p>Durante l’anno può arrivare un bambino alla Daisy, un ragazzo alla Holden o uno studente ai Licei Pascal proveniente da un’altra scuola, da un’altra città o anche da un altro Paese.</p>
<p>Non vogliamo che sia soltanto il nuovo arrivato a doversi adattare.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Vogliamo costruire classi capaci di accogliere.</strong></span></p>
<p><strong>Il team building continua anche fuori dall’Italia</strong></p>
<p>Le occasioni per costruire il gruppo, naturalmente, non finiscono con l’esperienza di inizio anno.</p>
<p>Un’uscita, un progetto, un’attività condivisa possono diventare momenti nei quali i ragazzi imparano a conoscersi diversamente.</p>
<p>E poi ci sono le mobilità <strong>Erasmus</strong>, che coinvolgono gli studenti della Holden e dei Licei Pascal.</p>
<p>Partire insieme per un altro Paese ha un enorme valore culturale e didattico, ma secondo me ha anche un altro valore che qualche volta raccontiamo troppo poco.</p>
<p>È una straordinaria esperienza di team building.</p>
<p>I ragazzi si trovano lontani dalla loro quotidianità, devono confrontarsi con un’altra lingua, altre abitudini e situazioni nuove. Devono organizzarsi, aiutarsi e assumersi delle responsabilità.</p>
<p>E inevitabilmente imparano a conoscersi meglio.</p>
<p>Anche questo significa, per noi, essere una scuola internazionale.</p>
<p><strong>Ma che cosa significa davvero “scuola internazionale”?</strong></p>
<p>La parola internazionale oggi viene utilizzata moltissimo.</p>
<p>Io, durante un Open Day, chiederei:</p>
<p><strong>Internazionale in che cosa?</strong></p>
<p>Nel nostro caso è un percorso che comincia alla <strong>Scuola Primaria Internazionale Daisy</strong>, continua alla <strong>Scuola Media Internazionale Holden</strong> e arriva ai <strong>Licei Pascal</strong>.</p>
<p>Alla Daisy e alla Holden il <strong>curriculum Cambridge</strong> è inserito all’interno del percorso scolastico italiano e alcune materie vengono affrontate direttamente in lingua inglese.</p>
<p>Questo cambia il modo in cui si apprende una lingua.</p>
<p>L’inglese non è soltanto una materia da studiare: diventa progressivamente una lingua che si utilizza per imparare altro.</p>
<p>Accanto all’inglese, <strong>Daisy</strong> e <strong>Holden</strong> portano avanti anche il cinese, attraverso la collaborazione con l’Istituto Confucio, e lo spagnolo.</p>
<p>E poi c’è la realtà quotidiana delle nostre classi.</p>
<p>Abbiamo bambini e ragazzi italiani che studiano insieme a studenti internazionali, alcuni dei quali arrivano conoscendo molto bene l’inglese ma poco l’italiano.</p>
<p>Per questo organizziamo percorsi di italiano <strong>L2 per gli studenti internazionali</strong> e livelli di inglese differenziati.</p>
<p>Dobbiamo accompagnare chi sta ancora costruendo sicurezza nella lingua e, nello stesso momento, continuare a far crescere chi possiede già un livello molto alto.</p>
<p>Per me questa è una delle parti più interessanti di una scuola internazionale: <strong>non rendere tutti uguali, ma riuscire a far lavorare insieme bambini e ragazzi che partono da competenze, lingue e storie differenti</strong>.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>E dopo la scuola media?</strong></span></p>
<p>Il percorso internazionale non deve interrompersi quando un ragazzo cresce.</p>
<p>Nei <strong>Licei Pascal</strong> continua attraverso le lingue, il cinese come seconda lingua nel Liceo Linguistico, i percorsi scientifici e STEM e le diverse possibilità offerte dal Liceo Linguistico, dal Liceo delle Scienze Umane e dal Liceo Scientifico.</p>
<p>E c’è una possibilità della quale, forse, fino ad oggi abbiamo parlato troppo poco: il <strong>Doppio Diploma Americano</strong>.</p>
<p>I nostri studenti possono affiancare al percorso liceale italiano quello americano e arrivare alla conclusione degli studi con il diploma italiano e il diploma americano.</p>
<p>È una possibilità che si inserisce perfettamente nel percorso che cerchiamo di costruire fin dalla primaria: dare ai ragazzi strumenti che, un giorno, permettano loro di scegliere anche oltre i confini italiani.</p>
<p><strong>Essere internazionali significa soltanto conoscere le lingue?</strong></p>
<p>Per noi no.</p>
<p>Da anni guardiamo con particolare interesse alle scuole del Nord Europa e soprattutto alla <strong>Finlandia</strong>.</p>
<p>È un rapporto che riguarda il confronto sulla didattica, la formazione dei nostri insegnanti e la mobilità Erasmus.</p>
<p>Non significa prendere un modello straniero e copiarlo.</p>
<p>Significa andare a vedere che cosa funziona altrove, confrontarsi con altri insegnanti e con altri sistemi educativi e poi tornare nelle nostre classi ponendoci una domanda:</p>
<p><strong>Che cosa possiamo fare meglio?</strong></p>
<p>Alla Daisy questo percorso si incontra anche con alcuni principi ispirati alla pedagogia di Maria Montessori, soprattutto nel lavoro sull’autonomia, sulla responsabilità e sul rispetto dei tempi di crescita del bambino.</p>
<p>Anche questa, per noi, è internazionalità: <strong>non chiudersi dentro un unico modo di fare scuola</strong>.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>I laboratori ci sono. Ma vengono utilizzati?</strong></span></p>
<p>Questa è un’altra domanda molto semplice che consiglio sempre ai genitori.</p>
<p>Quando visitate una scuola e vedete un laboratorio, chiedete:</p>
<p><strong>Che cosa fanno qui i ragazzi?</strong></p>
<p>Un laboratorio non serve perché è bello da mostrare durante un Open Day.</p>
<p>Serve se viene utilizzato.</p>
<p>Alla <strong>Daisy</strong> e alla <strong>Holden</strong> vogliamo sviluppare sempre di più le attività STEM e quest’anno, in particolare, lavoreremo molto sulla robotica.</p>
<p>Questa scelta nasce anche dalle richieste delle nostre famiglie.</p>
<p>E questo mi porta a un altro aspetto della scuola al quale tengo particolarmente.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Quanto possono entrare le famiglie nella vita della scuola?</strong></span></p>
<p>Per noi moltissimo.</p>
<p>Dalla Daisy alla Holden fino ai Licei Pascal, le famiglie non sono semplicemente coloro alle quali comunichiamo ciò che abbiamo deciso.</p>
<p>Sono interlocutori.</p>
<p>Spesso sono anche i nostri migliori ambasciatori, ma soprattutto sono le persone che ci aiutano a capire come stanno cambiando i ragazzi e quali nuove esigenze stanno emergendo.</p>
<p>Per questo, oltre ai normali colloqui con gli insegnanti, organizziamo anche momenti più informali che chiamiamo <strong>Afternoon Tea</strong>.</p>
<p>Ci sediamo insieme, prendiamo un tè e qualche biscotto e parliamo.</p>
<p>Di uscite, attività, sport, progetti. Di quello che funziona e anche di quello che possiamo migliorare.</p>
<p>È un momento semplice, ma per me molto importante.</p>
<p>Per qualche ora non esistono la scuola da una parte e i genitori dall’altra.</p>
<p><strong>Prendiamo un tè, mangiamo qualche biscotto, sogniamo la nostra scuola e poi cerchiamo di realizzarla.</strong></p>
<p><strong>Allora, che cosa bisogna guardare durante un Open Day?</strong></p>
<p>Non soltanto gli spazi.</p>
<p>Chiedete come viene costruita l’autonomia alla primaria e come viene insegnato il metodo di studio alla scuola media.</p>
<p>Chiedete chi si accorge che vostro figlio sta attraversando una difficoltà.</p>
<p>Chiedete che cosa fa concretamente la scuola per costruire una classe nella quale i ragazzi stiano bene insieme.</p>
<p>Chiedete che cosa significa realmente “Cambridge” e quali materie vengono svolte in inglese.</p>
<p>Chiedete come vengono accompagnati bambini e ragazzi che partono da livelli linguistici differenti.</p>
<p>Chiedete quali esperienze internazionali vengono realmente proposte agli studenti.</p>
<p>Entrate nei laboratori e chiedete che cosa fanno realmente i ragazzi.</p>
<p>Se state scegliendo un liceo, chiedete quali possibilità internazionali concrete avrà vostro figlio e informatevi anche sul Doppio Diploma Americano.</p>
<p>Parlate con gli insegnanti.</p>
<p>E, quando è possibile, parlate con gli studenti e con i genitori che quella scuola la frequentano già.</p>
<p>Soprattutto, guardate i bambini e i ragazzi che incontrate nei corridoi.</p>
<p>Perché una scuola può raccontarsi molto bene attraverso un progetto educativo, un sito o una brochure.</p>
<p>Ma spesso <strong>si capisce molto meglio guardando le persone che la vivono ogni giorno</strong>.</p>
<p>Quando partecipate a un Open Day, quindi, non venite soltanto ad ascoltare quello che una scuola dice di sé.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Venite a verificare.</strong></span></p>
<p>Vi aspettiamo all’<strong>Istituto Pascal, via San Filippo 2, Chieri</strong>:</p>
<p><strong>12 ottobre 2026 – ore 17.00</strong></p>
<p>Scuola Media Internazionale Holden e Licei Pascal</p>
<p><strong>14 ottobre 2026 – ore 17.00</strong></p>
<p>Scuola Primaria Internazionale Daisy</p>
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		<item>
		<title>Open Day: apriamo le porte, davvero</title>
		<link>https://istitutopascalchieri.it/open-day-apriamo-le-porte-davvero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ipc@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 12:46:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Daisy]]></category>
		<category><![CDATA[Holden]]></category>
		<category><![CDATA[Linguistico]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Scientifico]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze Umane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si avvicina il periodo degli Open Day e, come ogni anno, le<a href="https://istitutopascalchieri.it/open-day-apriamo-le-porte-davvero/"> ...</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si avvicina il periodo degli Open Day e, come ogni anno, le scuole iniziano a raccontarsi.</p>
<p>Progetti, laboratori, lingue, attività, innovazione, viaggi, certificazioni. A volte sembra quasi che inizi una gara a chi offre di più e, diciamolo, qualche volta si arriva persino a promettere cose mirabolanti.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Ma che cos’è, in fondo, un Open Day?</span></p>
<p>L’idea originaria è molto più semplice di quello che è diventata oggi: <strong>aprire le porte della scuola</strong>. Permettere alle famiglie di entrare, vedere gli spazi, incontrare gli insegnanti e gli studenti, parlare con loro e cercare di capire che cosa succede realmente dentro quella scuola tutti i giorni.</p>
<p>Un momento forse meno spettacolare, ma molto più vero.</p>
<p>È proprio a questo tipo di Open Day che vorremmo tornare all’<a href="https://www.google.com/maps/place/Istituto+Pascal+Chieri+%7C+Licei+Pascal/@45.0115895,7.8234346,17z/data=!3m1!4b1!4m6!3m5!1s0x47880ae7a2b64c33:0x91af2b0bafbbe25b!8m2!3d45.0115857!4d7.8260095!16s%2Fg%2F1tcy35kg!5m2!1e4!1e2?authuser=0&amp;entry=ttu&amp;g_ep=EgoyMDI2MDkxNi4wIKXMDSoASAFQAw%3D%3D" target="_blank" rel="noopener">Istituto Pascal di via San Filippo 2, a Chieri</a>.</p>
<p>Quando un genitore deve scegliere la scuola per un figlio, credo che dovrebbe cercare di andare oltre i fuochi d’artificio. Una bella presentazione può colpire, un video può emozionare, una pagina social può essere costruita molto bene. Ma poi un ragazzo in quella scuola dovrà entrare ogni mattina e passarci una parte importante della propria vita.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">E allora che cosa dovrebbe guardare davvero un genitore?</span></p>
<p>Io credo che dovrebbe <strong>fare domande</strong>. Tante.</p>
<p>Chiedere come si svolge realmente una giornata. Chi sono gli insegnanti. Da quanto tempo lavorano nella scuola. Come vengono seguiti i ragazzi quando hanno una difficoltà. Che cosa succede quando un progetto non funziona. Come vengono affrontati i problemi. Quali delle attività presentate vengono realmente svolte durante l’anno.</p>
<p>E poi parlare con chi quella scuola la vive già.</p>
<p>Parlare con altri genitori, se possibile. Parlare con gli studenti. Guardare non soltanto quello che una scuola racconta di se stessa, ma anche la sua storia e quello che ha costruito negli anni.</p>
<p>Viviamo in un mondo nel quale l’immagine ha assunto un peso enorme. Social, fotografie, video, blog e influencer possono essere strumenti utilissimi e anche noi li utilizziamo ma <strong>l’immagine non può sostituire la realtà</strong>.</p>
<p>Una scuola non si può scegliere soltanto attraverso un post.</p>
<p>Oggi esistono anche offerte formative molto diverse tra loro, comprese realtà prevalentemente online o organizzazioni molto piccole. Non significa che debbano essere giudicate a priori, ma significa che una famiglia deve verificare con attenzione <strong>chi c’è dietro quella proposta, dove si svolge realmente l’attività, quali riconoscimenti possiede, quali sono gli spazi, come vengono rispettate le norme e quali garanzie vengono date agli studenti</strong>.</p>
<p>Anche la sicurezza, la struttura organizzativa e la solidità di una scuola fanno parte dell’offerta educativa.</p>
<p>E poi c’è la storia.</p>
<p>Credo che lo storico di una scuola abbia un valore che qualche volta dimentichiamo. Una scuola presente da molti anni sul territorio può essere verificata: ci sono generazioni di studenti che l’hanno frequentata, famiglie che la conoscono, risultati, errori, cambiamenti e un percorso che può essere osservato.</p>
<p>Le promesse, invece, vanno sempre confrontate con la realtà.</p>
<p>Vale anche quando si parla di internazionalità. Non basta promettere che un bambino diventerà bilingue in pochi mesi. Bisogna chiedere come vengono insegnate le lingue, da chi, attraverso quale curriculum e all’interno di quale progetto didattico.</p>
<p>Forse, allora, l’Open Day dovrebbe tornare ad essere proprio questo: <strong>un incontro tra persone</strong>.</p>
<p>Ai nostri prossimi Porte Aperte non vorremmo che i genitori venissero semplicemente ad ascoltare quello che abbiamo preparato per convincerli.</p>
<p>Vorremmo il contrario.</p>
<p><strong>Fateci domande. Metteteci alla prova. Interrogateci.</strong></p>
<p>Chiedeteci di raccontarvi non soltanto quello che vogliamo fare, ma quello che facciamo già. Parlate con i nostri insegnanti, con i nostri studenti e con i genitori che hanno già scelto le nostre scuole. Guardate gli spazi. Chiedeteci della didattica, delle lingue, dei problemi, della sicurezza, dell’organizzazione e di come accompagniamo un ragazzo quando qualcosa non va come previsto.</p>
<p>Perché alla fine la scelta di una scuola non riguarda un laboratorio, un post o una bella presentazione.</p>
<p><strong>Riguarda vostro figlio</strong>.</p>
<p>E quando una famiglia affida un figlio a una scuola, le sta affidando qualcosa di enormemente importante. Per questo prima di scegliere deve conoscerla davvero e deve sentire di potersi fidare delle persone che, ogni giorno, si prenderanno cura della sua crescita.</p>
<p>Noi siamo pronti ad aprire le porte.</p>
<p>Il primo appuntamento con i <strong>Porte Aperte della Scuola Media Internazionale Holden </strong>e dei<strong> Licei Pascal</strong> sarà <strong>lunedì 12 ottobre 2026 alle ore 17.00</strong>.</p>
<p>Per la <strong>Scuola Primaria Daisy</strong>, il primo appuntamento sarà invece <strong>mercoledì 14 ottobre 2026 alle ore 17.00</strong>.</p>
<p>Vi aspettiamo all’Istituto Pascal, via San Filippo 2, Chieri.</p>
<p>E, soprattutto, vi aspettiamo con tutte le vostre domande.</p>
<p>L'articolo <a href="https://istitutopascalchieri.it/open-day-apriamo-le-porte-davvero/">Open Day: apriamo le porte, davvero</a> proviene da <a href="https://istitutopascalchieri.it">Istituto Pascal Chieri</a>.</p>
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		<item>
		<title>Come funzionano gli open day nelle scuole degli Stati Uniti e nelle scuole internazionali di Chieri</title>
		<link>https://istitutopascalchieri.it/come-funzionano-gli-open-day-nelle-scuole-degli-stati-uniti-e-nelle-scuole-internazionali-di-chieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ipc@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2026 06:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Daisy]]></category>
		<category><![CDATA[Holden]]></category>
		<category><![CDATA[Linguistico]]></category>
		<category><![CDATA[Scientifico]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze Umane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli open day e le visite nelle scuole degli Stati Uniti rappresentano<a href="https://istitutopascalchieri.it/come-funzionano-gli-open-day-nelle-scuole-degli-stati-uniti-e-nelle-scuole-internazionali-di-chieri/"> ...</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli <strong>open day</strong> e le visite nelle scuole degli Stati Uniti rappresentano momenti cruciali per orientare famiglie e studenti nella scelta del percorso scolastico. Negli <strong>USA, a differenza dell’Italia, il sistema è fortemente decentralizzato</strong>: ogni Stato, distretto o addirittura singola scuola può avere modalità proprie, ma esistono alcune tendenze e strutture comuni che vale la pena approfondire.</p>
<p>Gli open day americani sono pensati per presentare il sistema educativo locale, le opportunità formative, i programmi extracurricolari, le attività sportive e gli aspetti logistici come orari, trasporti e pasti. Sono spesso occasione per incontrare dirigenti, docenti, studenti e famiglie già inserite nel contesto scolastico.<br />
Gli eventi possono essere in presenza, con tour guidati delle strutture, oppure virtuali, soprattutto dopo la pandemia. Le famiglie partecipano insieme agli studenti per avere un quadro completo dell’esperienza scolastica. In alcuni casi, vengono organizzati incontri informativi anche in Italia, dove agenzie internazionali presentano il sistema americano a studenti interessati a un periodo di studio all’estero.</p>
<p>L’<strong>anno scolastico statunitense inizia generalmente tra fine luglio e metà settembre</strong> e <strong>termina tra metà maggio e fine giugno</strong>, diviso in due semestri o tre quadrimestri a seconda della scuola. Gli open day di solito si tengono nei mesi precedenti l’inizio dell’anno, ma alcune scuole offrono visite anche durante l’anno su appuntamento.<br />
Gli studenti e le famiglie visitano aule, laboratori, palestre, biblioteche, mense e spazi ricreativi. Questo permette di valutare sia la qualità delle attrezzature sia l’ambiente generale della scuola.<br />
Sono previsti colloqui individuali o di gruppo con dirigenti, insegnanti e counselor, che illustrano filosofia educativa, metodi didattici, supporto agli studenti e opportunità di orientamento post-diploma.</p>
<p>Le scuole spiegano come funziona la personalizzazione del curriculum, con materie obbligatorie (inglese, matematica, storia americana) e una vasta scelta di corsi opzionali (giornalismo, fotografia, criminologia, ecc.) Viene sottolineata l’importanza delle attività extracurricolari, dagli sport ai club studenteschi, che rappresentano una parte integrante della vita scolastica.</p>
<p>Spesso sono presenti studenti attuali o ex-alunni, nonché famiglie ospitanti, che raccontano la loro esperienza e rispondono a domande pratiche su vita quotidiana, integrazione e sfide dell’adattamento.<br />
<strong>Negli Stati Uniti gli studenti costruiscono il proprio curriculum scegliendo tra molte materie opzionali</strong>, a differenza del sistema italiano più rigidamente strutturato.<br />
L’approccio è spesso più pratico e meno teorico, con una giornata scolastica che combina lezioni, attività di laboratorio, sport ed eventi culturali .<br />
Le date di inizio e fine anno, nonché le festività, possono variare da Stato a Stato, ma ci sono alcune ricorrenze nazionali fisse in cui tutte le scuole chiudono.</p>
<p>Alcune scuole americane e italiane collaborano per offrire il doppio diploma, permettendo agli studenti di seguire corsi online con docenti statunitensi mentre continuano gli studi in Italia, conseguendo entrambi i titoli di studio<br />
Le visite e gli open day nelle scuole americane sono eventi strutturati, partecipativi e fortemente orientati all’accoglienza e all’informazione. Offrono alle famiglie e agli studenti l’opportunità di conoscere da vicino un sistema educativo caratterizzato da flessibilità, personalizzazione e attenzione alle attività extracurricolari. La possibilità di interfacciarsi direttamente con la comunità scolastica, visitare le strutture e ascoltare testimonianze rende questi momenti fondamentali per compiere scelte consapevoli, sia per chi risiede negli Stati Uniti sia per chi proviene dall’estero.</p>
<p>Negli <strong>ultimi anni, anche la scuola Daisy, la Holden e i licei Pascal di Chieri hanno iniziato a seguire il modello di visita delle scuole americane</strong>, ispirandosi a pratiche consolidate negli Stati Uniti. Questi istituti hanno introdotto open day e visite strutturate, mirate a facilitare l&#8217;orientamento di famiglie e studenti nella scelta del percorso scolastico, molto simili a quanto avviene oltre oceano.<br />
Le visite nelle scuole di Chieri offrono momenti cruciali in cui le famiglie possono conoscere da vicino l&#8217;ambiente educativo. Questi eventi sono progettati per presentare le opportunità formative, i programmi extracurriculari e le modalità di integrazione nel contesto scolastico. Proprio come negli Stati Uniti, anche presso la Daisy, la Holden e i licei Pascal sono previsti tour guidati delle strutture, che includono aule, laboratori, biblioteche e spazi ricreativi. Gli studenti e le famiglie hanno l&#8217;opportunità di incontrare dirigenti e docenti, così come studenti attuali ed ex-alunni, per una condivisione di esperienze e informazioni pratiche.</p>
<p>Ad esempio, il liceo Pascal ha messo in atto incontri informativi e laboratori aperti a tutti, simili agli open day americani, dove i partecipanti possono interagire direttamente con i docenti e scoprire la filosofia educativa della scuola. Allo stesso modo, la scuola Holden ha organizzato eventi che combinano visite in presenza con modalità virtuali, per garantire l&#8217;accessibilità a tutte le famiglie, proprio come avviene in molte scuole negli Stati Uniti.<br />
Inoltre, la personalizzazione del curriculum è un aspetto centrale anche nelle scuole di Chieri, dove gli studenti possono scegliere materie opzionali in aggiunta a quelle obbligatorie, riflettendo l&#8217;approccio americano. <strong>Le attività extracurricolari</strong>, che includono potenziamenti linguistici e club studenteschi, <strong>sono valorizzate come parte integrante della vita scolastica</strong>, parallele a quelle presenti nelle scuole statunitensi.</p>
<p>L&#8217;influenza del modello americano di open day e visite scolastiche sta emergendo anche in realtà come la scuola Daisy, la Holden e i licei Pascal, offrendo un&#8217;opportunità unica per famiglie e studenti di esplorare le possibilità educative in un contesto più flessibile e accogliente, favorendo scelte consapevoli per il futuro.</p>
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		<item>
		<title>Le tre scuole Internazionali bilingue di Chieri: innovazione e formazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ipc@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 06:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Daisy]]></category>
		<category><![CDATA[Holden]]></category>
		<category><![CDATA[Linguistico]]></category>
		<category><![CDATA[Scientifico]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze Umane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chieri, cittadina di origini medievali vicino a Torino, è sede di tre<a href="https://istitutopascalchieri.it/le-tre-scuole-internazionali-bilingue-di-chieri-innovazione-e-formazione/"> ...</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Chieri, cittadina di origini medievali vicino a Torino, è sede di tre istituzioni educative di rilievo: la scuola elementare Daisy, la scuola media Holden e i licei Pascal. Queste scuole sono un esempio di come il sistema educativo possa combinare un’istruzione di qualità con un approccio innovativo e internazionale. In questo articolo, esploreremo tre aspetti distintivi di queste tre scuole, rinomate fra le <strong>scuole paritarie di Torino</strong>: il laboratorio di robotica e STEM, l’insegnamento della materia &#8220;dibattito&#8221; o &#8220;debat&#8221; e il curriculum Cambridge.</p>
<h2>Laboratori Stem e scuola con lingua cinese a Torino</h2>
<p>Le <strong>scuole internazionali bilingue</strong> di Chieri offrono agli studenti un laboratorio di robotica che rappresenta un elemento fondamentale del programma STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics).<br />
In genere i genitori si chiedono qual è il <strong>significato di Stem</strong>?<br />
STEM indica l&#8217;insieme delle quattro discipline sopracitate unitamente ad un approccio didattico che le integra per risolvere problemi del mondo reale, stimolare l&#8217;innovazione e preparare agli studi e alle carriere in questi settori.<br />
Questo approccio basato sul &#8220;<strong>learning by doing</strong>&#8221; ossia <strong>imparare facendo</strong> permette agli studenti di acquisire competenze pratiche fin dalla giovane età.</p>
<p>Alla Scuola Elementare Daisy già dai primi anni, i bambini possono partecipare a progetti semplici, come la costruzione di robot utilizzando kit di robotica educativa, come LEGO WeDo. Per esempio, possono programmare i loro robot affinché eseguano compiti basilari, come seguire una linea tracciata o suonare una melodia. Queste attività allenano la curiosità scientifica e introducono concetti fondamentali di programmazione e ingegneria, creando un ambiente di apprendimento stimolante.</p>
<p>Alla Holden, <strong>Middle school</strong> o media, il programma diventa più avanzato. Gli studenti possono lavorare su progetti complessi, come la creazione di droni o robot autonomi utilizzando piattaforme come Arduino o Raspberry Pi. Un esempio concreto è il progetto di costruzione di un robot che deve rilevare ostacoli e navigare in uno spazio definito. Attraverso queste attività, gli studenti imparano non solo i concetti STEM, ma anche abilità come il lavoro di squadra e la risoluzione di problemi.<br />
Al liceo scientifico Pascal gli studenti si dedicano a studi più approfonditi. Ogni anno è possibile focalizzarsi su temi specifici: nel primo anno, si potrebbe progettare un braccio robotico programmabile; nel secondo anno, un progetto sulle energie rinnovabili potrebbe richiedere l&#8217;assemblaggio di un robot solare. Nel terzo anno, potrebbero esplorare il machine learning creando un software che riconosce immagini o suoni. Negli anni quarto e quinto, gli studenti possono lavorare a progetti di ricerca avanzata, come l&#8217;utilizzo di algoritmi per ottimizzare l&#8217;efficienza di un sistema robotico.</p>
<p>L&#8217;insegnamento della materia di dibattito o &#8220;<strong>debate</strong>&#8221; è un altro elemento distintivo delle scuole di Chieri, progettato per stimolare il pensiero critico e l&#8217;abilità di argomentazione degli studenti. Il &#8220;<strong>debate</strong>&#8221; nelle scuole internazionali è un metodo didattico basato su un confronto argomentativo regolato tra due squadre su una specifica mozione, che sviluppa competenze trasversali come il pensiero critico, il lavoro di squadra, l&#8217;oratoria e l&#8217;uso di una lingua straniera.<br />
Quali sono gli <strong>argomenti di dibattito</strong>?<br />
Gli <strong>argomenti di dibattito</strong> coprono temi politici, economici, sociali e di diritti umani, ma possono anche includere questioni relative alla filosofia, al diritto, all&#8217;etica e alle materie scolastiche come scienza e storia. L&#8217;obiettivo è analizzare questioni complesse, sviluppare il pensiero critico e affinare le capacità oratorie e di argomentazione.</p>
<p>A partire dalla quinta elementare, gli alunni affrontano argomenti attuali e rilevanti, preparandosi per il futuro, inclusi percorsi come il International Baccalaureate Diploma o <strong>Ib</strong>. In un mondo dove le capacità comunicative e di leadership sono fondamentali, queste lezioni forniscono agli studenti gli strumenti necessari per esprimere le proprie opinioni in modo articolato e persuasivo.</p>
<p>Alla Daisy, negli ultimi due anni, le lezioni di dibattito si concentrano su temi accessibili e coinvolgenti. Gli studenti partecipano a discussioni su argomenti semplici, come &#8220;Dovremmo avere una mensa scolastica più salutare?&#8221; Qui, imparano a formulare le loro opinioni e a ascoltare quelle dei compagni. Attraverso giochi di ruolo e simulazioni, possono impersonare figure storiche o personaggi famosi, rendendo l&#8217;interazione più vivace e formativa.</p>
<p>Alla scuola media Holden, il &#8220;<strong>debate</strong>&#8221; si struttura in modo più complesso. Gli studenti affrontano temi come &#8220;L&#8217;uso dei social media è più dannoso che utile?&#8221; In gruppi, preparano argomentazioni e controargomentazioni, sviluppando capacità di ricerca e analisi critica. Organizzando dibattiti formali, dove due squadre si confrontano, gli studenti imparano a sostenere le proprie idee con fonti affidabili, praticando così l&#8217;arte della retorica e ricevendo feedback dai compagni e docenti.</p>
<p>Nelle classi del Liceo Pascal il dibattito si trasforma in un&#8217;opportunità per affrontare questioni globali e sociali. Gli studenti partecipano a competizioni di dibattito, affinando le loro abilità nel presentare argomenti complessi. Possono affrontare domande provocatorie come &#8220;È giusto limitare la libertà di espressione per motivi di sicurezza?&#8221; Gli studenti devono non solo difendere le loro tesi ma anche anticipare le obiezioni. Attraverso l&#8217;analisi di dibattiti pubblici e la pratica di tecniche di comunicazione, sviluppano competenze essenziali per la loro vita futura.<br />
Le scuole dell&#8217;Istituto Pascal di Chieri hanno scelto di introdurre la materia &#8220;<strong>debate</strong>&#8221; nel curriculum per avvicinarsi sempre di più al modello di scuola internazionale. Questa scelta favorisce l&#8217;acquisizione di abilità comunicative essenziali, incoraggia gli studenti verso il rispetto e la comprensione delle diverse culture e punti di vista, essenziali in un contesto globalizzato.</p>
<p>Infine, il curriculum Cambridge rappresenta un punto di forza delle <strong>scuole superiori a Torino</strong> e provincia, e delle <strong>scuole medie a Torino</strong> e provincia. Nel nostro caso la scuola media internazionale Holden e la scuola elementare Daisy con il Curriculum Cambridge offrono un percorso educativo standardizzato e di alta qualità riconosciuto a livello internazionale. Gli studenti della Lower secondary schools o scuola secondaria di primo grado Holden<br />
che scelgono il curriculum Cambridge hanno l&#8217;opportunità di prepararsi per l’International Baccalaureate Diploma Program, o per il doppio diploma americano, titoli che aprono le porte a università prestigiose in tutto il mondo. Grazie a questo curriculum, non solo acquisiscono conoscenze avanzate, ma sviluppano anche competenze trasversali preziose per il mondo del lavoro e per la vita quotidiana.</p>
<p>Le <strong>scuole internazionali bilingue</strong> di Chieri, attraverso i loro laboratori di robotica e STEM, l’insegnamento della materia di dibattito e il curriculum Cambridge, offrono un&#8217;educazione di alta qualità che prepara gli studenti ad affrontare con successo le sfide del mondo globalizzato. Le esperienze pratiche e formative rendono gli alunni protagonisti attivi del loro apprendimento, facendo di Chieri un punto di riferimento per l&#8217;<strong>istruzione bilingue</strong> nella regione.</p>
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		<title>Come si svolge una giornata alla Daisy?</title>
		<link>https://istitutopascalchieri.it/come-si-svolge-una-giornata-alla-daisy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ipc@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 08:48:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Daisy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che cosa fanno i bambini alla scuola elementare Daisy? Giocano? Stanno all&#8217;aperto?<a href="https://istitutopascalchieri.it/come-si-svolge-una-giornata-alla-daisy/"> ...</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Che cosa fanno i bambini alla <strong>scuola elementare Daisy</strong>? Giocano? Stanno all&#8217;aperto? È una scuola dove l&#8217;outdoor è una parte importante della didattica? Quante lingue studiano? È vero che studiano il cinese?</p>
<p>Queste sono le domande che di solito i genitori pongono alla presidenza quando si accingono a raccogliere informazioni per la futura scuola dei loro figli. I genitori sono sempre più interessati al benessere dei loro bambini, che coincide con un ambiente ospitale e luminoso. La <strong>natura è fondamentale per la crescita infantile</strong>; poter stare all&#8217;aria aperta, giocare, avere spazi verdi e fare lezione sotto un albero sono desideri comuni sia tra genitori sia tra studenti.</p>
<p>I bambini della Daisy entrano a scuola dalle otto alle 8:30. Di solito, all&#8217;inizio della lezione, le insegnanti formano un grande cerchio e chiedono ai bambini quali siano le cose belle della giornata. Poi si recano in fila nella classe per iniziare le lezioni. Le maestre sono attente a spiegare seguendo il principio della didattica esperienziale: tutto ciò che imparano i ragazzi viene contestualizzato nella realtà, rendendo i muri, i corridoi e i pavimenti luoghi di studio.</p>
<p>A metà mattinata, i bambini scendono in cortile per correre, arrampicarsi e fare colazione. <strong>La scuola Daisy si trova sul cucuzzolo della rocca di San Giorgio</strong>, immersa tra alberi, giardini e passeggiate pedonali. È incantevole vedere dalle vetrate il <strong>campanile di San Giorgio</strong> e le <strong>guglie della chiesa di San Guglielmo</strong>.</p>
<p>Alle 12:30, i bambini si recano in mensa. Alcuni portano un gustoso pasto confezionato dalla mamma, mentre altri scelgono di mangiare il pasto fornito dalla gastronomia locale. I bambini riordinano la mensa proprio come fanno nei loro aule. Amano tenere in ordine i loro spazi, pulire i banchi, sistemare le sedie, raccogliere la carta e fare in modo che gli <strong>spazi comuni</strong> siano sempre <strong>puliti</strong> e <strong>accoglienti</strong>.</p>
<p>Dopo la mensa, alcuni corrono, altri giocano o si arrampicano, mentre altri ancora si siedono sui divani e sulle sdraio a leggere o a riposarsi. Poi inizia il <strong>pomeriggio</strong>, dedicato a <strong>laboratori</strong>, <strong>sport</strong>, <strong>nuoto</strong>, <strong>golf</strong>, <strong>scherma</strong> e ai <strong>compiti</strong>. Alle cinque, tutti sono liberi di tornare a casa. Può succedere che qualcuno porti a casa un libro da leggere o una pagina da studiare, ma nella maggior parte dei casi il pomeriggio è libero per trascorrere del tempo con i genitori. A proposito, prima delle cinque, i bambini fanno merenda con formaggi e creme spalmabili del nostro sponsor Inalpi.</p>
<p>Alle 5:00 arrivano i genitori; qualcuno ha dimenticato la felpa, qualcun altro desidera rimanere a scuola qualche minuto in più per giocare, mentre un altro ancora ha nostalgia della mamma. Ci si saluta felici di rivedersi il giorno dopo.</p>
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		<item>
		<title>Scuole Statali e Scuole Paritarie: un confronto approfondito</title>
		<link>https://istitutopascalchieri.it/scuole-statali-e-scuole-paritarie-un-confronto-approfondito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ipc@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 11:55:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Daisy]]></category>
		<category><![CDATA[Holden]]></category>
		<category><![CDATA[Linguistico]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Scientifico]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze Umane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La differenza principale tra le scuole statali e le scuole paritarie riguarda<a href="https://istitutopascalchieri.it/scuole-statali-e-scuole-paritarie-un-confronto-approfondito/"> ...</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><strong>La differenza principale tra le scuole statali e le scuole paritarie</strong> riguarda la loro gestione e finanziamento.</div>
<div></div>
<div><strong>Le scuole statali sono completamente finanziate e gestite dallo Stato</strong>, garantendo un&#8217;istruzione gratuita e un curriculum nazionale stabilito dal Ministero dell&#8217;Istruzione. Questo approccio assicura un&#8217;educazione uniforme in tutto il paese, permettendo a tutti gli studenti di seguire le stesse linee guida educative.</div>
<div></div>
<div>Al contrario,<strong> le scuole paritarie, pur essendo di natura privata, ricevono un riconoscimento dallo Stato e devono rispettare i requisiti normativi</strong>. Sebbene abbiano la libertà di variare i programmi e scegliere modelli educativi specifici, queste scuole sono tenute a mantenere standard equivalenti a quelli delle scuole statali.</div>
<div></div>
<div><strong>Gli studenti nelle scuole paritarie devono pagare una retta</strong>, dato che non ricevono finanziamenti statali, ma l’introduzione del Buono Scuola da parte di molte Regioni italiane ha reso più accessibile la frequenza a queste istituzioni, coprendo una parte delle spese.</div>
<div></div>
<div>Negli ultimi anni, le scuole paritarie hanno attirato un&#8217;attenzione crescente nel panorama educativo italiano, grazie alla loro<strong> autonomia scolastica che consente loro di operare in modo flessibile e personalizzato</strong>. Questa autonomia permette alle scuole di definire il proprio curricolo, scegliendo le materie e i programmi da offrire in base alle esigenze specifiche degli studenti.</div>
<div></div>
<div>Ad esempio, presso <strong>le nostre scuole paritarie, come la Scuola Media Holden, i Licei Pascal, sono state introdotte lingue come il cinese e l&#8217;inglese, utilizzando il curriculum Cambridge e il curriculum Confucio</strong>. Da quest’anno, inoltre, è stata integrata la materia robotica nel curriculum delle scienze matematiche, coinvolgendo gli studenti in un&#8217;area innovativa e in crescita.</div>
<div></div>
<div>Le scuole paritarie possono anche organizzare il proprio orario scolastico in modo da soddisfare le esigenze della comunità scolastica. <strong>Le scuole paritarie hanno la libertà di gestire orari, attività extracurriculari e modalità di valutazione</strong>, rispondendo così in maniera tempestiva alle necessità di studenti e famiglie.</div>
<div></div>
<div>Un altro aspetto vantaggioso delle scuole paritarie è la possibilità di adottare metodologie didattiche innovative. <strong>Approcci come l’apprendimento cooperativo, il problem-based learning e l’educazione all’aria aperta</strong> possono essere facilmente integrati nel curriculum, facilitando un coinvolgimento più attivo e stimolante degli studenti. Le nostre scuole, da tempo, hanno scelto di adottare un metodo ispirato al modello finlandese, che promuove l&#8217;autonomia degli studenti, esperienze all&#8217;aperto e un approccio didattico esperienziale.</div>
<div></div>
<div>L&#8217;autonomia scolastica permette anche alle scuole paritarie di<strong> selezionare e formare il proprio personale docente</strong>, rispettando comunque le classi di concorso stabilite dal Ministero. Ciò consente di valorizzare le competenze degli insegnanti e di creare team educativi motivati e pronti a sperimentare nuove pratiche didattiche.</div>
<div></div>
<div>In merito alla gestione delle risorse finanziarie, le scuole paritarie possono reperire fondi attraverso le iscrizioni, donazioni e attività di fundraising. Questo consente loro di <strong>investire in progetti e risorse che soddisfano direttamente le necessità dei propri studenti.</strong> Inoltre, collaborazioni con enti locali e associazioni per realizzare progetti educativi speciali arricchiscono ulteriormente l’offerta formativa.</div>
<div></div>
<div><strong> I nostri licei, la Scuola Media Holden e la Scuola Elementare Daisy collaborano annualmente con associazioni locali</strong> per iniziative come &#8220;Un abbraccio alla demenza&#8221;, laboratori di lettura per i bambini nei nidi della città e progetti per il mantenimento dei beni comuni.</div>
<div></div>
<div>Infine, un&#8217;altra funzione essenziale delle scuole paritarie è fornire orientamento scolastico e professionale. Attraverso attività di supporto personalizzato, queste scuole possono <strong>aiutare gli studenti a prendere decisioni consapevoli riguardo al loro futuro</strong>, offrendo consulenze e opportunità di stage che li preparano per il mondo del lavoro.</div>
<div></div>
<div>Oltre alle scuole paritarie, esistono anche le &#8220;scuole non paritarie&#8221;, come la scuola elementare Daisy.</div>
<div>Il riconoscimento della condizione di “scuola non paritaria” comporta l’iscrizione nell’elenco regionale delle scuole non paritarie. Per il mantenimento dell’iscrizione nell’elenco regionale delle scuole non paritarie la scuola deve dichiarare espressamente all&#8217; Ufficio Scolastico Regionale,</div>
<div>entro il 31 marzo di ciascun triennio successivo alla prima iscrizione, la propria volontà di restare</div>
<div>iscritta nel suddetto elenco nonché la permanenza del possesso dei requisiti richiesti dal Mim.</div>
<div></div>
<div>Essere una scuola elementare non paritaria certificata dal Ministero dell&#8217;Istruzione offre numerosi vantaggi che contribuiscono a creare un ambiente educativo stimolante e personalizzato, come nell&#8217;esempio della Scuola Elementare Daisy. Prima di tutto, queste scuole <strong>godono di un&#8217;autonomia educativa che consente loro di definire liberamente piani di studio e metodologie didattiche</strong>, adattando così l&#8217;offerta formativa alle diverse esigenze degli studenti e delle loro famiglie. Questo approccio flessibile permette anche di rispondere rapidamente ai cambiamenti nel panorama educativo, senza dover seguire rigidamente le linee guida statali.</div>
<div></div>
<div>Le scuole non paritarie, come la Scuola Elementare Daisy, possono integrare <strong>approcci innovativi</strong> all&#8217;insegnamento e gestire le proprie attività scolastiche con meno vincoli burocratici, utilizzando <strong>tecnologie moderne e metodologie all&#8217;avanguardia</strong>. Questo ambiente di apprendimento, generalmente più contenuto in termini di dimensioni, favorisce relazioni più familiari e strette tra insegnanti, studenti e genitori, creando un forte senso di comunità.</div>
<div></div>
<div><strong>Essere riconosciuti dal Ministero dell&#8217;Istruzione offre un ulteriore livello di credibilità</strong>, rassicurando le famiglie sulla qualità dell&#8217;istruzione ricevuta e facilitando l&#8217;accesso a finanziamenti e risorse esterne. Grazie a questa iscrizione, istituzioni come la nostra Scuola Elementare Daisy possono sviluppare progetti specifici, concentrandosi su aree come l&#8217;educazione ambientale, le lingue straniere o le arti, attirando famiglie con interessi educativi particolari.</div>
<div></div>
<div>Sebbene ci siano differenze significative tra scuole statali, scuole paritarie in termini di gestione e finanziamento, entrambe possono offrire un&#8217;istruzione di qualità. <strong>Le scuole paritarie, grazie alla loro autonomia, riescono a rispondere meglio alle esigenze dei propri studenti</strong>, creando opportunità significative e personalizzate per il loro sviluppo e apprendimento.</div>
<p>L'articolo <a href="https://istitutopascalchieri.it/scuole-statali-e-scuole-paritarie-un-confronto-approfondito/">Scuole Statali e Scuole Paritarie: un confronto approfondito</a> proviene da <a href="https://istitutopascalchieri.it">Istituto Pascal Chieri</a>.</p>
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		<title>Iscrizioni scolastiche 2026/2027: date e novità</title>
		<link>https://istitutopascalchieri.it/iscrizioni-scolastiche-2026-2027-date-e-novita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ipc@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Dec 2025 15:32:38 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Holden]]></category>
		<category><![CDATA[Linguistico]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-4616"  class="panel-layout" ><div id="pg-4616-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-4616-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-4616-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Il <strong>Ministero dell'Istruzione e del Merito</strong> ha comunicato ufficialmente le date per le iscrizioni scolastiche relative all’anno 2026/2027 durante un recente incontro sindacale in attesa della circolare. <strong>Le iscrizioni avranno luogo dal 13 gennaio al 14 febbraio 2026 e saranno gestite attraverso la piattaforma online a partire dalle 8:00 del 13 gennaio fino alle 20:00 del 14 febbraio</strong>.</p>
<p>Questa procedura riguarda le istituzioni del primo e secondo ciclo di istruzione. Le scuole hanno tempo fino al 10 gennaio alle ore 14:00 per personalizzare i moduli di iscrizione; l’aggiornamento del Piano Triennale dell’Offerta Formativa deve essere completato entro il 12 gennaio, giorno prima dell'inizio ufficiale delle iscrizioni.</p>
<p>Per <strong>accedere alla piattaforma</strong> è necessario utilizzare credenziali <strong>SPID</strong>, <strong>CIE</strong>, <strong>CNS</strong> o <strong>eIDAS</strong>.</p>
<p>È importante notare che la modalità di iscrizione online non si applica alle scuole dell'infanzia, che utilizzeranno ancora moduli cartacei.</p>
<p>Inoltre, sono state introdotte novità riguardanti l’istruzione parentale. I genitori che optano per questa scelta dovranno presentare una comunicazione cartacea al dirigente scolastico di una scuola del grado di riferimento nel loro comune di residenza, entro il termine delle iscrizioni online, ovvero il 14 febbraio 2026. Le linee guida per l'istruzione parentale saranno fornite in seguito con ulteriori dettagli operativi.</p>
<p><strong>All'interno della Piattaforma Unica</strong>, gli utenti troveranno informazioni utili sugli istituti scolastici con la funzionalità “<strong>Cerca la tua scuola</strong>” e sezioni dedicate all’orientamento, per supportare famiglie e studenti della scuola secondaria di primo grado nella scelta del percorso formativo e professionale.</p>
</div>
</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://istitutopascalchieri.it/iscrizioni-scolastiche-2026-2027-date-e-novita/">Iscrizioni scolastiche 2026/2027: date e novità</a> proviene da <a href="https://istitutopascalchieri.it">Istituto Pascal Chieri</a>.</p>
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		<title>Guida alle procedure necessarie per il trasferimento scolastico</title>
		<link>https://istitutopascalchieri.it/guida-alle-procedure-necessarie-trasferimento-scolastico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ipc@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Nov 2025 16:53:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Daisy]]></category>
		<category><![CDATA[Holden]]></category>
		<category><![CDATA[Linguistico]]></category>
		<category><![CDATA[Scientifico]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze Umane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nelle nostre scuole, il liceo Pascal, la scuola media Holden e la<a href="https://istitutopascalchieri.it/guida-alle-procedure-necessarie-trasferimento-scolastico/"> ...</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://istitutopascalchieri.it/guida-alle-procedure-necessarie-trasferimento-scolastico/">Guida alle procedure necessarie per il trasferimento scolastico</a> proviene da <a href="https://istitutopascalchieri.it">Istituto Pascal Chieri</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-4494"  class="panel-layout" ><div id="pg-4494-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-4494-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-4494-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Nelle nostre scuole, il <strong>liceo Pascal</strong>, la <strong>scuola media Holden</strong> e la <strong>scuola primaria Daisy</strong>, gli studenti frequentemente si trasferiscono durante l'anno scolastico. Questo fenomeno riflette le dinamiche familiari e le scelte individuali che influenzano il loro percorso educativo. Di seguito, seguirà un approfondimento che esamina la normativa che regola i trasferimenti da scuola a scuola.</p><p>Il decreto legge 9 settembre 2025, numero 127, all’articolo 1 - comma 3 afferma: "<strong>nell'ambito del primo biennio dei percorsi della scuola secondaria di secondo grado, gli studenti possono richiedere, entro e non oltre i 31 gennaio di ciascun anno scolastico, l'iscrizione alla corrispondente classe di altro indirizzo, articolazione o opzioni. L'istituzione scolastica individuata per la successiva frequenza adotta interventi didattici integrativi volti ad assicurare l'acquisizione delle conoscenze, delle abilità e delle competenze necessarie per l'inserimento nel percorso prescelto, al fine di favorire il successo formativo e riorientamento</strong>".</p><p>Questo passaggio si riferisce agli studenti delle scuole superiori, specificamente del biennio. Il decreto stabilisce che gli studenti delle classi prime e seconde possono cambiare indirizzo entro e non oltre il 31 gennaio dell'anno in corso. Se uno studente decide di passare da un istituto tecnico a un liceo, o da un liceo di indirizzo scientifico a uno di indirizzo linguistico, sarà la scuola scelta dallo studente ad avere il compito di predisporre interventi didattici per garantire che lo studente abbia acquisito le competenze necessarie.</p><p><strong>Se lo studente desidera semplicemente cambiare scuola senza modificare l'indirizzo, la scadenza per il trasferimento rimane fissata al 15 marzo.</strong></p><p>Per quanto riguarda il terzo e il quarto anno il decreto chiarisce: "a decorrere dal terzo anno dei percorsi della scuola secondaria di secondo grado, gli studenti, all'esito dello scrutinio finale, possono richiedere l'iscrizione a una classe corrispondente di altro percorso, indirizzo, articolazioni opzioni del medesimo grado di scuola, presso l'istituzione scolastica individuata per la prosecuzione degli studi, previo superamento di un esame integrativo. L'<strong>esame integrativo si svolge in un'unica sessione</strong> da concludersi prima dell'inizio delle lezioni". Molto semplicemente gli studenti del terzo e del quarto anno, hanno la possibilità di cambiare indirizzo dopo aver completato l'anno scolastico (devono concludere l'anno scolastico a giugno) e superare un esame integrativo che andrà a coprire le materie non affrontate nel nuovo indirizzo scelto. Tale esame integrativo verrà organizzato dalla nuova scuola entro il 31 agosto, termine di chiusura dell'anno scolastico. Se lo studente dovesse avere debiti formativi a settembre, affronterà l'esame integrativo con riserva, che significa che avrà validità solo se supererà l'esame di settembre nella scuola di provenienza.</p><p>Quando si tratta di trasferire un alunno dalla scuola primaria (elementari) o dalla scuola secondaria di primo grado (medie), non esiste un limite di tempo specifico per la richiesta. Tuttavia, è consigliabile presentarne la domanda entro il primo quadrimestre. Questo permette una migliore valutazione e integrazione dell'alunno nel nuovo contesto scolastico, dando ai nuovi insegnanti il tempo necessario per conoscere lo studente.</p><p><strong>Per completare il trasferimento durante l'anno scolastico, è necessario presentare alcuni documenti</strong>. Innanzitutto, bisogna inviare una richiesta al Dirigente Scolastico o al Coordinatore Didattico della scuola di destinazione, specificando i motivi del trasferimento. La Segreteria della nuova scuola risponderà alla richiesta, generalmente in base alla disponibilità di posti nelle classi. Dopo aver ricevuto l'accettazione dalla nuova scuola, è sufficiente scaricare il modulo di iscrizione dal sito dell'istituto, compilarlo e inviarlo alla segreteria insieme al nullaosta, che deve essere richiesto preventivamente alla Segreteria della scuola di provenienza.</p><p><strong>La richiesta di nullaosta può essere inviata via email</strong>. <strong>Se il motivo del trasferimento è adeguatamente giustificato</strong>, il nullaosta deve essere rilasciato senza difficoltà. Infine, la scuola di provenienza invierà la documentazione (fascicolo personale dello studente ) alla nuova istituzione.</p><p>Molti genitori scelgono di trasferire i propri figli nelle nostre istituzioni scolastiche, i licei paritari Pascal, la scuola secondaria di primo grado paritaria Holden e la scuola primaria Daisy, per diversi motivi. Le nostre scuole si distinguono per le opportunità di studio pomeridiano, il supporto nello svolgimento dei compiti e una particolare attenzione all’apprendimento delle lingue. I programmi educativi prevedono ore dedicate all’inglese, poiché la scuola primaria Daisy e la scuola media Holden fanno parte del <a href="https://istitutopascalchieri.it/cambridge-program/" target="_blank" rel="noopener"><strong>CIRCUITO CAMBRIDGE INTERNATIONAL SCHOOL</strong></a>. In particolare, la primaria Daisy ha adottato il Cambridge Primary, mentre la scuola media Holden segue il Cambridge Lower Secondary.</p><p>Anche lo studio del cinese, in collaborazione con l'<a href="https://istitutopascalchieri.it/istituo-confucio/" target="_blank" rel="noopener"><strong>ISTITUTO CONFUCIO</strong></a> dell’Università degli Studi di Torino, è un motivo che spinge i genitori a scegliere le nostre scuole. Inoltre, l'introduzione del laboratorio di robotica e STEM ha arricchito la nostra offerta formativa, contribuendo a renderle ancora più attraenti.</p><p>Le attività extracurricolari rappresentano un ulteriore richiamo per le famiglie, poiché offrono un ampio ventaglio di opzioni, dallo sport all’arte, dalla musica ai laboratori creativi e STEM, consentendo agli studenti di scoprire e coltivare i propri talenti al di fuori del tradizionale percorso accademico.</p><p>Un aspetto molto apprezzato dai genitori è la nostra <strong>attenzione al benessere emotivo e sociale degli studenti</strong>. Le classi numericamente ridotte favoriscono interazioni più significative con gli insegnanti, garantendo un'attenzione personalizzata che ottimizza l’apprendimento.</p><p>Questi elementi, insieme a una comprovata alta percentuale di successo scolastico degli ex alunni, fanno -delle nostre scuole un'opzione desiderabile e attraente per chi cerca una formazione di qualità per i propri figli.</p><p>Per chi desidera <strong>visitare le nostre scuole o trasferire il proprio figlio</strong> presso le nostre istituzioni, <strong>sono disponibili le istruzioni fornite di seguito</strong>.</p></div>
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	<p style="text-align: center;"><em><span style="color: #000000;">Domanda di iscrizione</span></em></p></div>
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	<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #008ecf;">Scuola Elemetare </span><span style="color: #008ecf;">Daisy</span></strong></p></div>
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	<p style="text-align: center;"><em><span style="color: #000000;">Domanda di iscrizione</span></em></p></div>
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	<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #008ecf;">Media Internazionale Holden</span></strong></p></div>
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	<p style="text-align: center;"><em><span style="color: #000000;">Domanda di iscrizione</span></em></p></div>
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	<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #008ecf;">Licei </span><span style="color: #008ecf;">Pascal Chieri</span></strong></p></div>
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</div></div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://istitutopascalchieri.it/guida-alle-procedure-necessarie-trasferimento-scolastico/">Guida alle procedure necessarie per il trasferimento scolastico</a> proviene da <a href="https://istitutopascalchieri.it">Istituto Pascal Chieri</a>.</p>
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		<title>Che cosa pensiamo noi dei compiti a casa?</title>
		<link>https://istitutopascalchieri.it/che-cosa-pensiamo-noi-dei-compiti-a-casa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ipc@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2025 10:58:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Daisy]]></category>
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		<category><![CDATA[Linguistico]]></category>
		<category><![CDATA[Scientifico]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze Umane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo stati tante volte in Finlandia, in Norvegia, in Svezia, in Polonia<a href="https://istitutopascalchieri.it/che-cosa-pensiamo-noi-dei-compiti-a-casa/"> ...</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://istitutopascalchieri.it/che-cosa-pensiamo-noi-dei-compiti-a-casa/">Che cosa pensiamo noi dei compiti a casa?</a> proviene da <a href="https://istitutopascalchieri.it">Istituto Pascal Chieri</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Siamo stati</strong> tante volte in <strong>Finlandia</strong>, in <strong>Norvegia</strong>, in <strong>Svezia</strong>, in <strong>Polonia</strong> e poi in <strong>Danimarca</strong>. A fine mese partiremo nuovamente per la Finlandia.<br />
Quando torniamo con le nostre esperienze impresse nella nostra memoria, con entusiasmo ne parliamo ai genitori che sono in procinto di scegliere la scuola per i loro figli. I genitori dei bambini che entrano nella scuola elementare, informati da quelli che hanno già figli inseriti nel percorso scolastico, quando arrivano alla nostra <strong>Daisy</strong>, chiedono subito ragguagli su <strong>cosa significhi il metodo finlandese</strong> e cosa implichi per i loro figli appartenere a una <strong>scuola italiana che è diventata in poco tempo simile a quelle del Nord Europa</strong>. In seconda battuta e timidamente chiedono come sono organizzati i compiti che, nella normalità delle cose, vengono affidati ai bambini da fare a casa. Anche i genitori che si approcciano a iscrivere i loro figli nella nostra scuola media <strong>Holden</strong>, a metà colloquio, ci <strong>chiedono se i compiti sono veramente così tanti</strong>, come descrivono gli amici che stanno affrontando questo percorso con i loro figli, che nella normalità studiano insieme fino alle ore 11:00 di sera e poi anche il sabato e la domenica, inibendo qualsiasi iniziativa di socialità familiare, gite, tempo libero e passeggiate.<br />
I nostri viaggi e le nostre osservazioni ci hanno sempre fatto prendere una posizione netta: <strong>non si tratta di non dare compiti ai bambini e ai ragazzi a casa</strong>, poiché le esercitazioni sono importanti, <strong>bensì è importante l&#8217;organizzazione che c&#8217;è alla base</strong>.</p>
<p>Calandoci nello specifico, cerchiamo di capire le problematiche dei compiti a casa formulando una domanda: un bambino o un ragazzo che rimane a scuola dalle otto del mattino alle cinque del pomeriggio avrà ancora compiti da assolvere fino alle undici di sera? Mi pare una domanda sciocca, priva di rettitudine e di fondamento. Mi viene spontaneo rispondere dicendo che <strong>se gli studenti hanno ancora compiti è perché il tempo scuola è stato sprecato</strong>, buttato, non utilizzato. E a questo punto ci agganciamo alla <strong>didattica finlandese</strong>: con classi che non superano i 20 studenti e insegnanti formati, i ragazzi non dovrebbero passare il resto della giornata a compilare i compiti; al massimo potrebbero avere qualche pagina da leggere. <strong>Secondo voi, otto ore passate a scuola non dovrebbero bastare per fare esercitazioni, impostare il lavoro, costruire schemi, simulare interrogazioni, scrivere temi, fare esercizi di matematica e conversazione in inglese?</strong></p>
<p><strong>Harry Cooper</strong>, docente di psicologia alla <strong>Duke University</strong>, afferma: &#8220;<strong>non ci sono prove che qualsiasi quantità di compiti a casa migliori la prestazione scolastica degli alunni di scuola primaria</strong>&#8220;. Secondo il docente, non ci sono correlazioni fra lo svolgimento dei compiti a casa e il miglioramento delle competenze degli studenti. Uno studente che ha passato otto ore seduto in classe, che deve ancora subire l&#8217;immobilità pomeridiana fino a tarda ora, sicuramente non proverà amore per i libri e per il sapere, ma finirà per odiare la scuola. L&#8217;idea che l&#8217;acquisizione del sapere debba passare obbligatoriamente dalla fustigazione è un&#8217;idea fortemente radicata fra gli italiani, ed è una concezione medievale del tutto avulsa dal sistema scuola internazionale.</p>
<p>Se vogliamo esagerare, possiamo citare l&#8217;<strong>Istat</strong>, che dipinge l&#8217;<strong>Italia</strong> come il <strong>paese europeo con il maggior numero di analfabeti di ritorno</strong>. E se vogliamo giocare con i numeri, citiamo ancora l&#8217;Istat, che dichiara che il 57% degli italiani non legge neanche un libro all&#8217;anno.<br />
L&#8217;analfabetismo funzionale è lo specchio di una società che non partecipa alla vita politica e non esercita i propri diritti, una società quindi che non considera il sistema scuola come un percorso di elevazione, di formazione, di focus reale per il futuro dei propri figli, ma come un passaggio obbligato e disorientante.</p>
<p><strong>Cosa può fare la scuola per dare risposta a questa tendenza allarmante?</strong></p>
<p>La razionalizzazione dei compiti post-scuola e un maggiore coinvolgimento dei genitori nel sistema scolastico potrebbero essere una prima risposta importante. Proprio come nelle scuole internazionali, dove i genitori sono parte integrante dello scheletro portante della scuola, i quali propongono, costruiscono e si confrontano, anche la scuola italiana dovrebbe diventare una piazza aperta alle proposte.</p>
<p>Nei nostri afternoon tea con i genitori, spesso ci confrontiamo sulle modalità dei compiti pomeridiani e, in particolare, sull&#8217;implementazione di una nuova didattica al mattino, dove lo studente diventa realmente una parte integrante della lezione, adottando nuove metodologie come la <strong>Peer Education</strong> e il <strong>Cooperative Learning</strong>, dove nella prima uno studente guida l&#8217;altro nello svolgimento di un compito o nell&#8217;apprendimento di un concetto, e nella seconda un gruppo lavora a un&#8217;ampia varietà di compiti come esercizi di lettura e comprensione, risoluzione di problemi e discussioni per la produzione di elaborati.</p>
<p>Per esperienza posso dire che sia la <strong>Peer Education</strong> sia il <strong>Cooperative Learning</strong> <strong>funzionano</strong>: i ragazzi sono attenti, partecipano, sono propositivi, non c&#8217;è distrazione e non subiscono passivamente le lezioni.</p>
<p>Concludo con una provocazione: <strong>dimentichiamo i compiti a casa</strong>, lavoriamo di più a scuola e non dimentichiamo che l&#8217;intelligenza artificiale è dietro l&#8217;angolo e che i nostri studenti sono esperti informatici che dialogano e colloquiano con l&#8217;AI quotidianamente, anche quando devono fare i compiti a casa!</p>
<p>L'articolo <a href="https://istitutopascalchieri.it/che-cosa-pensiamo-noi-dei-compiti-a-casa/">Che cosa pensiamo noi dei compiti a casa?</a> proviene da <a href="https://istitutopascalchieri.it">Istituto Pascal Chieri</a>.</p>
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