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ENGIM

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Il termine disuguaglianza a cosa ci fa pensare? A voi quali disuguaglianze vengono in mente? E perché lavorare sulle disuguaglianze? In collaborazione con Engim sede di Torino (Formazione, orientamento, cooperazione Lavoro) le prof.sse Rigoni e Ortiz hanno seguito quattro incontri formativi che hanno spalancato un mondo di cui ancora si sa poco.

Gli obiettivi sono semplici e ben strutturati:

  • Accompagnare le nuove generazioni nella comprensione delle cause strutturali alla base delle disuguaglianze e accrescere le loro competenze sociali.
  • Contrastare la dispersione scolastica e le altre forme di esclusione sociale.
  • Offrire strumenti per aiutare i giovani a superare le disuguaglianze e interloquire con il mondo sociale che li circonda.
  • Rendere partecipi della riduzione di fenomeni di marginalità, discriminazione ed esclusione sociale.
  • Fornire un ‘educazione di qualità, equa ed inclusiva, e ridurre le ineguaglianze.
  • Il progetto è a livello nazionale, con 200 scuole coinvolte, 400 docenti, più di 12000 studenti.

La Engim oltre a dedicare tempo alla formazione ha sperimentato un toolkit digitale, pieno di attività intuitive da far svolgere ai ragazzi in classe.
La nostra scuola ha deciso di aderire al progetto. La missione era “Individuare una disuguaglianza, una situazione di marginalità o discriminazione presente nel proprio contesto (a scuola, nel quartiere, nella città…) e realizzare una piccola azione/idea innovativa per provare a combatterla.”

La prof.ssa Ortiz uscendo un po’ dai canonici schemi classici delle disuguaglianze (disuguaglianze razziali, disuguaglianze di genere, disuguaglianze per la religione) ha deciso di coinvolgere la terza media nel progetto “PROGETTO “PER UNA CITTÀ SENZA DISUGUAGLIANZE”.
Calza a pennello con l’agenda 2030

Goal 10: Ridurre le disuguaglianze all’interno e fra le Nazioni

Goal 11: Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili.

Come fare a viaggiare rimanendo in classe? Si viaggerà attraverso fotografie di aree metropolitane che mettono in particolare risalto gli squilibri (ricchezza/povertà-pulizia/sporcizia-grattacieli/baraccopoli). Si scoprirà che cos’è il report Liveability Index stilato ogni anno dall’Economist Intelligence Unit (https://www.eiu.com/n/campaigns/global-liveabilityindex-2024/) e i criteri usati per la classifica delle città in “meno vivibili” e “più vivibili”. I ragazzi in gruppi da 2 e 3 sceglieranno le città che più li hanno colpiti, descrivendole  basandosi sulle fotografie e le informazioni trovate in rete, cercando di individuare i problemi e gli squilibri della città.

Poi saranno letti i nomi delle prime 10 città considerate le “più vivibili” al mondo nel 2024 (secondo la classifica del report) e delle 10 città “meno vivibili”. • Gli alunni, divisi a coppie, dovranno realizzare lo stesso lavoro svolto per una delle città “più vivibili»: descrizione, questa volta in positivo, allegando la piantina della città insieme alla tabella con dati che mettano in evidenza la sostenibilità e l’alta qualità di vita di questa metropoli.

Dopo questo viaggio a livello mondiale, ecco che si ritorna qui, tra Chieri e Torino.
I ragazzi dovranno passeggiare per la loro città guardandola come fosse la prima volta o con la stessa attenzione dedicata a una città nuova. Dovranno scattare delle fotografie che mostrino delle disuguaglianze e realizzare lo stesso lavoro fatto in precedenza. Produrre una presentazione orale e allestire una mostra fotografica per restituire questo immenso lavoro alla comunità.

Continuate a seguirci che vi teniamo aggiornati. I nostri ragazzi paladini del futuro avranno già una visione internazionale e forse potranno fare delle piccole azioni anche nel loro quotidiano.