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Alla scoperta dei laboratori pomeridiani di potenziamento: dibattiti, ponti tra le lingue e rotelle in movimento.

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Della Vicepreside Prof.ssa Micol Rigoni

Illustrazione originale di Celeste Pistamiglio, studentessa di Terza Media

 

 

Dopo una mattina di sei ore, il pranzo in mensa e un po’ di relax in cortile è il momento di rientrare per le ore del pomeriggio. Non ci sono più compiti da fare perché il lavoro pratico, esercizi di riepilogo ed esercizi di consolidamento si fanno tutti al mattino. Funziona così bene, i ragazzi lavorano subito dopo la spiegazione, con la mente ancora fresca e il docente di cattedra sempre a disposizione.

E allora cosa si fa al pomeriggio?

È stata la prima domanda che i ragazzi di prima, seconda e terza della Scuola Media Internazionale Holden di Chieri hanno fatto all’inizio dell’anno quando si spiegavano queste nuove modalità didattiche appoggiate al modello nordico finlandese. “E allora cosa si fa al pomeriggio?”. C’era chi lo chiedeva con la voce tremante, chi tra le parole non conteneva la curiosità, chi sembrava essere sperso, chi sperava in un pomeriggio di giochi in cortile. E così la vicepreside Prof.ssa Rigoni ha incominciato a spiegare: “Da quest’anno al pomeriggio ci saranno i laboratori di potenziamento”.

Silenzio.

E poi era partita a raccontare che i primi giorni del nuovo anno scolastico tutti i docenti si erano riuniti e dopo un infervorato dibattito si era deciso che:

1) Occorreva migliorare le lingue straniere permettendo ai ragazzi di parlare in maniera sempre più fluida e spontanea, del resto da bambini con la lingua italiana prima si impara a parlare e poi a scrivere, no?

2) Era necessario insegnare ai ragazzi a ragionare, pensare in maniera critica, avere le competenze per cavarsela nelle materie umanistiche così come in quelle matematiche anche senza il supporto di regole e formule.

3) Bisognava favorire la cooperazione tra le classi.

In pochi giorni si sono strutturati i laboratori. I ragazzi sono stati divisi in due gruppi: gruppo A e gruppo B secondo un criterio attentamente studiato dalle professoresse Pennisi e Rigoni per cercare di bilanciare i gruppi il più possibile. Il lunedì è stato dedicato al laboratorio di logica e potenziamento matematica / filosofia. Il martedì e mercoledì sono stati dedicati all’inglese e allo spagnolo. Il giovedì è stato scelto per riproporre il laboratorio di logica e giochi matematici e introdurre quello di lettura e scrittura creativa. Il venerdì è stato dedicato allo studio individuale e al lavoro per impostare schemi e metodo.

Quando è tutto sulla carta sembra qualcosa ancora di irreale, non si riesce ad immaginare come sarà. Poi si inizia con i dubbi: “Potrebbero esserci criticità?”, “Si riuscirà a fare tutto con i ragazzi che escono in orari differenti?”, “Funzionerà?”, ma poi si parte, con trepidazione, emozione e tanto cuore come sempre. Poi, in ogni caso, dal vivo e nella realtà è sempre più bello delle aspettative.

È bello mescolare i ragazzi, abbiamo scoperto la meraviglia del mettere i grandi di terza a supporto dei più piccoli, vedere come si interfacciano e si relazionano l’uno con l’altro, vedere come anche i ragazzi più vivaci nel ruolo di guida assumono un atteggiamento protettivo e responsabile. È bello vederli concentrati, assorti, infervorati, attivi. Vedere ragazzi di solito timidi e silenziosi in piedi appassionati che non vogliono andare a casa perché “No prof. dai: devo finire, devo capire, devo risolvere quel problema”.

Quando sono in cattedra al pomeriggio o passo nelle altre classi mi immagino sempre i laboratori con un suono o un’immagine. Se ci fosse un suono per il laboratorio di logica matematica potrebbe essere quello delle rotelle in movimento, per filosofia il fervore accorato del dibattito dove si impara a prendere la parola, a ragionare e a rispettarsi, per i laboratori di lingua mi immagino invece un ponte tra le lingue, tra le culture, il modo per comunicare con tutto il mondo senza barriere.

Rendere i nostri ragazzi consapevoli a tutto tondo delle loro potenzialità nascoste, delle loro attitudini segrete, di quello che è il loro bellissimo mondo che non passa solo da libri, nozioni e didattica, ma è molto, molto di più.

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